Mastro Eckhart – Intravit Iesus in templum et cœpit eicere vendentes et ementes

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Leggiamo nel Santo Vangelo che Nostro Signore entrò nel tempio e cacciò coloro che compravano e vendevano, e agli altri che offrivano colombe e cose del genere disse: «Portate via questa roba, buttate fuori questa roba!» (Matteo, 22: 12).
Perché Gesù cacciò coloro che compravano e vendevano e ordinò a quelli che avevano delle colombe di portarle via?
Egli intendeva dire soltanto questo: che voleva avere il tempio vuoto; proprio come se dicesse: Io ho diritto su questo tempio, voglio esservi solo e averne la padronanza.

Che vuol dire ciò che ha detto?
Questo tempio, in cui Dio vuole dominare potentemente secondo la sua volontà, è l’anima dell’uomo, che egli ha formato e creato esattamente simile a se stesso, secondo quanto Nostro Signore disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza». E questo è ciò che ha fatto. Egli ha creato l’anima dell’uomo così simile a se stesso, che di tutte le magnifiche creature che Dio ha creato tanto meravigliosamente non ce n’è alcuna, né in cielo né sulla terra, la quale gli sia così simile quanto l’anima sola.
Perciò Dio vuole che questo tempio sia vuoto in modo che dentro non vi sia che lui solo. Questo tempio gli piace tanto proprio perché esso è simile a lui ed egli vi si trova bene quando vi è dentro solo.

Ed ora osservate! Chi erano quelle persone che compravano e vendevano, e chi sono ancora?
Statemi bene a sentire. Adesso voglio parlare soltanto di gente onesta. Tuttavia questa volta voglio indicare chi erano e sono ancora quei mercanti che compravano e vendevano in quella maniera e che fanno ancora così e che Nostro Signore spinse fuori e Gesù-mercanti-tempio-colombecacciò via. Egli fa ancora così con tutti coloro che comprano e vendono in questo tempio: non vuole lasciarne dentro nemmeno uno.

Vedete: sono tutti mercanti coloro che si guardano da peccati grossolani e vorrebbero essere persone oneste e compiono le loro opere buone per onorare Dio, come digiunare, vegliare, pregare e simili, ogni specie di opere buone, e le compiono tuttavia affinché Nostro Signore dia loro in cambio qualche cosa, o Dio faccia in cambio qualche cosa che sia loro gradita: tutti costoro sono mercanti.
Ciò è da intendere in senso grossolano, poiché essi vogliono dare una cosa in cambio di un’altra e così mercanteggiano con Nostro Signore.

In questo traffico si ingannano. Infatti, se dessero tutto ciò che posseggono, se dessero per Dio tutto ciò che hanno e facessero veramente tutto per Dio, Dio non sarebbe obbligato affatto a dare o a fare cosa alcuna per loro, a meno che non lo voglia gratuitamente di sua spontanea volontà.
Infatti ciò che essi sono lo sono per Dio, e ciò che hanno lo hanno da Dio e non da se stessi.
Ecco perché Dio non deve loro nulla in cambio delle loro opere e dei loro doni, a meno che non voglia farlo spontaneamente con la sua grazia, non per le loro opere e per i loro doni, in quanto essi non danno nulla di ciò che non appartiene a loro, e nemmeno agiscono da se stessi, come dice Cristo stesso: «Senza di me non potete far nulla».

Quelle sono persone totalmente insensate che vogliono trafficare così con Nostro Signore; della verità esse sanno poco o nulla.
Perciò Nostro Signore le espulse dal tempio e le cacciò via. La luce e le tenebre non possono abitare insieme. Dio è la verità e una luce in se stesso. Quando Dio entra in questo tempio, ne caccia dunque l’ignoranza, cioè le tenebre, e rivela se stesso con luce e verità.
I mercanti se ne vanno quando la verità è riconosciuta, e la verità non desidera alcun commercio.

Dio non cerca il proprio utile: in tutte le sue opere egli è libero e sciolto e le compie per puro amore.
Così fa anche l’uomo che è unito a Dio: anch’egli è libero e sciolto in tutte le sue opere e le compie soltanto per onorare Dio e non per cercare il proprio utile, e Dio opera in lui.

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Rembrandt – Gesù scaccia i mercanti

Dico anche di più: finché l’uomo cerca in tutte le sue opere qualcuna di tutte quelle cose che Dio può dare o vuol dare, è simile a questi mercanti.
Se vuoi essere libero da qualsiasi forma di commercio affinché Dio ti accolga in questo tempio, devi fare tutto ciò che puoi in tutte le tue opere unicamente a lode di Dio e devi essere così libero come è libero il nulla che non è ancora né qua né là.
Non devi desiderare nulla in cambio.

