Lévi-Strauss – La scampanata e il baccano

Se si chiedesse ex abrupto a un etnologo quali sono le circostanze in cui il costume prescrive il rumore disordinato, si può essere certi che egli ne citerebbe immediatamente due: la scampanata della tradizione europea, e il baccano al quale buona parte delle cosiddette società primitive (e anche civilizzate) si abbandona o si abbandonava in occasione delle eclissi di sole e di luna.
Consideriamo successivamente questi due fenomeni.

L’Encyclopédie di Diderot e D’Alambert così definisce la scampanata: «Questa parola … significa e descrive il rumore che, di notte, si fa per scherno con padelle, piatti, pignatte, baccano-paintecc., alle porte delle persone che passano a seconde e terze nozze, e anche di quelle che sposano persone di un’età molto diversa dalla loro».
«Un tempo questo abuso era così esteso, che le regine stesse che si risposavano non venivano risparmiate» (voce «Charivari»).

Van Gennep enumera le circostanze e le persone che danno luogo alla scampanata: matrimonio in cui la differenza d’età fra i coniugi è eccessiva; seconde nozze dei vedovi; mariti percossi dalla moglie; ragazze che abbandonano un innamorato ben visto dall’opinione pubblica per un pretendente più ricco, troppo anziano o straniero; ragazze che conducono una vita sregolata; fidanzate incinte che si sposano in bianco; giovani che si «vendono» a una donna per il suo denaro; donne sposate adultere; ragazze che hanno come amante un uomo sposato; mariti compiacenti; matrimoni che trasgrediscono i limiti consentiti.
Secondo Du Cange, esisterebbe una possibilità di riscatto, pagando un diritto di compenso all’Abbé de la Jeunesse. Nella maggior parte dei casi, osserva Van Gennep, è all’uomo anziché alla donna che si fa la scampanata.

Per quanto concerne il baccano in occasione delle eclissi, il suo scopo manifesto sarebbe quello di spaventare e mettere in fuga l’animale, o il mostro, pronto a divorare il corpo celeste.
L’usanza è stata segnalata in tutto il mondo: Cina, Birmania, India, Malesia; in Africa, soprattutto nel Dahomey e nei territori vicini; in America, dal Canada sino al Perù passando per il Messico.
Essa era nota anche agli antichi, poiché la menzionano Tito Livio e Tacito, e sembra aver resistito sino a un’epoca recente, mantenendo la sua forma tradizionale o riducendosi al mito che la spiega, in Italia, in Scandinavia e nella stessa Francia, con la credenza che l’eclissi è dovuta a un lupo, che attacca la luna o il sole.

drago-divora-sole

Che cosa c’è in comune fra i due casi, e quale risultato si cerca veramente di ottenere facendo rumore?
A prima vista la risposta sembra facile. La scampanata sanziona le unioni riprovevoli, e l’eclissi sembra l’effetto di una congiunzione pericolosa: quella del mostro divoratore e del corpo celeste che gli serve da preda.
L’interpretazione corrente del baccano in occasione delle eclissi suggellerebbe la convinzione che il rumore deve mettere in fuga qui il mostro cosmologico che divora l’astro, là il «mostro» sociologico che divora la sua preda non meno innocente. Eppure, basta scorrere gli esempi di Van Gennep per vedere che questa spiegazione non è applicabile a tutti. Talvolta la scampanata si rivolge alla presunta vittima, anziché a colui o a colei che si comporta abusivamente.

Cerchiamo dunque di approfondire la nostra analisi.
La difficoltà proviene dal fatto che, a seconda dei casi considerati, il rumore sembra sanzionare ora una congiunzione riprovevole, ora una disgiunzione gravida di rischi.
Ma non è forse vero che la congiunzione non costituisce il fenomeno primario?

filo-spinato-uccelli

Nel caso del matrimonio come in quello dell’eclissi, essa si definisce anzitutto negativamente: è la rottura di un ordine che fa alternare, grazie a una concatenazione regolare, il sole e la luna, il giorno e la notte, la luce e l’oscurità, il caldo e il freddo; oppure, questa volta sul piano sociologico, uomini e donne che si trovano in un rapporto di convenienza reciproca, dal punto di vista dello stato civile, dell’età, del patrimonio, ecc.:

a, b, c, d, e, ……………….. f, g, h, ……………. l, m, n, ……….

Ciò che il baccano sanziona non è una semplice congiunzione fra due termini della catena sintagmatica, ossia una situazione del tipo:

a, b, c, d ≈ e, ……………….. f, g, h, ……………. l, m, n, ……….

ma qualcosa di più complesso che consiste da una parte nella rottura della catena sintagmatica, dall’altra nell’intrusione di un elemento estraneo a questa stessa catena: elemento che capta – o cerca di captare – un termine della catena, e provoca così la disunione di quest’ultima:

a ≈ b, c ≈ d, e / f ≈ x /, g ≈ h, ……………. l ≈ m, n ≈ o, ……….

Il concetto di captazione permette di superare l’antinomia della disgiunzione e della congiunzione, soprattutto se si precisa che captazione può avere per oggetto sia un filo-spinato-surrealtermine di una coppia virtuale, sia il termine che esplica la funzione di intermediario fra i termini di questa coppia virtuale.

Una ricerca inedita sulla scampanata, dovuta a P. Fortier-Beaulieu, […] conferma empiricamente la precedente analisi.
Quantunque essa menzioni tra le cause della scampanata le differenze d’età fra i coniugi, la cattiva condotta di uno di essi, il matrimonio di una ragazza incinta, il rifiuto di dare un ballo in occasione delle nozze, è sorprendente che il 92,5% dei casi addotti concernano l’atto di risposarsi accompagnato da differenze d’età o di patrimonio, o compiuto da coniugi troppo anziani, o sopraggiunto dopo che nella vedovanza è stata tenuta una condotta riprovevole.

Questi tipi di seconde nozze appaiono certo esorbitanti, ma rendono altresì manifesta la natura profonda di questo atto, che consiste nella captazione – da parte di un individuo che la sua vedovanza avrebbe dovuto mettere per così dire fuori gioco – di un coniuge che cessa di essere disponibile a titolo generale, e la cui sottrazione viene a rompere la continuità ideale della catena degli apparentamenti matrimoniali.
Del resto, nella ricerca precedentemente citata, ciò viene appunto spiegato da un informatore, il quale afferma che la scampanata serve a esercitare delle «rappresaglie contro un vedovo o una vedova che privano le ragazze o i giovani di un celibe o di una nubile».

La dimostrazione precedente ha valore di lemma. Essa permette di stabilire, a titolo preliminare, quale funzione vera e propria è assegnata al rumore, sia nella scampanata che in occasione delle eclissi.
Questa funzione consiste nel segnalare una anomalia allo svolgimento di una catena sintagmatica. Due termini della catena sono disgiunti e, correlativamente, uno di essi entra in correlazione con un altro termine, benché quest’ultimo sia esterno alla catena.

(Lévi-Strauss, Il crudo e il cotto)