Caucaso – Soslan nel Paese dei Morti

Una sera, mentre Soslan sedeva nella Grande Piazza, Uryzmæg tornò dalla caccia, con la testa bassa tra le spalle alte. «Perché sei triste, Uryzmæg?», chiese Soslan. «Ho viaggiato molto – rispose Uryzmæg – ma mai ho avuto una simile avventura. Ero a caccia, oggi, tra i canneti. D'un tratto, i raggi del sole cadono su… Continue reading Caucaso – Soslan nel Paese dei Morti

Caucaso – La pelliccia di Soslan

Soslan voleva distinguersi in ogni cosa, tra i Narti. Gli venne così l'idea di farsi una pelliccia con pelli umane: pelli di crani e pelli di labbra superiori, con i baffi. Non ne parlò a nessuno, ma si mise a uccidere uomini e, scorticando loro il cranio e il labbro superiore, riunì quel che serviva… Continue reading Caucaso – La pelliccia di Soslan

Brosse – Marsia, il flautista scorticato da Apollo

Nel corteo di Cibele errante, in lutto per la morte del figlio amante, figurava Marsia, l'amico della dea che suonando il flauto tentava di distrarla dal suo dolore. Era, dicono, un satiro o un sileno della Frigia e gli abitanti di Celene gli attribuivano la composizione dell'«aria della madre» che veniva suonata sul flauto in… Continue reading Brosse – Marsia, il flautista scorticato da Apollo

Calvino – Occhio-in-fronte

C'erano due frati che andavano in questua. Per le montagne gli si fece scuro. Da una caverna usciva un po' di luce. «Padrone di casa – chiamarono – ci date ricetto per stanotte?». «Entrate», disse una voce, e fece rimbombare la montagna. I frati entrarono: vicino al fuoco c'era un gigante con un occhio in… Continue reading Calvino – Occhio-in-fronte

Giappone – La separazione di Amaterasu e Susanowo

Quando fu di ritorno dal Paese dei morti, Izanaghi corse al fiume a lavarsi, corse a scrollarsi di dosso la lordura che gli si era appiccicata alle vesti e al corpo. Da ogni cosa che gettò via da sé – il bastone, la cintura, la veste stessa e i calzoni, nonché il copricapo, i braccialetti… Continue reading Giappone – La separazione di Amaterasu e Susanowo

Zosimo – La visione dei quindici gradini

[…] mi addormentai e vidi un sacerdote stare dinanzi a me, ritto su un altare a forma di coppa schiacciata, a cui si accedeva mediante quindici gradini. Ivi stava un sacerdote, e io udii una voce che dall'alto mi diceva: «Ho finito di scendere i quindici gradini della tenebra e ho finito di salire i… Continue reading Zosimo – La visione dei quindici gradini

Come la farfalla al bruco

Come la farfalla al bruco, così la Voce «succede» al Corpo che la Fame si è dato: succede che lo rovescia come un guanto e, insieme, ne rovescia la prospettiva «in modo estrinseco» (ad extra). La Voce suona «fuori» del Corpo – e là fuori «fa le veci» (ma spesso anche le «feci») del Corpo.… Continue reading Come la farfalla al bruco