Pu Sung-Ling – Tre vite precedenti

Lui Liu 刘溢 http:/www.tuttartpitturasculturapoesiamusica.com;

Il letterato Liu, che ottenne il suo alto diploma lo stesso anno del mio fratello maggiore, era in grado di ricordare i fatti delle sue vite precedenti e spesso li raccontava con grande minuziosità.
Nella sua prima vita era stato un membro dell’aristocrazia, corrotto quanto i suoi simili. Quando all’età di sessantadue anni morì, fu ricevuto dal Re dei Morti. Il Re lo trattò come se fosse un anziano del villaggio, concedendogli l’onore di sedersi e di prendere il tè con lui.

Liu notò che il tè nella tazza del Re era limpido e chiaro, mentre quello della sua tazza era denso e viscoso.
«Questa – pensò – dev’essere la bevanda che devo mandar giù, per poter rinascere senza memoria della vita passata». E appena il Re si distrasse un momento, gettò il contenuto della tazza oltre l’angolo del tavolo e fece finta di averlo bevuto.
tazza-urloDopo un po’, il Re diede una scorsa all’elenco dei misfatti commessi in vita dal signor Liu e ordinò ad alcuni spiriti di portarlo via, condannandolo, per punizione, a reincarnarsi in un cavallo.
I fantasmi si misero in marcia con lui.

E così egli si ritrovò davanti a una casa che aveva la soglia troppo alta perché potesse varcarla, ma come tentò d’indietreggiare i fantasmi lo frustarono.
Allora, con gran dolore, andò avanti incespicando ed ecco che si trovò in una stalla e udì una voce che diceva: «La giumenta nera ha partorito un puledro. Un maschio!».
Egli comprese le parole, ma non riuscì a parlare. E troppo affamato per fare qualunque altra cosa, si accostò alla giumenta e le si attaccò a una mammella.

Quattro o cinque anni trascorsero e il suo corpo crebbe alto e forte; ma aveva una gran paura della frusta, e ogni volta che ne vedeva una s’impennava.
Il padrone proteggeva sempre la sua schiena mettendo un’imbottitura sotto la sella e teneva lente le briglie per evitargliene il fastidio; ma lo staffiere e i servi lo cavalcavano senza alcuna precauzione e gli cacciavano i tacchi nelle carne provocandogli dolori lancinanti.
Fuori di sé per lo sdegno, una volta rifiutò il cibo per tre giorni e morì.

Quando giunse all’altro mondo, il Re dei Morti si rese conto che il suo periodo di punizione non era ancora scaduto e lo rimproverò per averlo evaso. Poi lo fece scuoiare cinese-painte ordinò che lo rimandassero nel mondo sotto forma di cane; e poiché Liu era troppo abbattuto per riuscire a muoversi, l’orda dei fantasmi lo bastonò selvaggiamente.
Allora, in gran dolore, Liu trottò via per una landa deserta, pensando che avrebbe preferito morire. E perciò si gettò in un precipizio.
Cadde sulla schiena e non poté rialzarsi. Quando tornò in sé, era in un covo di cani. Una cagna lo stava leccando con amorosa premura, ed egli capì di essere nato di nuovo nel mondo dei mortali.

Quando crebbe e divenne un giovane cane, trovò che gli escrementi e l’orina avevano un profumo assai attraente, ma ben sapendo che si trattava di cose sporche, si propose di non toccarli affatto.
Visse come cane per un anno, in uno stato di continua furia, non desiderando altro che la morte. Ma questa volta aveva paura di troncare volontariamente quella vita; e poiché il padrone lo nutriva bene e non sembrava per nulla intenzionato a ucciderlo per mangiarlo, di proposito gli addentò una gamba, lacerandogli le carni.
Il padrone lo bastonò a morte.

Questo nuovo colpo di testa mandò in collera il Re dei Morti, il quale ordinò che il signor Liu ricevesse cento frustate; poi, lo tramutò in serpente e lo confinò in una stanza buia, da dove non era possibile vedere il cielo.
Deluso e frustrato, il signor Liu si inerpicò su per una parete e trovò un buco dal quale fuggì. Una volta fuori, si guardò e si accorse di giacere sulla pancia in mezzo all’erba folta, e di essere, strano ma vero, un serpente.

surreal-ouroboros

Giurò dunque a se stesso che non avrebbe mai recato danno ad alcun essere vivente, limitandosi a soddisfare la fame con frutti e ortaggi.
Per più di un anno visse in questo modo, struggendosi dalla voglia di suicidarsi, ma ben sapendo che non sarebbe stato saggio, proprio come non lo sarebbe stato, da parte sua, far male a qualcuno e farsi uccidere. Non riusciva a trovare un modo conveniente per morire.
Poi, un giorno, mentre giaceva nell’erba, sentì avvicinarsi una carrozza; allora strisciò velocemente sulla strada e lì si fermò ad aspettare. Le ruote della carrozza gli passarono sopra e lo tagliarono in due.

Il suo rapido ritorno nell’aldilà sbalordì il Re dei Morti. Il serpente si distese dinanzi a lui e raccontò la sua storia. Allora il Re, considerando che la creatura era senza colpa nel surreal-mandarinomomento in cui era stata uccisa, le perdonò e ritenne che avesse ormai scontato pienamente la sua condanna e potesse rinascere umana.
Fu così che il serpente divenne il letterato Liu, dal quale prese avvio la nostra storia.

Quando il signor Liu nacque, sapeva già parlare. Era in grado di recitare opere letterarie, saggi e storie dopo averle appena lette, e ben presto ottenne il diploma del grado più elevato.
Tuttavia egli soleva ancora raccomandare alla gente di mettere una trapunta sotto la sella della cavalcatura, poiché un tacco affondato nel fianco, per un cavallo, è un castigo peggiore di una frustata.

L’Archivista delle Cose Strane dice: «Le creature con pelliccia e corna includono principi, re e signori. È così, proprio come ci sono creature villose e cornute tra i principi e i signori. Per l’umile, compiere buone azioni è come piantare un albero per produrre fiori. Per il nobile, compiere buone azioni è come nutrire un albero già in fiore. Ciò che viene piantato crescerà; ciò che viene nutrito durerà. Chi si è comportato male trascina il carro del sale e sopporta le pastoie come cavallo; o si nutre di sozzure per poi essere ucciso e cucinato come cane; oppure, rivestito di squame, muore tra gli artigli della gru o della cicogna, come serpente».

(P’u Sung-Ling, Liao-Chai)