Deleuze – La ripetizione erotica della differenza

Siamo così giunti a un secondo principio al di là del principio di piacere, a una seconda sintesi del tempo nello stesso inconscio. La prima sintesi passiva, quella di Habitus, presentava la ripetizione come legame, sul modo sempre ripreso di un presente vivente. Assicurava la fondazione del principio di piacere, in due sensi complementari, poiché… Continue reading Deleuze – La ripetizione erotica della differenza

Deleuze – L’inconscio è intersoggettivo

Quel che si tratta di sapere è se la ripetizione vada concepita come qualcosa che si compie da un presente a un altro, l'uno attuale e l'altro antico, nella serie reale [nella serie cioè degli avvenimenti reali]. In tal caso, l'antico presente avrebbe la funzione di un punto complesso, quasi di un termine ultimo o… Continue reading Deleuze – L’inconscio è intersoggettivo

Eliade – Ripetizione e creazione

Ciò che, di un mito cosmogonico, ci colpisce prima di tutto è che esso è continuamente ripetuto: il mito è continuamente recitato, e questo fatto implica che la cosmogonia non cessa di essere ripetuta simbolicamente. Abbiamo già altrove evidenziato il significato religioso e metafisico della ripetizione dei gesti esemplari, e ciò ci dispensa dall'esporre qui… Continue reading Eliade – Ripetizione e creazione

Deleuze – C’è qualcosa di pazzesco nell’inconscio

La teoria «volgare» dice: c'è un Rimosso, uno Stesso originario che, proprio per via della rimozione, ritorna sì, ma mascherato e spostato, in modo che rimane poi difficile «identificarlo». Esso ha comunque un'«identità», sia pure perduta per strada – e tutta la «terapia» starebbe nel ritrovarla. Deleuze dice: c'è la Ripetizione di niente e di… Continue reading Deleuze – C’è qualcosa di pazzesco nell’inconscio

Deleuze – L’abitudine al piacere o il piacere dell’abitudine?

… un «campo» (ma, volendo, perché no? un «giardino») dove fioriscono certi strani «papaveri bianchi»: a vederli di lontano sembrano tutti uguali, ma se solo ti accosti un poco, ti accorgi che sono animati da «differenze di intensità», da differenti tensioni (nervose): è così che il Filosofo prova a rappresentarsi la «vita biopsichica» (come vedi:… Continue reading Deleuze – L’abitudine al piacere o il piacere dell’abitudine?

Deleuze – Il terzo tempo e l’eterno ritorno

Quanto al terzo tempo [della ripetizione], quello rivolto all'avvenire [al di là del Comico e del Tragico], esso presuppone che l'avvenimento [che l'innesca], l'azione, abbia una sua coerenza segreta che esclude quella dell'io, e si rivolge contro l'io, proiettandolo in mille pezzi come se il portatore del nuovo mondo fosse trascinato e disperso dallo scoppio… Continue reading Deleuze – Il terzo tempo e l’eterno ritorno

Lacan – L’io e la morte

SIG.NA RAMNOUX: – Ero riuscita, dopo la lettura di Freud, a farmi dell'io l'idea di una funzione «difesa» da situare in superficie e non nel profondo, e che si eserciterebbe su due fronti, contemporaneamente contro i traumi provenienti dall'esterno e contro gli impulsi provenienti dall'interno. Dopo le sue conferenze non riesco più a rappresentarmelo così.… Continue reading Lacan – L’io e la morte