Zhuang-zi – Il Tempo del Destino

La moglie di Zhuang-zi era morta, Hui-zi andò a fargli le condoglianze. Trovò Zhuang-zi seduto a gambe incrociate a forma di setaccio, che cantava battendo il tempo su una Zhuang-scodellascodella.
Hui-zi gli disse: «Che non piangiate la morte di colei che fu vostra compagna di vita e allevò i vostri figli, è già abbastanza grave, ma che cantiate battendo sulla scodella, è davvero troppo!».

«Niente affatto – disse Zhuang-zi. – Al momento della sua morte fui, naturalmente, turbato per un istante, ma poi, riflettendo sul significato di “inizio”, scoprii che in origine lei non possedeva vita; non solo non possedeva vita, ma nemmeno forma; non solo non aveva forma, ma nemmeno soffio. Qualcosa di sfuggente e inafferrabile si trasforma in soffio, il soffio in forma, la forma in vita, ed ecco ora che la vita si trasforma in morte. Tutto ciò è simile al succedersi delle quattro stagioni dell’anno. In questo momento, mia moglie è tranquillamente sdraiata nella Grande Sala della Casa dei Canti. Perciò, se io mi lamentassi, i miei singhiozzi stonerebbero: vorrebbe dire che non porto il Tempo del Destino. Per questa ragione me ne astengo».

(Zhuang-zi, 18)