Rabelais – Come poi furono interpretati i versetti della Sibilla

Raccolte le foglie, se ne tornarono Epistemone e Panurge alla corte di Pantagruele un po' lieti e un po' infastiditi. Lieti di fare ritorno, infastiditi per la fatica del cammino che trovarono scabroso, pietroso, tormentoso. Del loro viaggio fecero ampio resoconto a Pantagruele, e dello stato e del fatto della Sibilla; e infine gli presentarono… Continue reading Rabelais – Come poi furono interpretati i versetti della Sibilla

Rabelais – La sibilla di Panzoust

Camminarono tre giornate. Alla terza, sulla groppa di una montagna sotto un alto e gran castagno, fu indicata loro la casa della vaticinatrice. Senza difficoltà entrarono in quella dimora a tetto di paglia, mal costruita, male ammobiliata, e tutta affumicata. «Basta – disse Epistemone. – Eraclito, gran scotista e tenebroso filosofo, non si meravigliò entrando… Continue reading Rabelais – La sibilla di Panzoust

Santillana – Il crepuscolo degli dèi

La visione di un'intera età del mondo e della sua caduta ci è data dall'Edda, proprio nel primo carme, il Carme della Sibilla o Völuspá, in cui la profetessa (völva) abbraccia passato e futuro in un linguaggio convenientemente strano ed ermetico. Al principio dell'Età degli Asi, gli dèi si radunano a concilio, danno il nome… Continue reading Santillana – Il crepuscolo degli dèi

Pavel Kutzko – Invece di una risposta

… sempre chiaro mi è: devo ascoltarmi C. M. (la Verna, 4 ottobre 1929) I cuori degli uomini sono per Dio ciò che per noi è la pergamena: questa è la materia che accoglie la forma delle lettere tracciate su di essa con l'inchiostro. Allo stesso modo per Dio i cuori sono le tavolette da… Continue reading Pavel Kutzko – Invece di una risposta

La Sibilla parla, Partenope immagina

Parola di Sibilla, parola sibillina. Ambiguità ineludibile. La Sibilla parla «simboli», parla «parole». Non è Lei la sola a essere ambigua. È semmai la sola a sottolineare, in ogni occasione, l'ambiguità che è in tutte le parole. Ora, a detta di Ovidio, a chi le attribuisce onori divini, la Sibilla dice: «non sono una dea, fammi… Continue reading La Sibilla parla, Partenope immagina

Ovidio – Il rammarico della Sibilla

Non sono una dea – disse la Sibilla – e tu non degnare un essere umano, non profumargli il capo di sacro incenso. Perché ignaro tu non prenda un abbaglio, sappi che di luce eterna e senza fine avrei goduto, se la mia verginità si fosse aperta all'amore di Febo. Lui ci sperava e, cercando… Continue reading Ovidio – Il rammarico della Sibilla

Quando il traino dei canti si spezza

quando il traino dei canti si spezza quando il flusso delle parole s'interrompe Väinämöinen, il saggio, il vecchio cantore, l'Orfeo della tradizione finnica, sa (e ce lo manda a dire) cosa bisogna fare in «casi» del genere: bisogna andare alla sorgente dei canti, alla fonte oscura e terribile delle parole, andare all'Ade, scendere (o salire?) nel… Continue reading Quando il traino dei canti si spezza