Nome proprio e nome comune

… parlare mi fa paura, perché non dicendo mai abbastanza, dico sempre anche troppo (Derrida) … dico sempre più di quello che dovrei. Ho paura a dirmelo: se mi confesso che sono un chiacchierone, mi dico troppo o troppo poco? Più chiacchiero, meno dico: questo è certo. Ci deve essere qualcosa di epico in quest'imbroglio.… Continue reading Nome proprio e nome comune

Paroline magiche e formichine

È possibile trovarsi nelle circostanze (nell'Umwelt) di una «cosa», prima ancora di sapere come si chiama. È possibile avere a che fare con la «cosa» senza parlarla, senza saperla o volerla nominare, magari senza avere di che nominarla, senza avere nessun nome per significarla. È possibile «usare» la cosa, prendersene cura senza nemmeno sapere di… Continue reading Paroline magiche e formichine

L’epicureo e il devoto di Kafka

Epicuro consiglia: λάθε βιώσας – vivi nascosto, non dare nell'occhio, passa inosservato, non uscire dalla latitanza. Il devoto di Kafka invece fa di tutto per farsi notare, vuole essere visto, perché solo sotto lo sguardo della gente riesce a sentirsi vivo. E dunque: epicureo ≠ devoto vivo = nascosto ≠ vivo = visibile Per sentirsi… Continue reading L’epicureo e il devoto di Kafka

Laing – Una coscienza di sé insicura

La «coscienza di sé», nella persona ontologicamente insicura, compie una duplice funzione: 1) È un modo di raggiungere la certezza che si esiste, e che gli altri esistono. Kafka dimostra ciò chiaramente nel suo racconto Dialogo col devoto. Il devoto parte da una posizione esistenziale di insicurezza ontologica: egli dichiara: «Non c'è mai stata una… Continue reading Laing – Una coscienza di sé insicura

Kafka – Dialogo con il devoto

Vi fu un tempo in cui io mi recavo ogni giorno in una chiesa perché una ragazza di cui ero innamorato vi rimaneva inginocchiata a pregare mezz'ora tutte le sere e potevo contemplarla in pace. Una sera che la ragazza non era venuta io guardavo, contrariato, i fedeli, quando mi colpì la vista d'un giovane… Continue reading Kafka – Dialogo con il devoto