Garcia Lorca – Ritmo d’autunno

Amarezza d'oro del paesaggio. Il cuore ascolta. Nell'umida tristezza il vento disse: «Io sono tutto di stelle liquefatte, sangue dell'infinito. Sfiorandoli metto a nudo i colori dei fondali addormentati. Me ne vado ferito da mistici sguardi, e innalzo i sospiri in bolle di sangue invisibili verso il sereno trionfo dell'amore immortale pieno di Notte. I… Continue reading Garcia Lorca – Ritmo d’autunno

Artaud – Lettera al Signor Legislatore

La legge sugli stupefacenti pone nelle mani dell'ispettore-usurpatore della salute pubblica il diritto di disporre del dolore degli uomini; è una singolare pretesa della medicina moderna voler dettare i suoi doveri alla coscienza di ciascuno. Tutti i muggiti della carta ufficiale sono senza potere d'azione su questo fatto di coscienza: ovvero, ancor più che della… Continue reading Artaud – Lettera al Signor Legislatore

Neruda – La parola

... tutto quel che vuole, sissignore, ma sono le parole che cantano, che salgono e scendono... mi prosterno dinanzi a loro... le amo, mi ci aggrappo, le inseguo, le mordo, le frantumo... amo tanto le parole... quelle inaspettate... quelle che si aspettano golosamente, si spiano, finché a un tratto cadono... vocaboli amati... brillano come pietre… Continue reading Neruda – La parola

Schwob – Vita immaginaria di Empedocle

Nessuno sa quale fu la sua nascita, né come venne sulla terra. Apparve presso le rive dorate del fiume Akragas, nella bella città d'Agrigento, non molto dopo che Serse aveva fatto frustare il mare con le catene. La tradizione riferisce soltanto che il suo avo si chiamava Empedocle: nessuno lo conobbe. Senza dubbio ciò significa… Continue reading Schwob – Vita immaginaria di Empedocle