Maori – Maui si procura la mascella

Maui aveva scoperto da poco dove vivevano i suoi genitori, quando fece la sua prima vittima: la figlia di Maru te whare aitu. La trattò brutalmente, e poi la uccise. E dopo di lei maltrattò e uccise anche il padre.
maschera-polinesianaStava allora per fare ritorno dai suoi genitori, quando notò delle persone che andavano avanti e dietro con delle ceste cariche di cibo.

«Per chi è quel cibo?», chiese.
«È per la tua antenata Muri Ranga Whenua», gli fu risposto.
«E dove abita?», domandò Maui.
E quelli gli risposero: «Laggiù».
«Va bene – egli disse. – Lasciate pure le ceste qui, perché andrò a portargliele io stesso».

Da quella volta, ogni giorno Maui in persona portò il cibo destinato alla Vecchia. Ma, di fatto, non glielo diede mai – perché ogni volta si avviava verso casa sua, e poi nascondeva il cibo tra i cespugli.
La cosa andò avanti per diversi giorni. Alla fine però la Vecchia comprese che c’era qualcosa che non andava, e perciò, quando era l’ora che Maui doveva portarle le ceste, levò il naso in aria e annusò.
Continuò ad annusare a lungo, finché non fiutò l’odore del cibo vicino. Esasperata com’era dalla fame (erano molti giorni ormai che digiunava), era pronta a saltare addosso a Maui e a divorarlo, non appena fosse stato a tiro.

Appoggiandosi al bastone, la Vecchia si diresse verso sud, sempre col naso in aria a fiutare il cibo, ma d’un tratto s’accorse che non le giungeva più nessun odore, né di cibo, né di essere umano.
Volse allora lentamente il naso verso est e poi verso nord, fiutando attentamente ogni angolo. Ma continuava a non sentire più nessun odore, tanto che pensò d’essersi sbagliata.
Quando però volse il naso a occidente per un ultimo tentativo, ecco che da quella direzione le arrivò, distinto, l’odore della presenza di un uomo, e così gridò: «Dall’odore che la brezza mi porta, sento che vicino a me c’è un uomo».

Quando si mise a cercarlo col bastone, Maui mormorò qualcosa e lei subito comprese d’avere a che fare con un suo discendente.
Maui-mascellaLo stomaco che, nel frattempo, era diventato enorme per via della fame, cominciò allora a ritirarsi.
Fu una fortuna per Maui. Se l’odore portato dal vento di occidente non fosse giunto al naso della Vecchia, lei non l’avrebbe riconosciuto e sicuramente l’avrebbe mangiato.

Quando lo stomaco ebbe ripreso la grandezza normale, la donna gli chiese: «Sei Maui?». E lui le rispose con una voce piena di rispetto: «Proprio così!».
Allora la donna gli si avvicinò e lo scrutò coi suoi occhi quasi ciechi.
«Perché hai ingannato in questo modo la tua antenata? – disse. – Perché mi hai nascosto il cibo facendomi digiunare per tutti questi giorni?». E mentre diceva questo, con un dito gli indicò la bocca sdentata e vuota.

Maui le rispose con voce ferma e senza il minimo cenno di paura: «L’ho fatto perché volevo la tua mascella. So, infatti, che possiede delle magiche virtù e che dovrebbe essere data a me».
«Prendila! – gli disse la Vecchia. – È stata conservata fino ad oggi apposta per te».
Mentre così diceva, prese la propria mascella visto che era morta di fame come la metà del suo corpo, e gliela consegnò.

kokopu
Il pesce kokopu

Maui andò al fiume per lavarla del sangue e togliere via i pezzi di carne putrefatta. Proprio in quel mentre si trovò a passare in quel tratto di fiume il pesce kokopu, e da allora prese quel colore rossiccio che ha tuttora sotto gli occhi.
Maui con la mascella purificata fece poi ritorno alla casa dei fratelli.

Di lì a non molto, Maui prese moglie e con l’aiuto della mascella compì un’altra delle sue mirabili imprese.
Un giorno la donna andò a lavarsi in un tranquillo corso d’acqua; mentre era lì, Tuna roa, l’antenato delle anguille, le si strusciò contro passandole tra le gambe e comportandosi male. Insomma, la toccò in modo sconcio.
Perciò, la donna rientrò a casa e lo disse a Maui: «In quell’acqua c’è un uomo con la pelle molto liscia».

A quelle parole Maui si sentì subito prendere dalla gelosia e decise di uccidere il «rivale».
Scavò un fosso vicino alla pozza e vi dispose nove assi per il lungo, in modo che Tuna roa vi scivolasse sopra come quando si vara una canoa. Poi diede ordine alla moglie di sedersi vicino al fosso, mentre lui di costruì un riparo dietro cui nascondersi.

Maui-Tuna-roa-francobolloPoco dopo apparve Tuna roa, che a nuoto si diresse verso la donna. Mentre scivolava sopra le assi, Maui si precipitò fuori dal nascondiglio e lo uccise con la sua arma incantata: con la mascella presa a sua nonna Muri Ranga Whenua.
Una delle estremità di Tuna finì in mare e divenne l’anguilla d’acqua salata, mentre l’altra scivolò nel fiume e divenne l’anguilla d’acqua dolce. Un altro pezzo diventò un rampicante, le cui nere canne lisce, simili ad anguille fra le erbe del fiume, ancora oggi ostacolano il cammino nella foresta coi loro nodi e grovigli.
Il sangue di Tuna fu invece assorbito da tutti quegli alberi della foresta, il cui legno rossastro tuttora testimonia quel che Maui fece con la mascella di sua nonna!