Deleuze – La sinfonia dell’idea discordante

Bambini, mi raccomando, non fate la fesseria di Gilgameš di addormentarvi sul più bello. Lo so, il Racconto è lungo, e voi non vedete l'ora d'andare per conto vostro a sognare come finisce. Capisco: se di mezzo ci si mettono pure i filosofi (e i filosofi sono chiacchieroni), non potete trattenere lo sbadiglio. Ma, è… Continue reading Deleuze – La sinfonia dell’idea discordante

Plotino – L’anima è ciò che ricorda

Una volta che l'anima è uscita di là [dal mondo intelligibile] sbalzata fuori dall'Uno, finisce per compiacersi di se stessa e, volendo essere altro ancora, si sporge per così dire all'infuori [del suo essere] e da quel momento, a quanto pare, comincia a ricordare. Il ricordo delle cose di là (ἐκεῖ) le impedisce di cadere,… Continue reading Plotino – L’anima è ciò che ricorda

Yates – La «scrittura interna» di Dicson

Nel 1584 si aprì in Inghilterra una clamorosa controversia intorno all'arte della memoria. Ad aprirla fu il De umbra rationis di Alexander Dicson, che è un'imitazione fedele delle Ombre di Bruno (di cui echeggia anche il titolo). I dialoghi d'apertura costituiscono l'aspetto più notevole dell'opera, essendo lunghi quasi quanto l'arte di memoria bruniana a cui… Continue reading Yates – La «scrittura interna» di Dicson

Sartre – Il passato che ho da essere

Ogni teoria sulla memoria implica una presupposizione circa l'essere del passato. Il fatto che questo presupposto non è mai stato chiarito ha oscurato il problema del ricordo e quello della temporalità in generale. Bisogna dunque porre una buona volta la questione: qual è l'essere di un essere passato? Il buonsenso oscilla fra due concezioni egualmente… Continue reading Sartre – Il passato che ho da essere

Rella – Il corpo di Narciso e l’ora del risveglio

Narciso, raccontano, è morto per amore di sé. Ma la sua morte è preceduta da una scoperta sconvolgente in cui l'amore, che nei racconti tiene di solito il primo posto, ha un ruolo di pura spinta iniziale. Infatti Narciso muore per essersi conosciuto, vale a dire dopo aver scoperto nella sua immagine la corporeità e… Continue reading Rella – Il corpo di Narciso e l’ora del risveglio

Deleuze – Ciò che ci costringe a pensare

Il nuovo si crea, il vecchio (il già in circolazione) si riconosce. Non c'è dunque creazione che del nuovo, e non c'è riconoscimento (non c'è anamnesi) che del vecchio (del «già stato» o, Platone docet, dell'Eterno – di quello che «è» Sempre e che mai «è divenuto» o «avvenuto»). Ma è proprio, e sempre, così?… Continue reading Deleuze – Ciò che ci costringe a pensare

Plotino – La memoria e la coscienza di sé

Come farà uno a ricordarsi di se stesso, finché [è così immerso in una contemplazione di cui] non avrà nessuna memoria, poniamo per esempio nel caso di un Socrate, di essere stato lui il soggetto di quella certa contemplazione, e tanto meno saprà distinguere se a contemplare sia stata [in lui] l'intelligenza (noûs) o l'anima… Continue reading Plotino – La memoria e la coscienza di sé