Boron – Il libro rivelato

Erano trascorsi 717 anni dalla Passione di Gesù Cristo e io stavo in un luogo selvaggio e remoto, nel quale tuttavia mi trovavo bene, poiché chi appartiene totalmente a Dio vi trova per contrasto tutto ciò che occorre al mondo.
Era la notte tra il giovedì e il venerdì santo, e io la passai recitando l’Officio delle Tenebre. Quando cominciava ad albeggiare, fui preso da una grande sonnolenza e mi surreal-jesusaddormentai.
Avevo appena preso sonno, quando una voce mi chiamò quattro volte per nome, dicendomi: «Svegliati! Svegliati e pensa a una cosa che sia, insieme, una e divisa per tre, tale che quell’una da sola ha tanto potere quanto ne hanno tutt’e tre».
Balzai in piedi e mi trovai abbagliato da una luce intensissima.

Non appena i miei occhi si furono acclimatati in qualche modo a quel bagliore, constatai che esso emanava da una figura umana d’incomparabile bellezza. L’uomo si rivolse a me che, sbigottito, gli stavo di fronte e mi chiese: «Hai compreso il significato di quanto ti ho detto prima in merito all’uno e al trino della Santissima Trinità?».
Gli risposi impaurito: «Signore, la mia mente non ha ancora ben chiaro un simile concetto».
«Ed io sono qui per spiegarti questo mistero divino, visto che tu non credi ancora che le tre persone siano riunite in una sola».
«La mia fede è infatti ben salda, tranne che su questo punto».

Quindi l’uomo mi chiese: «Sei in grado di riconoscermi?».
Gli risposi che i miei occhi mortali non erano in grado di penetrare un chiarore così intenso, e perciò la mia lingua non poteva esprimere a parole umane la visione che mi si presentava. L’uomo allora si abbassò verso di me e mi alitò sul viso. Subito la mia vista divenne cento volte più penetrante e la mia bocca si espresse in molte lingue.
L’uomo mi chiese: «Adesso sei in grado di capire chi sono?».
Cercai di rispondergli, ma mentre stavo per articolare la prima parola, una lingua di fuoco mi uscì dalla bocca. Ne provai una grande paura e ammutolii di colpo.
Egli allora mi disse: «Non temere, perché di fronte a te sta la fonte di ogni certezza e io sono venuto qui a fugare i tuoi dubbi. Io sono Colui al quale Nicodemo disse: “Maestro, io so chi tu sei”. Io sono Colui del quale le Scritture dissero: “Ogni conoscenza viene da Nostro Signore”. Io sono il Maestro Perfetto e voglio che tu giunga a comprendere il mistero della Santissima Trinità. Una volta che vi sarai riuscito, lo renderai comprensibile anche a coloro i quali leggeranno la tua storia».

Mirò-maestro
Mirò – Maestro

Indi Gesù Cristo (tale l’uomo si era rivelato) mi consegnò un libro tanto piccolo da stare nel palmo di una mano, dicendomi che vi era contenuto un tesoro di sapienza quale nessuna mente umana avrebbe potuto concepire e aggiunse: «Questo libro scioglierà in te ogni dubbio, ma alla sua lettura può accedere solo chi sia in grazia di Dio in virtù del Sacramento della Confessione. Io stesso ho scritto nelle sue pagine tali verità di fede che tu esporrai come se ti uscissero dal cuore. Esse non dovranno mai essere pronunciate da lingua mortale senza che i quattro elementi siano sconvolti. Se ciò, infatti, dovesse mai accadere, i cieli diluvierebbero, l’aria tremerebbe, la terra sprofonderebbe e l’acqua cambierebbe colore; tutto questo sta scritto in questo libro. Ma se un uomo lo leggerà con fede ferma e sincera, la sua lettura gli darà una gioia immensa e ogni peccato commesso durante la vita terrena non avrà alcun peso nel Regno dei Cieli, e inoltre non morirà perché questa è la via della vita».

Quando Gesù ebbe finito di parlare, l’aria fu lacerata da un grido simile a uno squillo di tromba, e dall’alto venne un tale fragore da far pensare che la volta celeste si fosse staccata e la terra sprofondata nell’abisso.
Il chiarore emanante dalla sua figura divenne duecento volte più intenso, tanto che io ne fui accecato e caddi svenuto per la paura.
Quando ripresi conoscenza, la visione era svanita e tutto mi parve così irreale da indurmi a credere che avevo sognato. Ma avevo ancora il libro stretto nella mia mano. Ringraziai Dio per la grazia concessami e mi misi a pregare in attesa dello spuntar del sole.

Con la prima luce del giorno ne cominciai la lettura e, proprio all’inizio del libro, appresi qual era l’origine della mia stirpe, come avevo sempre desiderato conoscere. Venni così a sapere dei miei antenati e mi resi conto della santità della loro vita, nonché delle sofferenze patite per restare fedeli a Dio.
Messo di fronte a simili modelli spirituali, mi sentii loro indegno discendente e non riuscivo a immaginare come avrei potuto riuscire a imitarli.

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Riflettei a lungo su ciò e ripresi a leggere, sino a che giunsi alla pagina in cui stava scritto: «Qui ha inizio la storia del santo Graal».
Procedetti oltre ed esattamente a metà trovai scritto: «Qui comincia la Grande Paura».
Nelle pagine successive erano narrate cose terribili e io mai avrei osato procedere oltre, se tale non fosse stata la volontà di nostro Signore. Lessi dunque tutto fino in fondo, e poi mi misi a riflettere su ciò che avevo appreso.
Ero immerso nella mia riflessione, quando dal cielo scese un fulmine che colpì la terra proprio di fronte a me. Il suo bagliore era simile a quello del fuoco ardente e il boato prodotto superava il rumore del tuono. A quel punto caddi a terra svenuto per lo spavento. […]

Quando rinvenni e mi alzai in piedi, mi resi conto che era già passata la nona ora del giorno. Essendo il Venerdì santo, mi accinsi a celebrare la messa di quel particolare giorno, nel quale non viene rinnovato il sacrificio eucaristico, perché non è necessario commemorare la Sua morte proprio nel giorno in cui Egli fu immolato come vittima.
Quando stavo per comunicarmi, all’improvviso mi apparve un angelo: era proprio davanti a me, e prese le mie mani tra le sue, mi disse: «Tu devi ricevere queste tre particelle in modo che tu capisca quale significato hanno e la tua fede diventi ben salda».

Quindi la creatura angelica mi sollevò in alto e mi condusse in un luogo dove regnava una gioia immensa, cento, mille volte superiore a quella che sarebbe possibile esprimere anche parlando tutte le lingue umane, e se dicessi che si trattava del terzo cielo, là dove fu condotto san Paolo, non direi una menzogna, ma non oso vantarmene; solo posso dire a ragione quello che lì mi fu mostrato e svelato.
L’angelo lasciò che io contemplassi una simile meraviglia, poi mi fece salire ancora più in alto, sino a una luce di incredibile intensità circondata da un arcobaleno …

(Robert de Boron, La storia del santo Graal: Prologo)