Corbin – Il Paese del non-dove

… questi nobili Signori, da dove si sono degnati di venire? Il Sapiente mi rispose: «Veniamo tutti dal Paese del non-dove». (Sohrawardî, Il fruscio dell'ala di Gabriele) Sohrawardî ha coniato in persiano il termine di Nâ-kojâ-âbâd, letteralmente il «Paese del non-dove»: non-dove, certo, vale a dire fuori dal luogo fisico determinabile mediante le coordinate dello… Continua a leggere Corbin – Il Paese del non-dove

Schneider – In cerca del ritmo

Chi volesse stabilire un confronto tra le movenze di un cittadino europeo medio e quelle di un primitivo, noterebbe continuamente l'impaccio, la fiacchezza, la goffaggine e l'ineleganza con cui il primo si muove, sia che cammini o stia seduto o in piedi, o quando parla o, comunque, prende contatto con l'ambiente. L'impressione si accentua quando… Continua a leggere Schneider – In cerca del ritmo

Eliade – Modello cosmogonico e costruzione della città

Se per l'uomo arcaico vivere nel mondo ha un valore religioso, questo è il risultato di un'esperienza specifica: l'esperienza di quello che chiamiamo «spazio sacro». Per l'uomo religioso, infatti, lo spazio non è omogeneo; alcune sue parti sono qualitativamente differenti da altre. C'è uno spazio sacro e quindi forte, significativo, e ci sono altri spazi… Continua a leggere Eliade – Modello cosmogonico e costruzione della città

Jung – Dove c’è ancora attaccamento, là si è ancora posseduti

L'incontro della coscienza individuale, dai limiti ristretti, ma per ciò stesso di intensa lucidità, con l'immensa vastità dell'inconscio collettivo, è pericoloso poiché l'inconscio esercita sulla coscienza un'azione dissolvente. Secondo il Hui Ming Ching, quest'azione appartiene ai fenomeni tipici dello yoga cinese. Così leggiamo: «Ogni singolo pensiero diventa immagine e si rende visibile in colore e… Continua a leggere Jung – Dove c’è ancora attaccamento, là si è ancora posseduti

Kerényi – I labirinti europei

Il fenomeno mitologico definito in Grecia «labirinto» è presente non solo nell'area culturale del Pacifico e in quella del Mediterraneo antico, ma anche nell'Europa settentrionale e occidentale. La possibilità che ci si trovi di fronte a un elemento culturale di tipo universale, le cui origini risalgono all'età della pietra, rimane un'ipotesi da vagliare, anche se… Continua a leggere Kerényi – I labirinti europei

Pavel Kutzko – Quella Matta di Semele!

… perché se c'è un momento in cui dobbiamo ricorrere alla Metafora, uno di quei momenti in cui ne abbiamo urgente bisogno – è quando abbiamo a che fare con la Morte. Se vogliamo, non tanto afferrare logicamente che cos'è la Metafora, ma sentirla mentre ci parla in bocca, e prenderci i benefici di questo… Continua a leggere Pavel Kutzko – Quella Matta di Semele!

Zhuang-zi – Se stesso e altro

Invero ogni essere è altro da sé, e ogni essere è se stesso. Questa verità non la si vede a partire dall'altro, ma si comprende partendo da se stessi. Così è stato detto: l'altro proviene dal se stesso, ma se stesso dipende anche dall'altro. Si sostiene la teoria della vita, ma in realtà la vita… Continua a leggere Zhuang-zi – Se stesso e altro

Asín Palacios – La visione dell’adolescente

Di tutte le visioni dantesche, quella di Vita Nova XII presenta un singolare rilievo per il suo carattere enigmatico: Dante vede in sogno un giovane, vestito di una tunica bianchissima, che, seduto accanto a lui in atteggiamento pensoso, lo guarda e poi sospirando lo chiama e gli rivolge la parola. Dante crede di riconoscere in… Continua a leggere Asín Palacios – La visione dell’adolescente

Aiguesmortes – Un dio non si stanca

{ … P. S. dulcis in fundo, ero così stanco che, quando il Vecchio mi disse: «non dormire!», era già troppo tardi. Amo il Possibile. Solo il Possibile impossibile da realizzare. Era inutile che il Vecchio Intrepido Utnapištim insistesse a dire: «svegliati!». Ci sono «cose» che si capiscono solo quando sei stanco. Stanco di chiacchiere,… Continua a leggere Aiguesmortes – Un dio non si stanca

Schwob – Vita immaginaria di Paolo Uccello

Veramente si chiamava Paolo di Dono; ma i Fiorentini lo chiamarono Uccelli, o Paolo Uccelli, a causa del gran numero di uccelli raffigurati e di bestie dipinte che riempivano la sua casa, essendo egli troppo povero per nutrire degli animali o per procurarsi quelli che non conosceva. Si dice anche che a Padova eseguì un… Continua a leggere Schwob – Vita immaginaria di Paolo Uccello