Navigazione di San Brandano – La Terra Promessa dei Beati

San Brandano, figlio di Finlog, nipote di Alta, della stirpe degli Eoganach di Loch Lein, nacque nella terra degli uomini del Munster. Era una forte tempra di asceta, celebre per le sue doti morali, abate di circa tremila monaci.
Mentre si esercitava nella disciplina monastica presso la località di Clonfert, una sera capitò che venisse a visitarlo un altro abate, di nome Barindo, suo nipote. Interrogato Brandanoinsistentemente dal santo padre, Barindo scoppiò a piangere, si prostrò a terra e rimase a lungo in preghiera. Ma san Brandano lo fece rialzare e lo baciò, dicendogli: «Padre, perché dovremmo esser tristi per il tuo arrivo? Non sei forse venuto per confortarci? Tu devi piuttosto rasserenare i frati. Rivelaci la parola di Dio e solleva il nostro morale raccontandoci le divine meraviglie che hai visto nell’oceano».

Allora il santo Barindo, di fronte alle richieste di san Brandano, iniziò a raccontare di un’isola, dicendo: «Mernoc, uno dei miei discepoli, che amministrava i beni dei poveri di Cristo, si allontanò da me e volle condurre una vita da eremita. Trovò un’isola presso Slieve League, chiamata Isola della Delizia. Molto tempo dopo venni a sapere che numerosi monaci si erano ritirati con lui e Dio aveva compiuto parecchi miracoli per suo tramite. Così partii al più presto per andare a trovarlo.

«Ero in viaggio da tre giorni, quando si affrettò a venire ad accogliermi insieme ai suoi frati. Dio infatti lo aveva avvisato del mio arrivo. Mentre navigavamo verso l’isola, ci incontrammo con loro, e ci fecero l’impressione di uno sciame d’api uscite dalle rispettive cellette. Ciascun frate, infatti, aveva un alloggio per conto suo, ma conducevano tutti la stessa vita ispirata alla fede, alla speranza e alla carità, prendevano i pasti in comune e si radunavano regolarmente per l’officio divino. Non veniva servito altro cibo se non frutta, noci, radici e verdure. Ma dopo compieta, ognuno si ritirava nella sua cella sino al canto del gallo o al suono della campana.

«Avevo deciso di trascorrere la notte nell’isola e di visitarla, e il mio discepolo mi condusse sulla costa occidentale, ov’era una piccola imbarcazione, e mi disse: “Padre, sali sulla nave e navighiamo verso occidente fino all’isola chiamata Terra Promessa dei Beati, che Dio assegnerà ai nostri posteri alla fine dei tempi”.

«Appena ci imbarcammo e iniziammo la navigazione, ci avvolse una nebbia tale che a stento avremmo potuto distinguere la poppa o la prua della nave. Trascorso il tempo di viaggi-medievaliun’ora circa, tutt’intorno splendette una gran luce e apparve una vasta terra coperta di vegetazione e di frutti.
Quando la nave approdò, sbarcammo e c’inoltrammo nell’isola, percorrendola per quindici giorni, e non riuscimmo a raggiungere l’estremità opposta. Non vedemmo erbe senza fiori, né alberi senza frutti. Anche le pietre di quella terra sono tutte preziose. Poi, al quindicesimo giorno, trovammo un fiume che scorreva da oriente in direzione del tramonto.

«Riflettendo su quanto avevamo visto, eravamo incerti sul da farsi, e alla fine decidemmo di guadare il fiume. Attendemmo però un segno della volontà di Dio. Stavamo discutendo tra noi, quando improvvisamente ci comparve davanti un uomo avvolto di luce, che subito ci chiamò per nome e ci salutò, dicendo: “Congratulazioni, fratelli. Dio vi ha rivelato l’esistenza di questa terra, che darà ai suoi beati. Qui, presso questo fiume, siamo a metà dell’isola. Non vi è lecito procedere oltre. Ritornate dunque da dove siete arrivati”.

«Come ebbe pronunciate queste parole, gli domandai da dove venisse e come si chiamasse. Ed egli: “Perché mi chiedi da dove provenga e come mi chiami? Non hai niente da chiedermi su quest’isola? Così come la vedi adesso, è sempre stata dalla creazione del mondo. Hai forse bisogno di mangiare, bere o vestirti? Tu sei stato su quest’isola l’equivalente di un anno, e non hai toccato cibo né bevanda. Non sei mai stato vinto dal sonno, né è mai calata la notte. Qui infatti è sempre giorno, senza l’oscurità delle tenebre. Nostro Signore Gesù Cristo è la luce di quest’isola”.

«Immediatamente cominciammo il cammino, e quell’uomo giunse insieme a noi sino alla costa dove era la nostra nave. Mentre salivamo a bordo, fu sottratto alla nostra vista e, navigazione-manoscrittoattraverso la stessa nebbia dell’andata, tornammo all’Isola della Delizia.
Quando i frati ci videro, salutarono con grande entusiasmo il nostro ritorno, ma si lamentavano perché la nostra assenza si era protratta tanto a lungo, e dicevano: “Padri, perché avete lasciato vagare le vostre pecorelle in questa selva senza pastore? Sappiamo che il nostro abate spesso si allontana da noi per recarsi altrove, ma ignoriamo dove, e a volte vi si trattiene un mese, a volte una o due settimane, e a volte di più, altre di meno”.

«Ascoltate le loro parole, mi misi a consolarli, dicendo: “Fratelli, non dovete affatto pensar male. Non vi è alcun dubbio che voi vivete di fronte alla porta del Paradiso. Qui vicino vi è un’isola, chiamata Terra Promessa dei Beati, ove non incombe la notte e il giorno non ha fine. È là che si reca il vostro abate Mernoc. Un angelo del Signore la custodisce. Non capite dal profumo dei nostri abiti che siamo stati nel Paradiso di Dio?”.

«Allora i frati risposero dicendo: “Abate, sappiamo che sei stato in Paradiso attraverso il mare, ma ignoriamo dove sia questo Paradiso. Spesso infatti ci siamo accorti della fragranza degli abiti del nostro abate, quando ritornava dopo quaranta giorni di assenza”.

«Rimasi laggiù col mio discepolo due settimane di seguito senza bisogno di mangiare, né di bere. Eppure eravamo così allegri e soddisfatti, che davamo l’impressione di aver bevuto del vino nuovo. E dopo quaranta giorni, ricevuta la benedizione dei frati e dell’abate, sono tornato indietro per rientrare nel mio monastero, a cui pure tornerò domani».

Ascoltato questo racconto, san Brandano e tutta la comunità di frati si prostrarono a terra, glorificando Dio e dicendo: «Il Signore è giusto in tutte le sue vie e santo in tutte le sue opere, perché ha rivelato ai suoi servi tante e tali meraviglie; ed è benedetto in tutti i suoi doni, perché oggi ci ha rinfrancato con un tale piacere dello spirito».
Concluse le preghiere, san Brandano disse: «Andiamo a rifocillarci e a compiere il nuovo comandamento».
Trascorsa la notte, di buon mattino, ricevuta la benedizione dei frati, il santo Barindo si avviò verso il suo monastero.

(La navigazione di san Brandano: 1)