Kandinskij – La danza del futuro

Kandinsky-Composizione-IX
Kandinskij – Composizione IX

La danza ha un’origine sessuale, come si vede chiaramente nella danza popolare. L’esigenza successiva di adibirla al culto divino (come strumento d’ispirazione) si arresta per così dire alla superficie delle possibilità del movimento.
A poco a poco questi due usi hanno assunto una dimensione artistica, che si è evoluta nei secoli fino a giungere al linguaggio della coreografia. È un linguaggio che oggi capiscono in pochi e diventa sempre meno chiaro.
Inoltre è troppo ingenuo per i tempi che verranno: serviva solo a esprimere sentimenti fisici (amore, paura, ecc.), e ora dovrà essere sostituito da un linguaggio che sappia suscitare emozioni più sottili.

Per questo i rinnovatori della danza contemporanea hanno guardato alle forme del passato, che sono utili ancor oggi. È nato così il rapporto, individuato da Isadora Duncan, fra danza dei Greci e danza dell’avvenire.
Per la stessa ragione i pittori hanno chiesto aiuto ai primitivi. Per la danza, però, come per la pittura, questo è un momento di transizione.

È necessario creare la nuova danza, la danza del futuro. Anche qui varrà decisamente la regola che il significato interiore del movimento è l’elemento fondamentale della danza. Isadora-Duncan-spiaggiaAnche qui bisognerà gettare a mare la «bellezza» convenzionale del movimento e dichiarare inutile, se non dannoso, il procedimento naturalistico (racconto = elemento letterario).
E come in musica o in pittura non esistono «suoni brutti» o «dissonanze» estetiche, perché ogni accordo è bello ( = utile al fine) se è dettato da una necessità interiore, così nella danza si sentirà presto il valore interiore di ogni movimento e la bellezza interiore subentrerà a quella esteriore.

Dai movimenti «non belli», divenuti improvvisamente belli, nasce un’inaspettata energia e una forza viva.
È allora che inizia la danza del futuro.

(Kandinsky, Lo spirituale nell’arte)