Jukun – L’uomo che contava gli gnocchi

Un giovane aveva molto denaro. Aveva moltissimo denaro. Ma soprattutto non voleva spendere nulla per mangiare.
Il giovane sposò una fanciulla. Andò nel suo piccolo magazzino e tirò fuori un pizzico di african-mangrano di Guinea. Lo diede alla sua giovane moglie e disse: «Prepara con questo sette gnocchi di farinata». Poi il giovane andò nella sua fattoria.

La giovane moglie cucinò sette gnocchi di grano. La sera suo marito tornò dalla fattoria. Disse: «Portami la cena!». La giovane moglie portò i sette gnocchi.
Il giovane sedette a mangiare e mangiò tutti i sette gnocchi. Alla sua giovane moglie non diede nulla. La pelle della giovane donna si disseccava perché non aveva nulla da mangiare.
Ogni giorno il marito le dava un po’ di grano e diceva: «Fanne sette gnocchi». E quando la sera andava a casa, li mangiava tutt’e sette e non dava nulla alla giovane moglie.
Per quattro giorni consecutivi alla giovane non toccò una briciola dei setti gnocchi di farinata, che ogni giorno essa doveva fare per il marito.

Il quinto giorno il giovane tornò al suo magazzino e tirò fuori un po’ di sorgo. Lo diede alla moglie e disse: «Prepara sette gnocchi di farinata». Poi il giovane andò alla sua fattoria.
La giovane donna cominciò a macinare il grano, quando giunse dalla fattoria vicina una vecchia a chiedere un po’ di fuoco.
La vecchia guardò la giovane e disse: «Come mai la tua pelle è così asciutta?».
La giovane disse: «Mio marito non mi dà niente da mangiare. Ogni giorno ricevo grano per sette gnocchi. Li preparo. La sera egli li mangia e non me ne dà».
La vecchia disse: «Se ti dà solo questo po’ di grano e non avanza niente del suo cibo, metti da parte uno dei sette gnocchi. Poi lo confesserai».
La giovane disse: «Va bene».
La vecchia prese il fuoco e se ne andò.

La giovane fece i sette gnocchi di farinata. Ne prese uno e lo mise da parte. La sera giunse il marito dalla fattoria. Disse: «Portami la cena!».
african-painting-duoLa giovane portò i sei gnocchi di farinata. Il giovane sedette a mangiare e contò. Egli trovò solo sei gnocchi; chiamò la sua giovane moglie e disse: «Chi ha preso lo gnocco?».
La giovane disse: «Venne una capra e lo rubò».
Il giovane disse: «Se non vedo quello gnocco entro oggi, morirò».
Il giovane si alzò, fece qualche passo. Stramazzò a terra. Si alzò, fece qualche passo; stramazzò a terra. Si alzò, fece qualche passo; stramazzò a terra e ci rimase.
Disse: «Lo vedi? muoio! Portami quello gnocco di farinata!».
Poi non disse più nulla né si mosse più.

La giovane gridò: «Mio marito muore per uno gnocco di farinata! Venite a vedere! Mio marito muore per uno gnocco di farinata! Venite a vedere!».
Giunse la famiglia della giovane. La giovane disse alla sua famiglia: «Vedete, mio marito è morto, non è più! Scavategli dunque la fossa, ché lo seppelliamo!».
Coricarono il giovane. Alcuni andarono a scavare la fossa. Lavarono il corpo del giovane.
La giovane disse: «Per prima cosa, portate un telo in cui avvolgerlo!».
Portarono il telo. La giovane lo stese sul marito. Vi scivolò sotto anch’essa e gli disse piano: «Vedi, son venuti a seppellirti. Vuoi lasciarti seppellire per uno gnocco di farinata?».
Il marito rispose piano: «Hai riportato lo gnocco?».
La giovane uscì dal sudario e disse: «Mio marito è proprio morto. Portatelo nella fossa».

Allora presero il giovane e lo portarono fuori. Lo posero sull’orlo della fossa.
La giovane disse: «Ora scostatevi tutti!». Tutti si scostarono. La giovane si curvò sul marito e gli disse piano all’orecchio attraverso il sudario: «Vedi, son venuti a metterti nella fossa. Sei sull’orlo della fossa. Vuoi lasciarti seppellire per uno gnocco?».
Il giovane rispose piano: «Hai riportato lo gnocco? Se hai riportato lo gnocco, non sono morto!».
La donna si scostò e disse ai presenti: «Ora seppellitelo! Ma lasciate un foro piccolo piccolo!».

maschere-funerarie-africane

Il giovane fu seppellito. Ma lasciarono un foro piccolo piccolo che comunicava con la tomba. Se ne andarono.
La giovane s’avvicinò alla tomba. Disse attraverso il piccolo foro: «Ora sei sepolto; vuoi davvero morire per un meschino gnocco di farinata?».
Il giovane rispose da là sotto: «Hai riportato il mio gnocco?».
La donna rispose: «Sì, eccolo!».
L’uomo gridò da là sotto: «Voglio vederlo. Chiama la gente, devono tornare in fretta e aprire la tomba. Voglio vedere il mio gnocco».

La giovane chiamò la gente. Aprirono la tomba. Il giovane venne fuori. La giovane chiamò tutti i membri della sua famiglia e tutti i membri della famiglia di suo marito.
Disse: «Venite tutti, perché voglio parlare con tutti, che tutti sentano!».
Tutti si riunirono.

La giovane disse: «Quest’uomo mi sposò. Ogni mattina mi dava il grano per la cena, che consumava la sera. Io non ricevevo nulla da mangiare. La mia pelle è appassita. Allora african-woman-paintpresi uno gnocco di farinata. Egli contò gli gnocchi e se ne accorse. Disse che doveva morire se non riaveva lo gnocco. Si lasciò seppellire, perché non riebbe lo gnocco. Alla fine si fece dissotterrare per vedere se lo gnocco c’era ancora. Eccolo. Ha riavuto il suo gnocco. Ecco qui lo gnocco. Gli importa dello gnocco più che della vita. Gli importa dello gnocco più che di me. Perciò deve rimanere solo col suo gnocco. Assolutamente io non voglio più vivere con uno che conta gli gnocchi».

La giovane se ne andò. La sua famiglia se la riprese.
Il giovane non trovò più moglie. Da allora in poi dovette sempre farsi da mangiare da sé.

[fonte: Frobenius, Storia delle civiltà africane]