Modoc – La nascita di Aishísh

In un tempo lontano, una giovane donna di nome Letkakàwas, che portava sulla schiena il suo figlioletto come fanno le madri indiane, eresse un rogo per cremare il cadavere di una strega. In realtà, voleva morire là sopra anche lei con il bambino. Il demiurgo Kmúkamch la sorprese proprio nel momento in cui si stava… Continue reading Modoc – La nascita di Aishísh

Deleuze – Il punto in cui sono privato del potere di dire io

C'è un autore che parecchi di voi conoscono molto bene. Ha scritto un breve testo che per me condensa l'insieme del suo pensiero e che mi tocca in modo particolare prima ancora che capisca perché. È Maurice Blanchot. In uno dei suoi libri, La parte del fuoco (un testo su Kafka), scrive questo a proposito… Continue reading Deleuze – Il punto in cui sono privato del potere di dire io

Deleuze – Ciò che ci costringe a pensare

Il nuovo si crea, il vecchio (il già in circolazione) si riconosce. Non c'è dunque creazione che del nuovo, e non c'è riconoscimento (non c'è anamnesi) che del vecchio (del «già stato» o, Platone docet, dell'Eterno – di quello che «è» Sempre e che mai «è divenuto» o «avvenuto»). Ma è proprio, e sempre, così?… Continue reading Deleuze – Ciò che ci costringe a pensare

Deleuze – Il No, la Morte e il Tempo nell’inconscio

Non si sottolineerà mai abbastanza l'importanza della riorganizzazione che si produce al livello narcisistico, in opposizione con lo stadio precedente della seconda sintesi [del tempo]. Difatti, mentre l'io passivo diventa narcisistico, la sua attività deve essere pensata, e non può esserlo se non come l'affezione, la modificazione stessa che l'io narcisistico prova passivamente da parte… Continue reading Deleuze – Il No, la Morte e il Tempo nell’inconscio

Deleuze – La ripetizione erotica della differenza

Siamo così giunti a un secondo principio al di là del principio di piacere, a una seconda sintesi del tempo nello stesso inconscio. La prima sintesi passiva, quella di Habitus, presentava la ripetizione come legame, sul modo sempre ripreso di un presente vivente. Assicurava la fondazione del principio di piacere, in due sensi complementari, poiché… Continue reading Deleuze – La ripetizione erotica della differenza

Lacan – Il verbo e le trippe

… finché il soggetto si situa nel registro dell'io [finché continua a porsi delle domande del tipo: io chi sono? io cosa faccio? io cosa dico e penso?], tutto è in effetti dominato dalla relazione narcisistica [nota: Lacan non dice dominato dal suo essere Narciso, ma dalla relazione narcisistica: nessuno è Narciso, o tutti lo… Continue reading Lacan – Il verbo e le trippe

Narciso è il terminus ad quem di un viaggio

Due serie, dice Deleuze – due serie, complementari e distinte, di oggetti (di desiderio) reali e virtuali... il desiderio preleva un brandello di oggetto reale e ne fa un suo proprio oggetto virtuale... Alice preleva di qua dallo specchio un pezzo degli scacchi, per farne la Regina Rossa che regna nell'altro mondo, nel mondo che… Continue reading Narciso è il terminus ad quem di un viaggio