Borges – Il Cavaliere, la Morte e il Diavolo

Sotto l'elmo chimerico il severo profilo è crudele come la crudele spada che aspetta. Per la selva spogliata cavalca imperturbabile il cavaliere. Turpe e furtiva, la caterva oscena l'ha accerchiato: il Demonio dagli occhi servili, i labirintici rettili e il bianco vegliardo con la clessidra. Cavaliere di ferro, chi ti guarda sa che in te… Continua a leggere Borges – Il Cavaliere, la Morte e il Diavolo

Borges – Il paradiso di Odino

Una grandissima moltitudine di uomini è nella Valhöll e in fede mia un potentissimo signore è Óðinn che guida un esercito così poderoso … Ogni giorno, quando sono vestiti, indossano le armature ed escono nel recinto e combattono tra loro e si abbattono l'un l'altro; questo è il loro passatempo. E quando viene il momento… Continua a leggere Borges – Il paradiso di Odino

Borges – Lo zaratàn

C'è una favola che ha percorso la geografia e le epoche: quella dei naviganti che sbarcano su un'isola senza nome, che subito s'inabissa e li perde, perché è viva. Quest'invenzione figura nel primo viaggio di Sindbad, nel canto 6° dell'Orlando Furioso, nella leggenda irlandese di san Brandano, e nel bestiario greco di Alessandria; nella Storia… Continua a leggere Borges – Lo zaratàn

Borges – Funes, o della memoria

Lo ricordo (io non ho diritto di pronunciare questo verbo sacro; un uomo solo, sulla terra, ebbe questo diritto, e quest'uomo è morto), e ricordo la passiflora oscura che teneva nella mano, vedendola come nessuno vide mai questo fiore, né mai lo vedrà, anche se l'avrà guardato dal crepuscolo del giorno a quello della notte,… Continua a leggere Borges – Funes, o della memoria

Borges – L’ultimo sorriso di Beatrice

È mia intenzione commentare i versi più patetici che la letteratura ci abbia dato. Li include il Canto XXXI del Paradiso, e benché siano famosi, nessuno pare aver compreso il dolore che vi è in essi, nessuno li ha ascoltati interamente. È ben vero che la tragica sostanza che racchiudono appartiene meno all'opera che all'autore… Continua a leggere Borges – L’ultimo sorriso di Beatrice

Borges – La rosa di Paracelso

Nel suo laboratorio, che comprendeva le due stanze dello scantinato, Paracelso chiese al suo Dio, al suo indeterminato Dio, a qualunque Dio, di inviargli un discepolo. Imbruniva. Il magro fuoco del camino proiettava ombre irregolari. Alzarsi per accendere la lanterna di ferro avrebbe richiesto uno sforzo eccessivo. Paracelso, distratto dalla fatica, dimenticò la sua preghiera.… Continua a leggere Borges – La rosa di Paracelso

Borges – Il lettore

Si vantino gli altri delle pagine che hanno scritto; a me m'inorgogliscono quelle che ho letto. Non sarò stato un filologo, non avrò indagato le declinazioni, i modi, il laborioso mutamento delle lettere, la di che s'indurisce in ti, l'equivalenza della g e della k, però nell'arco dei miei anni ho professato la passione della… Continua a leggere Borges – Il lettore

Borges – Pedro Salvadores

Voglio affidare allo scritto, forse per primo, uno dei fatti più insoliti e più tristi della nostra storia. Intervenire il meno possibile nella narrazione, evitare aggiunte pittoresche e congetture avventate è, mi pare, il miglior modo di farlo. Un uomo, una donna e la vasta ombra di un dittatore sono i tre personaggi. L'uomo si… Continua a leggere Borges – Pedro Salvadores

Borges – La biblioteca di Babele

L'universo (che altri chiama la Biblioteca) si compone d'un numero indefinito, e forse infinito, di gallerie esagonali, con vasti pozzi di ventilazione nel mezzo, bordati di basse ringhiere. Da qualsiasi esagono si vedono i piani superiori e inferiori, interminabilmente. La distribuzione degli oggetti nelle gallerie è invariabile. Venticinque vasti scaffali, in ragione di cinque per… Continua a leggere Borges – La biblioteca di Babele