Mi ami?

Forse, l'ingenuità più grande la facciamo a dare per scontato che è stato l'uomo a «creare» un linguaggio tutto suo. E se fosse stato l'inverso? O, perlomeno: se fossero nati insieme, l'Uomo e il suo mondo simbolico? è proprio così assurdo pensarlo? Quando Uno divenne Due – dice Nietzsche. L'Uomo e la sua Lingua spuntarono… Continua a leggere Mi ami?

Dadhyañc, il due volte decapitato

Dadhyac o Dadhyañc o Dadhica, ovvero «Colui che possiede (oppure che sparge) il latte inacidito», secondo la tradizione vedica (cfr. Rig Veda, 1: 80. 16), era figlio di Atharvan, mitico «sacerdote del fuoco» dei tempi ancestrali. Era dunque votato, sin dal nascita, alle pratiche del Sacrificio e divenne, stando al Racconto, il «maestro di cerimonia»… Continua a leggere Dadhyañc, il due volte decapitato

Grecia – Perseo decapita Medusa

Il re Acrisio, avendo appreso dall'oracolo di Delfi che sua figlia, Danae, era destinata a generare colui che l'avrebbe spodestato, fece costruire una camera sotterranea e vi rinchiuse la figlia perché non avesse rapporti carnali con nessuno. Danae fu sepolta in un'oscura prigione di bronzo, ma Zeus, sotto forma di pioggia d'oro, penetrò nella prigione,… Continua a leggere Grecia – Perseo decapita Medusa

Laing – Una coscienza di sé insicura

La «coscienza di sé», nella persona ontologicamente insicura, compie una duplice funzione: 1) È un modo di raggiungere la certezza che si esiste, e che gli altri esistono. Kafka dimostra ciò chiaramente nel suo racconto Dialogo col devoto. Il devoto parte da una posizione esistenziale di insicurezza ontologica: egli dichiara: «Non c'è mai stata una… Continua a leggere Laing – Una coscienza di sé insicura

Nietzsche – Gli impulsi artistici della natura

Finora abbiamo considerato l'apollineo e il suo opposto, il dionisiaco, come forze artistiche che erompono dalla stessa natura, senza mediazione dell'artista umano, e in cui gli impulsi artistici della natura trovano inizialmente e direttamente soddisfazione: da una parte come mondo d'immagini del sogno, la cui perfezione è senza alcun rapporto con l'altezza intellettuale o la… Continua a leggere Nietzsche – Gli impulsi artistici della natura

Aveva solo nove anni

L'inconscio è quella parte del discorso concreto in quanto trans-individuale, che difetta alla disposizione del soggetto per ristabilire la continuità del suo discorso cosciente (Lacan) C'era una volta un poeta che, come tutti i poeti, aveva la passione per le rime e le assonanze. Una passione però un po' più stolta del solito, sicuramente più… Continua a leggere Aveva solo nove anni

Il nome che ti do è Garôtmân

L'impresa dell'uccello Garuda ricorda l'inno di Rig Veda, 3: 48.4, in cui si narra della vittoria su Tvastr e della conquista del Soma da parte di Indra. La formula sembra essere: Garuda sta a Indra, come l'amrta al Soma. Con questa sfumatura però: che Garuda è costretto a «rubare» quel che Indra con la forza… Continua a leggere Il nome che ti do è Garôtmân

Un titolo provvisorio

Come scegliersi una buona moglie. Per una luna di miele di cui non ci si debba poi pentire. Qualcosa come: Sposarsi Bene. Oppure: La Donna Giusta con cui Accoppiarsi. (stiamo cercando un titolo per la qui presente Sceneggiata) Un titolo provvisorio, ovviamente. Come Adolf Wölfli – anche noi ci siamo trovati a iniziare il «disegno»… Continua a leggere Un titolo provvisorio

Pazzia e pazziella – un abbozzo etimologico

C'è chi, la parola «pazzia», la fa derivare dal latino patior, intendendola come una «passione» smodata, un'affezione morbosa del pathos, un suo «eccesso», un'esagerazione, e dunque una patologia. Altri invece hanno ipotizzato una sua derivazione dall'antico alto tedesco parzjan o barzjan (infuriare): ipotesi però che urta contro quella «r» in più presente nel tema. È… Continua a leggere Pazzia e pazziella – un abbozzo etimologico