La terapia del forte

Sposarsi bene! È 'na parola! Come si fa? Come fa, soprattutto, un «timido» qual è Apollo – a pescare dal mazzo dei tarocchi la Donna giusta, se c'è sempre un baro a mischiare le carte? Sempre uno «più forte» di lui al gioco delle coppie? Apollo, la sua Donna, l'aveva pure trovata. Solo che il… Continua a leggere La terapia del forte

La timidezza di Apollo

Così mi disse: «Bambino mio, non più qui! Cercalo altrove – lontano dal seno della Via Lattea!». Così mi disse mia madre. Senza parole. Me lo disse tingendosi il seno di nero. In questo modo solo il seno mi nascose. La madre «era» ancora là. Non aveva più «latte» per me. Né la mia bocca… Continua a leggere La timidezza di Apollo

Un titolo provvisorio

Come scegliersi una buona moglie. Per una luna di miele di cui non ci si debba poi pentire. Qualcosa come: Sposarsi Bene. Oppure: La Donna Giusta con cui Accoppiarsi. (stiamo cercando un titolo per la qui presente Sceneggiata) Un titolo provvisorio, ovviamente. Come Adolf Wölfli – anche noi ci siamo trovati a iniziare il «disegno»… Continua a leggere Un titolo provvisorio

Miele di lupo

Il fatto che l'acquisizione del miele risalga al periodo mitico in cui gli animali non si distinguevano dagli uomini – scrive Lévi-Strauss – non ha nulla di sorprendente, giacché il miele, prodotto selvatico, dipende dalla natura. A questo titolo, esso deve essere entrato nel patrimonio dell'umanità quando quest'ultima viveva ancora allo «stato di natura», prima… Continua a leggere Miele di lupo

L’uomo Kierkegaard è cresciuto sul bambino

Come una pianta sulle sue radici, così Kierkegaard è cresciuto sul bambino che fu. Se non tutto quanto, almeno il filosofo che è nell'uomo Kierkegaard, almeno quello, è venuto su – come un castello sulla sabbia dei racconti di cui il suo udito fu impregnato da bambino: primo fra tutti, il racconto di Abramo e… Continua a leggere L’uomo Kierkegaard è cresciuto sul bambino

Mamma Lupa

C'è un personaggio che, a questo punto, non può starsene più nascosto dietro le quinte della nostra Sceneggiata. Parlo di Mamma Lupa, parlo della Lupa di Romolo e Remo, della Lupa dalle molte mammelle. Una sua «immagine» c'è già passata dinanzi! per un attimo l'abbiamo sfiorata! È ora che si faccia vedere un po' meglio,… Continua a leggere Mamma Lupa

La semplicità della Regola

«Per tal libertà, assunsero una lodevole emulazione di fare tutti quello che vedevano fare a uno di loro» (Rabelais) «Il desiderio è il desiderio dell'altro» (Lacan) Non è stato per alleggerire la questione che abbiamo tirato in ballo Rabelais e la sua regola godereccia. Ma per una «simpatia» evidente con la Regola del nostro gioco.… Continua a leggere La semplicità della Regola

I due tempi del Racconto

Doppio canone «diacronico»: prima dell'assalto e dopo l'assalto: prima che i demoni venissero e se non fossero venuti era tutta un'altra cosa, e dopo, quando invece a cose fatte te li trovi già in casa, che hanno invaso tutto, perfino gli angoli più remoti del ripostiglio del tuo cuore, ed ecco: ormai tu pure parli… Continua a leggere I due tempi del Racconto

Cerchiamo il Soggetto della Sceneggiata

Abbiamo (di)vagato abbastanza. È l'ora di tornare alla nostra Sceneggiata! Avevamo lasciato il Corvo alle prese con un problema che, stando al copione redatto da Ovidio, non riguarda solo l'uomo, ma affligge già il linguaggio «animale», e l'uomo non fa che trascinarselo, irrisolto (anzi: reso ancora più complicato), nelle sue lingue di babele. Un «peccato… Continua a leggere Cerchiamo il Soggetto della Sceneggiata

La Regola della pazziella

Una «pazziella», qualunque essa sia (c'è bisogno di dimostrarlo?), ha sempre, minimo, una Regola. La Regola del gioco è il «patto» su cui si regge la «condivisione», sia pure solo supposta, o il «coinvolgimento», parziale quanto si vuole, dei giocatori nella trama del gioco. Non è proprio questa «condivisione» a salvarli dalla «pazzia infelice»? Cosa… Continua a leggere La Regola della pazziella