Nerval – A Luisa d’Or, regina

iside-uccello

Tremando il vecchio padre scuoteva l’universo.
Iside, la madre, infine si levò dal giaciglio,
fece un gesto d’odio al suo sposo crudele,
e l’ardore d’altri tempi brillò nei suoi occhi verdi.

«Guardatelo! ella disse, questo vecchio perverso,
tutte le frattaglie del mondo sono passate dalla sua bocca.
State attenti al suo piede, spegnete il suo occhio torvo,
è il re dei vulcani e il dio degli inverni!

L’aquila è già passata: Napoleone mi chiama;
ho indossato per lui la veste di Cibele,
è il mio sposo Ermes e mio fratello Osiride…».

La Dea era fuggita sulla sua conchiglia d’oro;
il mare ne specchiava l’immagine adorata,
e i cieli irradiavano sotto il velo di Iride!

(Nerval, Chimere)