A furia di leggere il Tedesco e il Francese

Non ci si domanderà mai quel che un libro vuole dire, significato o significante, non si cercherà niente da capire in un libro, ci si domanderà con che cosa funziona, in connessione a che cosa fa o non fa passare le intensità, in quali molteplicità introduce e come metamorfizza la propria, verso quali Corpi senza… Continua a leggere A furia di leggere il Tedesco e il Francese

Ambiguo Dioniso

… viene il Dio e venendo accenna alle sue spalle (Hölderlin) … come a dire: vengo qui, a Tebe – vengo però da quell'altra Tebe, da quella Tebe che mi sono lasciata alle spalle – vengo dalla trista Memoria scolpita a sangue sugli stipiti delle Sette Porte – ogni Porta, una stella che brilla in… Continua a leggere Ambiguo Dioniso

Nella rivolta c’è solo un «no»

La rivolta è assurda, e perciò è esclusa da ogni «ragionamento». È l'esclusa della cui esclusione si fa forte il «ragionamento» che la rinnega. È tenuta lì, fuori dalla porta, come un cane da guardia, al servizio della Storia. La rivolta non ha da rivoltarsi che contro la Storia che le impone il «ragionamento». La… Continua a leggere Nella rivolta c’è solo un «no»

Ogni «io» è una lapide

Solo chi ritrova la «forza attiva» di dimenticare, solo chi rivive la «ripulsione» originaria della sua fantasia, la riluttanza a ogni memoria, può apprezzare la sottigliezza di un'archeologia della morale – di uno «scavo» tra le rovine della nostra mente, come quello che ci suggerisce il «visionario» Nietzsche. Solo chi si è scordato del suo… Continua a leggere Ogni «io» è una lapide

Le scimmie più difficili da riconoscere

… le scimmie più difficili da riconoscere sono quelle troppo umane. Non ero che un pugno di terra (humus), ma poi … è bastato un soffio di dio, appena un sospiro del Misericordioso, ed eccomi qua, dice Adamo: eccomi uomo (homo). Ero appena un burattino, dice Pinocchio, non ero che un pezzo di legno, ma… Continua a leggere Le scimmie più difficili da riconoscere

Le parole che ti scrivo

Glorioso mattino o triste sera? Né l'uno né l'altra, ma – inesprimibile dolore – solo il vasto campo desolato, avvolto dalle brume, di tutto quello che non può trovare espressione, nel tempo e al di fuori di esso. Né giorno né notte, dunque ma, nel segno obliquo delle loro voci coniugate insieme, lo spazio indefinito:… Continua a leggere Le parole che ti scrivo

Mannaggia ‘u bambenielle

Lo scrittore non sa mai se l'opera è compiuta. Ciò che ha terminato in un libro, lo ricomincia o lo distrugge in un altro. (Blanchot, Lo spazio letterario) … a ogni pagina mi ricomincio, ritrattando le scritture precedenti, sono scemenze, ed è un piacere tradirle. È una goduria rinnegare il povero cristo che le ha… Continua a leggere Mannaggia ‘u bambenielle

In quanto alla discordanza

Solo la coda di poppa, solo un'eco rimane... del Passato – solo una vaga rimembranza di quel tempo là e della sua «forma pura» (del tempo che fu, del tempo che ignorava di passare). Schiacciata dalle Rupi Cozzanti, stretta da ambo i lati nella morsa delle Simplegadi, la nave Argo è affondata nell'Oceano delle perplessità.… Continua a leggere In quanto alla discordanza

Bando ai preamboli

Bando ai preamboli, e veniamo al dunque! Questo non è il libro che l'Autore voleva che fosse, né la testimonianza più o meno autentica da lui rilasciata dinanzi a una giuria. D'altronde, può un libro essere confuso col verbale di dichiarazioni rilasciate da chi nemmeno sapeva d'essere chiamato a deporre? E poi, riguardo a quale… Continua a leggere Bando ai preamboli

Una forma spettacolare

È uno strano aneddoto quello che racconta Ateneo. Che si tratti di un aneddoto o d'un fatto «reale», se Ateneo ce lo tramanda, è perché vi fiuta una tradizione il cui «sapere muto» è ancora tutto da verbalizzare. Il fatto, reale o immaginario che fosse, è questo. A calcare il palcoscenico dei teatri nell'antica Roma… Continua a leggere Una forma spettacolare