Jabès – Palpebra del segreto

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in prossimità della poesia, aurora e crepuscolo sono di nuovo la notte, il cominciare e il finire della notte

il poeta vi getta allora la sua lenza, come il pescatore nel mare, per prendere tutto quello che danza nell’invisibile, miriadi di esseri incolori, senza respiro e senza peso, che popolano il silenzio

egli si impadronirà, a sorpresa, di un mondo proibito, di cui ignora i confini e la potenza; soprattutto, dopo averlo conquistato, impedirà a quel mondo di morire; poiché gli esseri che lo formano, come i pesci, preferiscono la morte alla perdita del proprio regno

assediato da ogni ombra resa eterna, senza fine, egli lacera una cortina di velluto, palpebra del segreto

(Jabès, Uscite di sicurezza)