Quando agisci così le tue opere sono spirituali e divine, e allora i mercanti sono cacciati tutti dal tempio e Dio vi sta dentro solo, poiché quest’uomo non pensa che a Dio.
Vedete: il tempio è liberato così da tutti i mercanti.
Vedete: l’uomo che non pensa né a sé né ad altra cosa, ma soltanto a Dio e all’onore di Dio, è davvero libero e sciolto da qualsiasi traffico in tutte le sue opere e non cerca il suo utile, proprio come Dio che in tutte le sue opere è libero e sciolto e non cerca il suo proprio bene.

Ho detto inoltre che Nostro Signore parlò così a coloro che offrivano delle colombe: «Portate via questa roba, buttate fuori questa roba!».
Egli non respinse le persone, né le rimproverò aspramente, ma parlò ad esse con bontà: «Portate via questa roba!», come se volesse dire: Questo non è un male, e tuttavia arreca un impedimento alla verità pura.

Queste persone sono tutte persone buone che fanno le loro opere per Dio e non cercano in esse il loro proprio utile e tuttavia sono legate alla loro individualità, al tempo e al numero, al prima e al poi.
In queste opere esse sono ostacolate di fronte alla suprema verità: dovrebbero essere libere e sciolte come è libero e sciolto Nostro Signore Gesù Cristo, che in ogni tempo, incessantemente nuovo e fuori del tempo, riceve se stesso dal Padre celeste e nello stesso istante senza posa si genera a sua volta perfettamente con una lode piena di riconoscenza nella grandezza paterna in pari dignità.

Così dovrebbe essere l’uomo che volesse diventare accessibile alla più alta verità e vivere in essa senza prima e senza poi, senza trovare impedimento in nessuna opera e in nessuna immagine di cui abbia avuto conoscenza, libero e sciolto ricevendo in questo istante incessantemente nuovo il dono divino e generandolo a sua volta senza impedimento in questa luce in Nostro Signore Gesù Cristo, con una lode riconoscente.
Così le colombe se ne andrebbero, cioè gli ostacoli e l’attaccamento al proprio utile in tutte queste opere, che tuttavia sono buone, nelle quali l’uomo non cerca la propria individualità. Perciò Nostro Signore disse con molta bontà: «Portate via questa roba, buttate fuori questa roba!», come se volesse dire: È cosa buona, ma arreca ostacoli.

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Antonio Zanchi – Gesù scaccia i mercanti dal tempio (particolare)

Quando questo tempio diventa così libero da tutti gli ostacoli, cioè dall’attaccamento al proprio io e dall’ignoranza, esso splende con tanta bellezza e brilla con tanta purezza e chiarità al di sopra di tutto ciò che Dio ha creato e attraverso tutto ciò che Dio ha creato, che nessuno può gareggiare in splendore con esso se non il solo Dio increato.
E in tutta verità: a questo tempio nessuno è simile se non il solo Dio increato. Tutto ciò che è sotto gli angeli non assomiglia in nulla a questo tempio. Persino gli angeli più elevati rassomigliano un poco, ma non completamente, a questo tempio dell’anima nobile. Che essi rassomiglino all’anima in una certa misura nella conoscenza e nell’amore è vero: tuttavia a loro è fissato un limite, ed essi non possono sorpassarlo.

L’anima può andare oltre.
Se l’anima di un uomo che vive ancora nel tempo fosse eguale all’angelo più elevato, potrebbe ancora, secondo la sua libera possibilità, arrivare incomparabilmente più in alto, al di sopra dell’angelo, in ogni singolo istante, nuovo, senza numero, cioè senza modo, al di sopra del modo degli angeli e di ogni intelletto creato.

Dio solo, essendo libero e increato, è simile all’anima, in quanto è libero, ma non in quanto è increato, poiché essa è creata.
Quando l’anima arriva alla luce purissima, essa entra nel suo nulla, così lontana, in questo nulla, dal suo qualcosa di creato che non può assolutamente ritornare, di forza propria, nel suo qualcosa di creato.
E Dio, con la sua essenza increata, sostiene il nulla dell’anima e la mantiene nel suo qualcosa.

George de la Tour - Maddalena-penitente
George de la Tour – Maddalena penitente

L’anima è stata in pericolo di essere ridotta al nulla e non può più ritornare da sé a se stessa tanto si è allontanata da se stessa se prima Dio non la sorregga. Dev’essere così necessariamente.
Infatti, come ho detto prima, Gesù era entrato nel tempio e ne aveva cacciato fuori coloro che compravano e vendevano, e agli altri aveva cominciato a dire: «Portate via questa roba!».

