Bibbia – La parabola dei vignaioli

vignaioli-Vangelo
Ascoltate un’altra parabola.
C’era un padrone che piantò una vigna e la circondò con una siepe, vi scavò un frantoio, vi costruì una torre, poi l’affidò a dei vignaioli e se ne andò.
Quando fu il tempo dei frutti, mandò i suoi servi da quei vignaioli a ritirare il raccolto. Ma quei vignaioli presero i servi e uno lo bastonarono, l’altro l’uccisero, l’altro lo lapidarono.
Di nuovo mandò altri servi più numerosi dei primi, ma quelli si comportarono nello stesso modo.

Da ultimo, mandò loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto di mio figlio!
Ma quei vignaioli, visto il figlio, dissero tra sé: Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e avremo noi l’eredità. E, presolo, lo cacciarono fuori della vigna e l’uccisero.
Quando dunque verrà il padrone della vigna, che farà a quei vignaioli?

Gli rispondono: Farà morire miseramente quei malvagi e darà la vigna ad altri vignaioli che gli consegneranno i frutti a suo tempo.

E Gesù disse loro: Non avete mai letto nelle Scritture:

La pietra che i costruttori hanno scartata
è diventata testa d’angolo;
dal Signore è stato fatto questo
ed è mirabile agli occhi nostri?
(Salmi, 117: 22-23)

Perciò io vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare. Chi cadrà su questa pietra, sarà sfracellato; e qualora essa cada su qualcuno, lo stritolerà.

(Matteo, 21: 33-44)

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Noialtri siamo educati nel segno del miracolo delle noci.
Siamo scolarizzati a sovrascrivere alle parole del Vangelo la nostra Legge del Valore, il nostro Utile.
Gli sposi sono ancora promessi, siamo appena al terzo capitolo, eppure chi non ricorda il bimba-bolle-saponeracconto manzoniano di fra Galdino? Volevano abbattere il noce perché non dava frutti. Ma un sant’uomo si trovò a passare di lì e disse: «Risparmiate il noce! Vedrete, l’anno prossimo, quanti frutti darà!».
Per noi è buono quel che fruttifica, il fertile, il produttivo. Lo sterile, invece, l’improduttivo, l’inutile, tutto quello che non è, con buona pace di Marx, «socialmente utile», non merita d’essere risparmiato. Che l’ascia si abbatta pure su di esso!

La chiave di volta della nostra economia – la Legge del Profitto – fa a cazzotti con quello che, agli albori del Rinascimento, provò a dire Leon Battista Alberti definendo «gratuito» il fondamento dell’Arte.
L’Arte è «vana», respiro a nulla è il Canto, tutto è nel «fare» senza mai venire ai «fatti». Ecco perché, diceva, tra una sedia «reale» e una «dipinta» in un quadro, c’è solo questa differenza: che la sedia di legno «serve» a reggerci il culo; l’altra, se ti ci siedi sopra, appena provi a trarne una qualche «utilità», si sfonda.

Perché l’Arte, dopo tutto, è una presa per i fondelli: dalla vigna di cui sei padrone, non puoi ricavarne nessun beneficio, nessuna utilità, nessun frutto. Hai voglia di mandare i tuoi servi, o addirittura tuo figlio, all’incasso! Essi non torneranno. O al massimo torneranno con le ossa rotte!
L’arte è piantata nella Vigna infruttifera. Ma com’è difficile sentirselo dire da Gesù in persona!
Manzoni è solo uno degli ultimi sovra-scrittori – che tra sé e le parole del Vangelo si tengono stretti alla Legge dell’Utile. D’altronde, si comportano né più né meno di come reagiscono i discepoli alla parabola di Gesù.

Gridano vendetta, e chiedono la morte – una «misera» fine – per quei buoni a nulla dei «vignaioli». I discepoli, antesignani del nostro buon fra Galdino, misurano il bene sul «raccolto», e vedono il male nell’infruttifero.
Ma c’è che Gesù gli fa una bella tirata d’orecchi: Non avete capito niente! – gli dice, e gli rinfaccia il Salmo sulla pietra d’angolo. La pietra gettata via dagli ingegneri dell’Utile e del Profitto, la pietra inutile, la pietra che non serve, è il fondamento del Regno dei cieli.
Il Regno dei cieli sarà tolto a coloro che non faranno fruttare la sua inutilità, a coloro che non faranno tesoro della sua gratuità, a coloro che non respireranno la sua vanità, il suo essere «buono a nulla».

Questo noce è inutile? Non l’abbattete! perché la sua inutilità ci sarà preziosa l’anno prossimo!
Questa pietra non è conforme alla metrica dei costruttori del tempio? Non gettatela via! Sulla pietra che essi hanno scartato sarà fondato il «Regno di Dio»!
L’ailanto è inutile? Non l’abbattete! piantatelo piuttosto «nel paese del nulla e dell’infinito»!