Achomawi – Volpe Argentata e Coyote creano il mondo

In origine non c’era che acqua. Non c’era la terra, non c’era il mondo, ma solo acqua. Acqua, nuvole e nebbia. Ovunque una spessa nebbia, un miscuglio di vapori e di schiume, una fitta coltre di densa fumosità, avvolgeva ogni cosa.
In quell’immensa gelida foschia, in quella Nuvola che precedette la creazione, si volpe-argentataaggirava, alla deriva di un cosmo evanescente e misterioso, Volpe Argentata: l’unico essere vivente che abitasse in quell’immenso Vuoto indistinto.
Forse Volpe Argentata era nata proprio dalle brume, chi lo può dire? forse era sempre esistita e nessuno c’era che lo sapesse. Lei stessa, Volpe Argentata, non sapeva di sé. Vagava in completa solitudine, pensando e sognando.

Camminava nella foschia fra le nuvole e si sentiva sola. In quel paese sconfinato, in quelle bianche nebulosità ora dense ora vaporose, ora trasparenti ora invece opache, non c’era anima viva che potesse farle compagnia.
Parlava con se stessa ed era assai inquieta. Era triste Volpe Argentata, perché avrebbe voluto incontrare qualcuno.
«Come farò?», si disse sconsolata.

E si mise in cerca per ogni dove, ansiosa di scorgere nella foschia le tracce di una presenza amica, ma solo il suo pensiero le faceva compagnia, solo coi suoi sogni poteva dialogare.
Per consolarsi, Volpe Argentata si mise a cantare, e il suo canto si levò come un disperato lamento: «Voglio incontrare qualcuno – cantava. – Oh, che voglia che ho d’incontrare qualcuno». E intanto scrutava nell’ombra, casomai dalla Nuvola spuntasse dinanzi a lui qualcuno.

Ed ecco, all’improvviso, come per magia dal suo canto spuntò qualcuno. Come dalla forza stessa del suo desiderio e dalla potenza del suo pensiero, dalla Nuvola all’improvviso comparve Coyote.
Fu così che nella nebbia Volpe Argentata incontrò Coyote. E, nell’istante in cui l’incontrò, non poté fare a meno di esultare di gioia!
«Lo dicevo io che doveva essere qualcuno», disse tra sé e sé.
Coyote, al contrario, non sembrava affatto sorpreso da quell’incontro e, in un primo momento, non disse una sola parola.

Fu Volpe Argentata a rivolgersi a lui per primo: «Dove stai andando?», gli chiese.
«Dove vai tu piuttosto? – replicò Coyote. – Stai andando avanti e indietro fra le nuvole, coyote-surrealsenza una meta. O sei in cerca di qualcosa?».
«Sono triste – rispose Volpe Argentata. – Mi sento inquieta. Sono sola, e vado in cerca di compagnia».
«Anch’io sto vagando – disse Coyote – e mi sento inquieto».
«E allora – disse Volpe Argentata – perché non ci facciamo compagnia noi due? In due, si sa, è sempre meglio. Viaggiare in due è tutta un’altra cosa, non credi?».

Coyote accettò, ma non sapeva cosa fare assieme a Volpe Argentata. Ma Volpe Argentata lo rincuorò: «Ho avuto un’idea – disse. – Perché io e te non facciamo il mondo?».
Coyote, però, non era convinto, non immaginava neanche come si potesse fare il mondo, non ci aveva mai pensato. Perciò domandò: «Come faremo a creare questo mondo?».
«Cantando», fu la risposta di Volpe Argentata.

E incominciarono a cantare, lassù, nella Nuvola sopra le nuvole, nella Nuvola più antica di tutte le nuvole, Volpe Argentata e Coyote cantarono e danzarono, girando in tondo e battendo i piedi.
E quando il Canto e la Danza s’erano impadroniti del suo spirito, Volpe Argentata, con la forza del suo canto e con le figure della sua danza, fece apparire la prima zolla di terra.
La creò così: semplicemente cantandola e danzandola.

Volpe Argentata prese quella zona di terra tra le mani e continuò a cantare e a danzare. Coyote la seguiva nei suoi passi, e le faceva eco coi suoi ululati, girando in tondo e battendo i piedi.
Andò avanti così per un poco, finché Volpe Argentata non scagliò via, con tutte le forze che aveva in corpo, la zolla di terra. La scagliò lontano, molto lontano, perché voleva che cadesse giù dalla Nuvola.
Poi disse a Coyote: «Non guardare! chiudi gli occhi e riaprili solo quando io ti dirò di guardare».

coyote-dancingE insieme ripresero a cantare e danzare. Cantarono e danzarono per molto tempo, finché Volpe Argentata disse a Coyote di aprire gli occhi e di guardare giù.
«Cosa vedi?», gli chiese.
Coyote guardò attentamente: gli sembrava di vedere qualcosa, ma non riusciva a distinguere la forma e a capire cosa fosse.
«E allora – disse Volpe Argentata – chiudi di nuovo gli occhi!».

E insieme ripresero a cantare e danzare. Cantarono più forte di prima, e danzarono fino a farsi venire le vertigini.
E quando le vertigini l’ebbero sopraffatta, Volpe Argentata disse di nuovo a Coyote: «Apri gli occhi e guarda: cosa vedi?».
«Ma sì, la vedo – disse finalmente Coyote. – È la zolla che tu hai lanciato. Ora, è diventata più grande, è cresciuta».
«Chiudi di nuovo gli occhi e non guardare», disse Volpe Argentata.

E ancora cantarono e danzarono allo stremo ormai delle loro forze, finché la zolla non fu cresciuta abbastanza.
Quando Coyote riaprì gli occhi e guardò giù dalla Nuvola, la zolla era ormai così estesa che era diventata la Terra.
«Un’ultima volta – disse Volpe Argentata. – Chiudiamo gli occhi un’ultima volta: dobbiamo spiccare il salto!».

E così, a occhi chiusi, Volpe Argentata e Coyote saltarono insieme sulla Terra e lì, battendo i piedi, distesero ancor meglio la zolla da tutti i lati e la resero ancora più vasta.
Così hanno creato il nostro mondo.
Poi Volpe Argentata creò gli alberi e le sorgenti e fece apparire, col solo pensiero, i monti e i fiumi. E ancora dalla Nuvola, con la sola forza del Canto ispirato da quel pensiero, creò tutti gli animali: l’orso, il puma, il coniglio, la martora e tutto ciò che ha vita.
Crearono tutto, tranne gli Indiani. Gli Indiani vennero dopo, molto dopo la creazione del mondo. Ma questa è un’altra storia …