Foucault – La parola degli esclusi

La pazzia non esiste più, questo è il paradosso di Foucault – la pazzia non ha più cittadinanza che nel delirio artistico, e il grido, di gioia come di dolore, il grido selvaggio, non trova più asilo che nel linguaggio di certi strambi poeti, o di asceti insofferenti del loro proprio silenzio. No, grazie a… Continua a leggere Foucault – La parola degli esclusi

Heidegger – La via al linguaggio

Dire e parlare non sono la stessa cosa. Uno può parlare, parla senza fine, e tutto quel suo parlare non dice nulla. Un altro invece tace, non parla e può, col suo non parlare, dire molto. Ma che significa dire (sagen)? Per esperire questo, è necessario attenersi a ciò che la lingua tedesca già costringe… Continua a leggere Heidegger – La via al linguaggio

Le parole che ti scrivo

Glorioso mattino o triste sera? Né l'uno né l'altra, ma – inesprimibile dolore – solo il vasto campo desolato, avvolto dalle brume, di tutto quello che non può trovare espressione, nel tempo e al di fuori di esso. Né giorno né notte, dunque ma, nel segno obliquo delle loro voci coniugate insieme, lo spazio indefinito:… Continua a leggere Le parole che ti scrivo

Schneider – La parola e la voce giusta

La dottrina della «parola» creatrice è patrimonio comune di molte culture superiori. È tuttavia particolarmente interessante la tradizione indiana, perché sviluppa l'idea del mondo considerato come suono divenuto materia, con chiarezza e consequenzialità maggiori che nelle altre culture superiori. Anche per essa la manifestazione nello spazio e nel tempo non è l'ultima realtà, bensì un'illusione… Continua a leggere Schneider – La parola e la voce giusta

Artaud – Per una geometria senza spazi

Sono sempre stato sorpreso da questa ostinazione della mente a voler pensare in dimensioni e in spazi, e a fissarsi su certi stati arbitrari delle cose per pensare, a pensare in segmenti, in cristalloidi, e che ogni modo dell'essere resti fisso su un cominciamento, che il pensiero non sia in comunicazione continua e ininterrotta con… Continua a leggere Artaud – Per una geometria senza spazi

Sohrawardî – Il fruscio dell’ala di Gabriele

Due o tre giorni fa, in mezzo a un gruppo di persone di cui tanto la vista esteriore quanto la visione interiore erano oscurate da quella malattia degli occhi che si chiama bigottismo, un tale, assai mal informato riguardo agli antichi shaykh, teneva discorsi insensati, denigrando l'eminente dignità dei maestri e delle guide della via… Continua a leggere Sohrawardî – Il fruscio dell’ala di Gabriele

Schneider – Ogni cosa ha la sua voce

Le concezioni magiche, religiose o filosofiche dei popoli primitivi e delle antiche culture superiori sono tutte guidate, in modo più o meno evidente, dall'idea che la realtà visibile e tangibile di ogni giorno non rappresenti la realtà ultima, ma che l'essere autentico delle cose si celi sotto le loro manifestazioni esterne e affondi le sue… Continua a leggere Schneider – Ogni cosa ha la sua voce

Mastro Eckhart – Praedica verbum

Oggi e domani si legge un versetto sul nostro san Domenico. San Paolo lo scrive nella sua epistola ed esso in volgare dice così: «Di' la parola, pronunciala, esprimila, predicala, genera la parola!» (2 Timoteo, 4: 2). È meraviglioso che una cosa si espanda al di fuori e tuttavia rimanga in sé. Che la parola… Continua a leggere Mastro Eckhart – Praedica verbum

Lacan – Il muro del linguaggio

Se il pianeta non parla, non è soltanto perché è reale, ma perché non ha il tempo, alla lettera – non ha questa dimensione. Perché? Perché è rotondo – il corpo circolare può fare tutto quello che vuole... Vorrei oggi proporvi un piccolo schema, per illustrare i problemi sollevati dall'io e dall'altro, dal linguaggio e dalla… Continua a leggere Lacan – Il muro del linguaggio

Neruda – La parola

... tutto quel che vuole, sissignore, ma sono le parole che cantano, che salgono e scendono... mi prosterno dinanzi a loro... le amo, mi ci aggrappo, le inseguo, le mordo, le frantumo... amo tanto le parole... quelle inaspettate... quelle che si aspettano golosamente, si spiano, finché a un tratto cadono... vocaboli amati... brillano come pietre… Continua a leggere Neruda – La parola