Eliade – Dio e il Diavolo «soci» creativi

In Bucovina è stata registrata la seguente leggenda.
In principio non esistevano che il Cielo e l’Acqua, sulla cui superficie Dio passeggiava in cielo-acquebarca. Incontrò una sfera di schiuma, nel cui interno scorse il Diavolo.
«Chi sei?», domandò Dio.
Il Diavolo non accettò di rispondergli se non l’avesse preso prima sulla barca.
Dio lo fece salire e ricevette questa risposta: «Sono il Diavolo!».

Dopo aver viaggiato a lungo in silenzio, il Diavolo disse: «Come sarebbe bello se esistesse la terra».
Allora Dio gli ordinò di immergersi nelle Acque e di prendere della sabbia nel suo nome.
Seguono gli episodi già noti: le tre immersioni, la creazione del Mondo con pochi granelli di sabbia, il riposo di Dio durante la notte, il tentativo del Diavolo di farlo annegare, l’estendersi della superficie terrestre.

Una delle leggende lettoni è più semplice: Dio invia il Diavolo a cercare della sabbia e crea il Mondo con i granelli rimasti sotto le sue unghie.
In questo caso non si tratta di prendere la sabbia in nome di Dio, né degli sforzi del Diavolo per annegare Dio.
Nelle altre varianti lettoni, il Diavolo si nasconde un po’ di fango in bocca, ma quando il fango comincia a gonfiarsi è costretto a sputarlo, e dà così origine alle montagne. […]

A parte la fine, la leggenda polacca assomiglia in modo incredibile alla variante bucovina: Dio passeggia in barca, incontra una sfera di schiuma in cui trova il Diavolo e lo prende sulla sua imbarcazione.
Appena il Diavolo suggerisce di creare la Terra, Dio gli ordina di immergersi nel mare e di prendere della sabbia. Con questa sabbia Dio crea la Terra, ma la superficie era appena sufficiente perché ambedue vi si potessero stendere comodamente.
Allora il Diavolo, accortosi che Dio si era addormentato, tenta di spingerlo verso il mare. Ma invano, perché la terra si estende sempre più. Infine Dio si risveglia e sale verso il cielo, il Diavolo tenta di seguirlo ma una folgore, scagliata da Dio, lo fa precipitare nell’abisso.

diavolo-painting

Secondo una versione finnica, prima della creazione del mondo, Dio si trovava su una colonna d’oro, al centro del mare. Osservando la sua immagine riflessa nell’acqua esclamò: «Alzati!».
L’immagine era il Diavolo.
Dio gli chiese come fare a creare il mondo e il Diavolo rispose: «Bisogna discendere tre volte in fondo al mare».
Allora Dio gli ordinò di immergersi e la terza volta il Diavolo riuscì a portare della sabbia, ma se ne nascose un po’ in bocca. La sabbia si gonfiava, facendo soffrire il Diavolo, finché Dio, levatagli la terra dalla bocca, la gettò verso nord ed ebbero così origine le pietre e le rocce.

Gli Estoni raccontano che in origine lo spirito di Dio si muoveva al di sopra delle Acque, quando intese un rumore, vide delle sfere di schiuma muoversi in superficie e udì una voce gridare: «Aspettami!».
«Chi sei?», domandò Dio.
«Sono un Altro», rispose il Diavolo.
dio-GenesiDio gli ordinò di andare in fondo al mare per cercare del fango. L’Altro se ne nascose un po’ in bocca e, quando il fango cominciò a gonfiarsi, Dio gli disse: «Sputalo, Satana!». Fu così che il Diavolo prese il nome di Satana, e dove egli sputò apparvero paludi e laghi.

C’è poi da ricordare questa variante mordvina.
Dio (Tšam-Pas) si trovava, in origine, da solo sopra una roccia [variante: si dondolava avanti e indietro su una pietra posta in mezzo al mare] pensando a come creare il mondo.
«Ma non ho né un fratello, né degli amici per discutere la faccenda». E così stizzito, sputò sulla superficie delle Acque: dal suo sputo nacque una montagna.
Tšam-Pas la colpì col suo bastone, la montagna si spaccò e ne uscì il Diavolo (Satana).

Appena apparso, il Diavolo propose a Dio di essere fratelli e di creare insieme il Mondo.
«Non saremo fratelli – rispose Dio – ma amici». E invitò il Diavolo a cercare della sabbia in fondo al mare. Ma, invece di pronunciare il nome di Dio, Satana pronunciò il proprio; alte fiamme si sprigionarono dal fondo del mare e il Diavolo riemerse tutto bruciato.
La terza volta pronunciò il nome di Dio e riuscì a raccogliere della sabbia, ma se ne nascose un po’ in bocca. La sabbia, però, cominciò a gonfiarsi e ben presto la testa del Diavolo divenne grande come una montagna, tanto che era sul punto di scoppiare; Dio, allora, ne ebbe pietà e gli colpì la testa col suo bastone.
Satana sputò con tale violenza che la terra tremò ed è proprio da questo tremito che hanno avuto origine le montagne e le colline.

In tutte queste varianti cosmogoniche ricorrono alcune costanti: il tema dell’antagonismo tra due Esseri soprannaturali e il tema dell’immersione nel mare costituiscono anche il nucleo di un altro ciclo di leggende, i cui personaggi sono il profeta Elia e il Diavolo, o l’Imperatore Diocleziano e san Giovanni Battista.

Il Diavolo, che aveva rubato il Sole, gioca a palla con Elia. Questi getta la sua palla in mare e, quando il Diavolo si tuffa per ripescarla, Elia fa gelare il mare, prende il Sole e vola in Cielo. Il Diavolo riesce a spezzare il ghiaccio, insegue il santo e gli asporta un pezzo di calcagno.
Nelle canzoni popolari serbe, i personaggi sono rispettivamente l’Imperatore Diocleziano e san Giovanni Battista. Essi giocano con una mela e una corona. San Giovanni getta la mela in mare e, mentre l’Imperatore si affretta a riprenderla, egli fa gelare il mare, si appropria della corona e vola in cielo. La corona è il Sole, perché il Santo arriva in Paradiso portando «il sole risplendente».

(Eliade, Da Zalmoxis a Gengis Khan)