Cheyenne – Coyote danza con le stelle

Poiché la Grande Potenza Misteriosa aveva dato a Coyote molto del suo incantesimo, Coyote stesso divenne molto potente e molto presuntuoso.
Non c’era niente, lui credeva, che non potesse fare. Pensava perfino di essere più potente del Grande Mistero, in quanto Coyote talvolta era saggio, ma talaltra stupido.

coyote-stelleUn giorno, molto tempo fa, gli venne in mente di danzare con le stelle. «Mi sento veramente in grado di farlo», pensò.
Vide una stella lucente che sorgeva da dietro la montagna e la chiamò ad alta voce: «Oh, tu stella, aspetta e vieni giù, ché voglio danzare con te».
La stella scese sino a che Coyote poté afferrarla e poi si librò su nel cielo, con Coyote appeso per salvarsi. La stella continuò a roteare e Coyote cominciò ad essere molto stanco. Il braccio che stava aggrappato alla stella era diventato insensibile, come se si fosse staccato.

«Stella – disse – per adesso credo di aver danzato abbastanza. La smetterò e tornerò a casa».
«No, aspetta; siamo troppo in alto – rispose la stella. – Aspetta sino a che non mi abbasso sopra la montagna dove ti ho raccolto».
Coyote guardò giù verso la terra. Gli sembrò molto vicina. E perciò disse: «Sono stanco, stella. Credo che ora ti lascerò; siamo bassi abbastanza», e si lasciò cadere.

Coyote aveva commesso un grave errore. Cadde giù, giù, giù. Cadde per dieci lunghi inverni. Alla fine cadde con un tonfo sulle nuvole e, quando infine si schiantò in terra, fu appiattito come una pelle di daino conciata e tirata.
E morì.

Sebbene la Grande Potenza Misteriosa si fosse divertita a dargli più di una vita, a Coyote occorsero comunque alcuni inverni per rigonfiarsi di nuovo nella sua vecchia forma.
In tutto quel tempo era invecchiato un po’, ma non per questo era divenuto meno stupido. Si vantò: «Chi, a parte me, sa danzare con le stelle, cadere dal cielo per dieci lunghi inverni, essere del tutto appiattito come una pelle di daino e tornare a vivere per raccontare la storia? Io sono Coyote. Io sono potente. Io posso fare ogni cosa».

coyote-notte

Una notte Coyote stava seduto davanti alla tenda, quando da dietro la montagna sorse una strana stella, molto veloce, che trascinava una lunga e splendente coda.
Coyote disse tra sé: «Guarda quella stella quanto è veloce; che spasso sarebbe danzare con lei!».
Chiamò allora a gran voce: «Oh, strana stella dalla lunga coda! Aspettami: vieni giù, danziamo!».

La strana stella si lanciò giù veloce, Coyote vi si aggrappò, e la stella volteggiò via nelle vastità del cielo.
Coyote aveva di nuovo commesso un grosso errore. Guardando su nel cielo dalla sua tenda, non s’era fatta che una vaga idea della reale velocità di quella stella. Quella, era invece la stella più veloce dell’universo, e fece roteare Coyote qua e là, e così rapidamente, che prima una gamba e poi l’altra gli si staccarono.

A poco a poco, piccoli pezzi di Coyote si strapparono in quella pazza corsa attraverso i cieli, sino a che alla fine solo la mano destra di Coyote rimase aggrappata a quella veloce stella.
Coyote ricadde giù sulla terra in tanti piccoli pezzi, un pezzettino di qua e un pezzettino coyote-paintidi là. Ma presto i pezzi cominciarono a cercarsi l’un l’altro, riunendosi lentamente, prendendo di nuovo la forma di Coyote.
Ci volle molto tempo, alcuni inverni, ma alla fine Coyote era di nuovo intero, esclusa la mano destra, che stava ancora roteando nello spazio con la stella.

Coyote gridò: «Grande Mistero! Ho avuto torto. Non sono potente come te. Non sono così potente come pensavo. Abbi pietà di me!».
Allora la Grande Potenza Misteriosa parlò: «Amico Coyote, ti ho dato quattro vite. Due le hai già sprecate stupidamente. Sta’ attento a non gettare via anche le altre due che ti rimangono!».
«Abbi pietà di me – disse gemendo Coyote. – Restituiscimi la mano destra».
«È sulla stella con la lunga coda, amico mio. Devi avere pazienza. Attendi fino a che non rivedrai sorgere la stella da dietro la montagna. Allora, forse, lei te la libererà».
«Quante volte la stella arriva al di sopra della montagna?».
«Una volta ogni centinaia di vite intere», disse il Grande Mistero.