Schneider – Ogni cosa ha la sua voce

Le concezioni magiche, religiose o filosofiche dei popoli primitivi e delle antiche culture superiori sono tutte guidate, in modo più o meno evidente, dall'idea che la realtà visibile e tangibile di ogni giorno non rappresenti la realtà ultima, ma che l'essere autentico delle cose si celi sotto le loro manifestazioni esterne e affondi le sue… Continua a leggere Schneider – Ogni cosa ha la sua voce

Rodari – Il bambino che ascolta le fiabe

Per penetrare l'esperienza del bambino di tre o quattro anni cui la madre legge o narra una fiaba abbiamo ben pochi fatti sicuri su cui contare e siamo costretti a servirci a nostra volta dell'immaginazione. Sbaglieremmo, però, a cercare il nostro punto di partenza nella fiaba stessa e nei suoi contenuti; nella situazione vissuta dal… Continua a leggere Rodari – Il bambino che ascolta le fiabe

Rilke – Prima Elegia

Chi, se io gridassi, mi udrebbe dai cieli degli angeli? E se pure d'un tratto uno di loro al cuore mi stringesse, io nella stretta del suo grande esistere mi perderei. La Bellezza non è che il primo aspetto del Terribile: e noi la sosteniamo e l'adoriamo, a volte, solo perché esso quieto disdegna d'annientarci.… Continua a leggere Rilke – Prima Elegia

Rella – Il corpo di Narciso e l’ora del risveglio

Narciso, raccontano, è morto per amore di sé. Ma la sua morte è preceduta da una scoperta sconvolgente in cui l'amore, che nei racconti tiene di solito il primo posto, ha un ruolo di pura spinta iniziale. Infatti Narciso muore per essersi conosciuto, vale a dire dopo aver scoperto nella sua immagine la corporeità e… Continua a leggere Rella – Il corpo di Narciso e l’ora del risveglio

Heidegger – La questione del «là» e del «qua» in Platone

Platone distingue l'ἐνθάδε [«qua»] e l'ἐκεῖ [«là»]; con maggiore prudenza noi diciamo: il «di qua» e il «di là». Facciamo bene a lasciare da parte parole come «cielo», «inferno», «limbo» e «purgatorio». Però anche questo non basta, per il semplice fatto che il «di là» dei Greci non solo appare diverso dal punto di vista… Continua a leggere Heidegger – La questione del «là» e del «qua» in Platone

Schneider – Il suono primordiale

Ci sono «simboli» che, in realtà, non sono che immagini sonore, simboli la cui base non è altro che una immagine trasferita sul piano acustico. Al contrario, nella musica naturale, la base del simbolo è il suono, e la visibilità deriva da una visualizzazione posteriore al suono. (Schneider) Il linguaggio simbolico è fatto, insieme, di… Continua a leggere Schneider – Il suono primordiale

Lautréamont – La voce della coscienza

Ci sono ore, nella vita, in cui l'uomo dalla capigliatura pidocchiosa lancia, con occhio fisso, sguardi selvaggi sulle verdi membrane dello spazio; perché gli sembra di udire, davanti a sé, gli schiamazzi ironici di un fantasma. Barcolla e china la testa: ciò che ha udito, è la voce della coscienza. Allora si precipita fuori di… Continua a leggere Lautréamont – La voce della coscienza

Agostino – Il tempo e l’anima

È in te, anima mia, che misuro il tempo. Non frastornarmi coi tuoi «cosa? come?». Non frastornare te stessa con la folla delle tue impressioni. In te, dico, io misuro il tempo. Sì, l'impressione che le cose passando producono in te, rimane quando sono passate: è questa che è presente, non quelle che sono passate… Continua a leggere Agostino – Il tempo e l’anima

Omero – Femio e Medonte scampano alla morte

Anche il Terpiade Femio voleva scampare alla nera morte, lui – il cantore che tra i Proci aveva cantato perché costretto. Ritto se ne stava, tra le mani tenendo la cetra sonora, non distante dalla porta: un dubbio l'agitava – se uscendo dalla sala andare a rifugiarsi presso l'altare del grande Zeus innalzato nel cortile,… Continua a leggere Omero – Femio e Medonte scampano alla morte