Blog

Le parole che ti scrivo

Glorioso mattino o triste sera? Né l'uno né l'altra, ma – inesprimibile dolore – solo il vasto campo desolato, avvolto dalle brume, di tutto quello che non può trovare espressione, nel tempo e al di fuori di esso. Né giorno né notte, dunque ma, nel segno obliquo delle loro voci coniugate insieme, lo spazio indefinito:… Continua a leggere Le parole che ti scrivo

Mannaggia ‘u bambenielle

Lo scrittore non sa mai se l'opera è compiuta. Ciò che ha terminato in un libro, lo ricomincia o lo distrugge in un altro. (Blanchot, Lo spazio letterario) … a ogni pagina mi ricomincio, ritrattando le scritture precedenti, sono scemenze, ed è un piacere tradirle. È una goduria rinnegare il povero cristo che le ha… Continua a leggere Mannaggia ‘u bambenielle

Platone – Scrivere e/o chiacchierare

SOCRATE: Chi ritenesse di poter tramandare un'arte con la scrittura, e chi a sua volta la ricevesse convinto che da quei segni scritti potrà trarre qualcosa di chiaro e di saldo, sarebbe così tanto ingenuo da ignorare completamente il vaticinio di Ammone, illudendosi che i discorsi scritti siano qualcosa in più di un mezzo per… Continua a leggere Platone – Scrivere e/o chiacchierare

Cacciari – Noi siamo le api dell’invisibile

La creatura che in terra più propriamente si accompagna a quel tratto dell'Angelo, per cui egli appare deciso nella sua decisione, necessitato da essa, è l'animale. L'Angelo si chiama cherubino e farfalla e ape per questa affinità. L'Angelo imparadisa (o demonizza) l'animale. Mehr Vogel... titola Klee uno dei suoi disegni sul tema dell'Angelo: più uccello...… Continua a leggere Cacciari – Noi siamo le api dell’invisibile

Heidegger – Rilke, la creatura e l’aperto

È soprattutto nell'Ottava Elegia che Rilke parla dell'«aperto». Una spiegazione dettagliata di questa elegia non è qui prevista e nemmeno necessaria. Necessario rimane soltanto il chiaro riferimento al fatto che la parola di Rilke circa l'«aperto» si differenzia in tutti i sensi da ciò che è da pensare in merito all'«aperto» nel suo nesso essenziale… Continua a leggere Heidegger – Rilke, la creatura e l’aperto

Erodoto – Il ladro più scaltro d’Egitto

Dicevano che a Proteo successe Rampsinito [Ramses III], il quale lasciò come monumenti i propilei del tempio di Efesto volti verso occidente, e davanti ai propilei eresse due statue dell'altezza di 25 cubiti; gli Egiziani quella rivolta verso nord la chiamano Estate, quella rivolta verso sud Inverno; e quella che chiamano Estate la riveriscono e… Continua a leggere Erodoto – Il ladro più scaltro d’Egitto

Baudrillard – L’illusione materiale

«Finché un'illusione non è riconosciuta come un errore, il suo valore è esattamente equivalente a quello di una realtà. Ma una volta riconosciuta l'illusione come tale, essa non è più un'illusione. È dunque il concetto stesso di illusione, ed esso solo, a essere un'illusione». Ciò vale per l'illusione soggettiva, quella del soggetto che sbaglia realtà,… Continua a leggere Baudrillard – L’illusione materiale

Corbin – L’uomo e la mediazione dell’Angelo

A dominare il pensiero dei Sabei di Harrân è il Deus innominatus, il «Signore dei Signori» come erano soliti chiamarlo, «Colui che neanche il pensiero più ardito può raggiungere». Egli è, infatti, di tale trascendenza che non può né farsi conoscere né essere conosciuto direttamente. Gli esseri che ne mediano la conoscenza sono, per i… Continua a leggere Corbin – L’uomo e la mediazione dell’Angelo