Blanchot – Rilke e lo spazio interiore del mondo

Intimo, di solito, sta per profondo – e, viceversa, superficiale è, nel parlare volgare, sinonimo di approssimativo, epidermico, senza spessore. Profonde e invisibili sono le radici, le cause, i moventi. Visibili e appariscenti sono invece le foglie al vento, i casi ballerini, gli abbagli contingenti. Essere e apparire, Platone ci ha insegnato a distinguerli. Ma… Continua a leggere Blanchot – Rilke e lo spazio interiore del mondo

Pu Sung-Ling – Nelle Regioni Infernali

Hsi Fang-p'ing era di Tung-an. Suo padre Hsi-Lien era una persona piuttosto irascibile, e aveva avuto una lite con un vicino di nome Yang. Poco tempo dopo Yang morì; e passati alcuni anni, Lien, dal suo letto di morte, gridò improvvisamente che Yang aizzava i diavoli dell'inferno a torturarlo. Il suo corpo si gonfiò e… Continua a leggere Pu Sung-Ling – Nelle Regioni Infernali

Blanchot – Kafka e la morte contenta

… posso scrivere solo se la morte scrive in me, solo se fa di me il punto vuoto dove s'afferma l'impersonale. Kafka, in una nota del suo Diario, fa un'osservazione che può far riflettere: «Ritornando a casa, ho detto a Max che quando sarò sul mio letto di morte, purché le sofferenze non siano troppo… Continua a leggere Blanchot – Kafka e la morte contenta

Kafka – Bimbi sulla strada maestra

Sentivo passare le vetture davanti al cancello del giardino, talvolta potevo anche vederle tra i mobili spiragli del fogliame. Nella calda estate, il fragore di quei raggi e di quei timoni! Dai campi tornavano le operaie, ridevano che era una vergogna. Sedevo sulla nostra piccola altalena e mi riposavo tra gli alberi, nel giardino dei… Continua a leggere Kafka – Bimbi sulla strada maestra

Sartre – Il passato che ho da essere

Ogni teoria sulla memoria implica una presupposizione circa l'essere del passato. Il fatto che questo presupposto non è mai stato chiarito ha oscurato il problema del ricordo e quello della temporalità in generale. Bisogna dunque porre una buona volta la questione: qual è l'essere di un essere passato? Il buonsenso oscilla fra due concezioni egualmente… Continua a leggere Sartre – Il passato che ho da essere

Baudrillard – Morire fa già parte del resto

Lo stesso obiettivo che s'inscrive nel monopolio della violenza istituzionale e della morte si realizza altrettanto bene nella sopravvivenza forzata, nel forcing della vita per la vita (reni artificiali, rianimazione intensiva dei bambini malformati, agonie prolungate a qualsiasi costo, trapianti d'organo, ecc.). Tutte procedure che equivalgono a disporre della morte e a imporre la vita… Continua a leggere Baudrillard – Morire fa già parte del resto

Heidegger – Il mito è l’erede dell’oblio

All'inizio del libro VII del dialogo sulla πόλις [la Repubblica], Platone parla, e precisamente nella forma di un μῦθος, della ἀλήθεια. Questo «mito» è noto come il «paragone» platonico della «caverna», a cui si è attribuita una quantità di significati, ma mai quello più semplice ed evidente. Come dice il titolo, in questo «paragone» si… Continua a leggere Heidegger – Il mito è l’erede dell’oblio

Baudrillard – La pena di morte è inutile

Fino al XVIII secolo, s'impiccavano, dopo una condanna formale, gli animali colpevoli d'aver causato la morte di un uomo. Si impiccavano anche i cavalli. (Autore ignoto) Ci deve essere una ragione ben particolare della repulsione che ci ispirano le punizioni di animali, perché dovrebbe essere più grave condannare un uomo che un animale, e più… Continua a leggere Baudrillard – La pena di morte è inutile

Freud – Il motivo della scelta degli scrigni

Due scene di Shakespeare, lieta l'una, tragica l'altra, mi hanno di recente fornito lo spunto per impostare e risolvere un piccolo problema. La scena lieta è quella della scelta fra tre scrigni compiuta dai pretendenti nel Mercante di Venezia. La giovane e avveduta Porzia è vincolata dalla volontà paterna a prendere per marito tra i… Continua a leggere Freud – Il motivo della scelta degli scrigni

Rohde – La psiche nella concezione omerica

Ma che segue? Che accade, quando la vita fugge per sempre dal corpo esanime? È strano che qualcuno abbia potuto affermare recentemente che, in qualche stadio della poesia omerica, apparirebbe la credenza che la morte ponga fine a tutto e che nulla le sopravvivrebbe. Nessuna affermazione nei due poemi omerici (anche nelle parti che si… Continua a leggere Rohde – La psiche nella concezione omerica