Baudrillard – Stiamo per morire sotto i nostri rifiuti linguistici

È noto che l'operazione poetica «viola le due leggi fondamentali del linguaggio»: l'equivalenza significante/significato, e la linearità del significante (Saussure: «Che gli elementi che formano una parola si susseguano, è una verità che in linguistica sarebbe meglio non considerare come una cosa senza interesse perché evidente, ma al contrario come quella che dà in anticipo… Continue reading Baudrillard – Stiamo per morire sotto i nostri rifiuti linguistici

Baudrillard – Il buon poema è quello di cui non resta nulla

La prima legge di Saussure (quella dell'«accoppiamento») non è affatto – lui stesso vi insiste – quella dell'allitterazione o ridondanza espressiva illimitata di questo o quel fonema. […] L'accoppiamento è piuttosto la duplicazione calcolata, cosciente e rigorosa, che rimanda a uno statuto della ripetizione – non come accumulazione di termini – ma come annullamento ciclico… Continue reading Baudrillard – Il buon poema è quello di cui non resta nulla

Baudrillard – L’anagramma di Saussure

Anche nel campo del linguaggio esiste il modello d'uno scambio simbolico, qualcosa come il nocciolo di un'anti-economia politica, luogo di terminazione del valore e della legge: il linguaggio poetico. In questo campo di un'anti-discorsività, d'un aldilà dell'economia politica del linguaggio, Les Anagrammes di Saussure costituiscono la scoperta fondamentale. Colui stesso che fornì più tardi alla… Continue reading Baudrillard – L’anagramma di Saussure

Baudrillard – Il coltello di Zhuang-zi

Esempio perfetto di analisi, e della sua prodigiosa operatività quando essa supera la visione piena, sostanziale, opaca, dell'oggetto («all'inizio vedevo solo il bue»), la visione anatomica del corpo come edificio pieno, divisibile a piacimento, di ossa, di carne e di organi, unificato dalla rappresentazione esteriore, e sul quale lavora il cuoco mediocre, il quale non… Continue reading Baudrillard – Il coltello di Zhuang-zi

Baudrillard – Reale immaginario e simbolico

I selvaggi non hanno un concetto biologico della morte. O piuttosto: il fatto biologico – morte, nascita o malattia – tutto ciò che è naturale e a cui noi accordiamo un privilegio di necessità e di oggettività, per essi semplicemente non ha senso. È il disordine assoluto, è roba che non si può scambiare simbolicamente,… Continue reading Baudrillard – Reale immaginario e simbolico

Baudrillard – Il ghetto d’oltretomba

Parallelamente alla segregazione dei morti, si sviluppa il concetto d'immortalità. Perché l'aldilà della morte, questo statuto eminente che è il marchio dell'«anima» e delle spiritualità «superiori», è solo l'affabulazione che copre l'estradizione reale dei morti e la rottura dello scambio simbolico con essi. Quando i morti sono là, differenti ma viventi e partner dei vivi… Continue reading Baudrillard – Il ghetto d’oltretomba

Baudrillard – L’estradizione dei morti

Da quando i selvaggi chiamavano «uomini» soltanto i membri della loro tribù, la definizione dell'«Umano» si è notevolmente allargata: è diventata un concetto universale. È anzi quella che si chiama cultura. Al giorno d'oggi tutti gli uomini sono uomini. In realtà l'universalità non si fonda in nient'altro che nella tautologia e nel raddoppiamento: è qui… Continue reading Baudrillard – L’estradizione dei morti