Deleuze – Ciò che ci costringe a pensare

Il nuovo si crea, il vecchio (il già in circolazione) si riconosce. Non c'è dunque creazione che del nuovo, e non c'è riconoscimento (non c'è anamnesi) che del vecchio (del «già stato» o, Platone docet, dell'Eterno – di quello che «è» Sempre e che mai «è divenuto» o «avvenuto»). Ma è proprio, e sempre, così?… Continue reading Deleuze – Ciò che ci costringe a pensare

Deleuze – Il triste Precursore e l’eterno ritorno

Non sono le somiglianze, ma le differenze che si somigliano (Lévi-Strauss) Secondo l'intuizione di Heidegger, la differenza è – scusate la parola – ontologica. Prima ancora di assoggettarsi alla Rappresentazione e, dunque, alle condizioni di somiglianza, identità, analogia, o opposizione, la differenza parla sin dai suoi preliminari «muti», seleziona, associa e/o separa differente a differente,… Continue reading Deleuze – Il triste Precursore e l’eterno ritorno

Deleuze – Il No, la Morte e il Tempo nell’inconscio

Non si sottolineerà mai abbastanza l'importanza della riorganizzazione che si produce al livello narcisistico, in opposizione con lo stadio precedente della seconda sintesi [del tempo]. Difatti, mentre l'io passivo diventa narcisistico, la sua attività deve essere pensata, e non può esserlo se non come l'affezione, la modificazione stessa che l'io narcisistico prova passivamente da parte… Continue reading Deleuze – Il No, la Morte e il Tempo nell’inconscio

Deleuze – La ripetizione erotica della differenza

Siamo così giunti a un secondo principio al di là del principio di piacere, a una seconda sintesi del tempo nello stesso inconscio. La prima sintesi passiva, quella di Habitus, presentava la ripetizione come legame, sul modo sempre ripreso di un presente vivente. Assicurava la fondazione del principio di piacere, in due sensi complementari, poiché… Continue reading Deleuze – La ripetizione erotica della differenza

Deleuze – L’inconscio è intersoggettivo

Quel che si tratta di sapere è se la ripetizione vada concepita come qualcosa che si compie da un presente a un altro, l'uno attuale e l'altro antico, nella serie reale [nella serie cioè degli avvenimenti reali]. In tal caso, l'antico presente avrebbe la funzione di un punto complesso, quasi di un termine ultimo o… Continue reading Deleuze – L’inconscio è intersoggettivo

Deleuze – C’è qualcosa di pazzesco nell’inconscio

La teoria «volgare» dice: c'è un Rimosso, uno Stesso originario che, proprio per via della rimozione, ritorna sì, ma mascherato e spostato, in modo che rimane poi difficile «identificarlo». Esso ha comunque un'«identità», sia pure perduta per strada – e tutta la «terapia» starebbe nel ritrovarla. Deleuze dice: c'è la Ripetizione di niente e di… Continue reading Deleuze – C’è qualcosa di pazzesco nell’inconscio

Deleuze – L’oggetto parziale

Il «fondamento» esistenziale – la pietra d'angolo della nostra costituzione «umana», lo dice espressamente il Mito antico e lo ripete modernamente il filosofo Deleuze, cade dall'alto, piove «provvidenziale» da quell'enigmatico «lassù» contemplativo, in cui Platone non avrebbe esitato a riconoscere il suo «Mondo delle Idee». Cade dai cieli di Madonna Intelligenza, dai cieli cioè di… Continue reading Deleuze – L’oggetto parziale