Sì, vedete, io ora prendo questa piccola frase: «Gesù entrò e cominciò a dire: “Portate via questa roba!”, ed essi la portarono via».
Vedete, là non c’era più nessuno, se non Gesù solo, e cominciò a parlare nel tempio.
Vedete, sappiatelo in verità: se un altro, che non sia Gesù, vuol parlare nel tempio, cioè nell’anima, Gesù tace come se non fosse a casa sua, ed egli non è più a casa sua nell’anima perché essa ha degli ospiti estranei con i quali parla. Ma se Gesù deve parlare nell’anima, è necessario che essa sia sola e faccia silenzio se vuol sentire parlare Gesù.

Oh, egli entra e comincia a parlare.
Che cosa dice il Signore Gesù?
Egli dice ciò che egli è.
E che cosa è?
Egli è il Verbo del Padre.
In questo stesso Verbo il Padre dice se stesso e tutta la natura divina e tutto ciò che Dio è, così come egli lo conosce, ed egli lo conosce com’è.

E poiché egli è perfetto nella sua conoscenza e nella sua potenza, è perfetto anche nella sua parola. In quanto esprime il Verbo, esprime se stesso e tutte le cose in un’altra persona e le dà la stessa natura che egli stesso possiede, e nello stesso Verbo esprime tutti gli spiriti intelligenti, simili a questo Verbo secondo l’immagine, nel modo in cui questa è immanente nella interiorità, ma tuttavia non completamente simile a questo stesso Verbo in quanto essa si riversa al di fuori ed ha, ciascuna, un suo proprio essere; ma le immagini hanno ottenuto la possibilità di ricevere per grazia una somiglianza con questo stesso Verbo; e questo stesso Verbo, così com’è in se stesso, il Padre l’ha espresso compiutamente: il Verbo e tutto ciò che è nel Verbo.

Poiché il Padre si è espresso così, che cosa dice dunque Gesù nell’anima?
Così come ho detto: il Padre esprime il Verbo e si esprime nel Verbo, non diversamente, e Gesù parla nell’anima.
Il modo della sua parola è che egli rivela se stesso e tutto ciò che il Padre ha detto in essa, nella misura in cui lo spirito è ricettivo. Egli rivela la sovranità paterna nello spirito, nella stessa incommensurabile potenza.

Quando lo spirito riceve questa potenza nel Figlio e per il Figlio, acquista potenza ad ogni passo, così che diventa simile e potente in tutte le virtù e in ogni purezza perfetta a tal punto che né amore, né dolore, né tutto ciò che Dio ha creato nel tempo riesce a turbare l’uomo: anzi, egli vi rimane potentemente come in una forza divina, rispetto alla quale tutte le cose sono piccole e impotenti.

Inoltre: Gesù si rivela nell’anima con l’immensa saggezza che egli stesso è: in questa saggezza il Padre conosce se stesso con tutta la sua paterna sovranità e conosce lo stesso Verbo che è anche la saggezza stessa e tutto ciò che è in essa come ciò che è lo stesso Uno.
Quando questa saggezza si unisce all’anima, ogni dubbio, ogni errore e ogni tenebra le sono completamente tolti, ed essa è posta in una luce limpida e pura che è Dio stesso, come dice il profeta: «Nella tua luce si conoscerà la luce».

Allora Dio è conosciuto con Dio nell’anima: allora con questa saggezza essa conosce se stessa e tutte le cose, e conosce questa stessa saggezza con Dio stesso, e con la stessa saggezza conosce la sovranità paterna nella sua feconda potenza generatrice e l’Essere essenziale nella semplice unità, senza distinzione di sorta.

Gesù si rivela anche con una dolcezza e una ricchezza inesauribile che scaturisce dalla forza dello Spirito Santo e straripa e scorre con una ricchezza e una dolcezza riccamente sovrabbondante in tutti i cuori ricettivi.
Quando Gesù si rivela con questa dolcezza e con questa ricchezza e si unisce all’anima, l’anima rifluisce con questa dolcezza e questa ricchezza in se stessa e al di fuori di se stessa e al di sopra di se stessa e di tutte le cose per la grazia, con potenza e senza mediazione, nella sua prima origine.

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L’uomo esteriore obbedisce allora all’uomo interiore sino alla morte ed è allora in pace perenne al servizio di Dio per sempre.
Che Dio ci aiuti affinché Gesù possa venire anche a noi, cacciare e gettare via tutti gli ostacoli e ci faccia Uno come egli è Uno, un Uno col Padre e con lo Spirito Santo, affinché noi diventiamo e restiamo Uno eternamente con lui.
Amen.

(Mastro Eckhart, Trattati e prediche)