Una divina diavoleria

Partiamo dalla fine. Dalle parole (sante? diaboliche?) che Viviana «rinfaccia» al vecchio Mago: Cosa!? non dovete forse essere mio, quando io sono vostra e ho lasciato per voi padre e madre? Viviana ha «lasciato» il padre e la madre per Merlino. Come Arianna, come Medea, come Isotta – per dire le prime che mi vengono… Continua a leggere Una divina diavoleria

Maori – Maui ritrova i genitori

Sotto lo sguardo stupito dei fratelli, il piccione Maui spiccò il volo e, quando fu abbastanza lontano da non essere più visto da nessuno, si diresse dritto al fascio di giunchi, dove aveva visto scomparire la madre. Scese a terra alla maniera rumorosa dei piccioni, e per un po' se ne andò in giro con… Continua a leggere Maori – Maui ritrova i genitori

Aiguesmortes – Stracci di placenta

Gli uomini tuttora non sanno dell'esistenza delle donne. Ancora non l'hanno scoperta, l'America! Quaggiù, se pure le donne le abbiamo «ottenute» e perfino «possedute», non per questo possiamo però dire di sapere qualcosa di loro. Sappiamo solo quel «tanto» (tanto assai!) che abbiamo inciso sul Corpo delle loro Ombre, una volta che ci è piovuto… Continua a leggere Aiguesmortes – Stracci di placenta

Aiguesmortes – Una favola troppo remota

... una favola troppo remota per essere creduta (non ci credevo allora, e stento a crederci ora), e il fuoco di lontani falò: questo è tutto ciò che ricordo. Ricordo che il fuoco era acceso sulla riva, e che noi, più ci allontanavamo, più avevamo freddo. Al tramonto - dalla riva eravamo ormai distanti, quand'ecco… Continua a leggere Aiguesmortes – Una favola troppo remota

Paroline magiche e formichine

È possibile trovarsi nelle circostanze (nell'Umwelt) di una «cosa», prima ancora di sapere come si chiama. È possibile avere a che fare con la «cosa» senza parlarla, senza saperla o volerla nominare, magari senza avere di che nominarla, senza avere nessun nome per significarla. È possibile «usare» la cosa, prendersene cura senza nemmeno sapere di… Continua a leggere Paroline magiche e formichine

Quando il traino dei canti si spezza

quando il traino dei canti si spezza quando il flusso delle parole s'interrompe Väinämöinen, il saggio, il vecchio cantore, l'Orfeo della tradizione finnica, sa (e ce lo manda a dire) cosa bisogna fare in «casi» del genere: bisogna andare alla sorgente dei canti, alla fonte oscura e terribile delle parole, andare all'Ade, scendere (o salire?) nel… Continua a leggere Quando il traino dei canti si spezza

Finlandia – Väinämöinen alla ricerca delle tre parole magiche

Il vecchio intrepido Väinämöinen, l'eterno saggio, tagliava le assi di una barca, costruiva un nuovo battello sulla punta del promontorio coperto di bruma, all'estremità dell'isola nebbiosa. Al carpentiere venne a mancare il legno, al maestro d'ascia le tavole buone. Chi andrà ora a cercare l'albero, a trovare la quercia per il battello di Väinämöinen, per… Continua a leggere Finlandia – Väinämöinen alla ricerca delle tre parole magiche

Snorri Sturluson – La fine del gigante Hrungnir

Þórr si trovava a viaggiare in oriente per combattere i troll, quando Óðinn andò, a cavallo di Sleipnir, a Jötunheimr e giunse da quel gigante che si chiamava Hrungnir. Allora Hrungnir chiede chi sia quell'uomo con l'elmo d'oro che cavalca per aria e per acqua, e conviene che egli possiede un destriero veramente eccellente. Óðinn… Continua a leggere Snorri Sturluson – La fine del gigante Hrungnir