Irlanda – La nascita di Sétanta (Cúchulainn)

IrlandaUn giorno Conchobor e i nobili dell’Ulaid erano riuniti a Emain.
Uno stormo di uccelli giunse sulla piana e divorò ogni cosa finché non rimase né radice né pianta né filo d’erba.
Gli Ulaid furono presi dall’ira alla vista degli uccelli che devastavano la loro terra; approntarono quindi nove carri e si accinsero a dare loro la caccia, come erano soliti fare.

Conchobor sedette sul carro con la sorella Deichtine, che era anche la sua auriga; gli altri campioni dell’Ulaid salirono sui propri carri. Erano: Conall Cernach, il Trionfatore; Loegaire Buadach, il Vittorioso, e altri; e v’era perfino Bricriu Nemthenga, dalla Lingua Velenosa.
Gli uccelli volavano avanti a loro oltre il Monte Fuait, al di là della Piana di Muirthemne, oltre Edmonds, oltre la Piana di Brega – in quei tempi nell’Ériu non v’erano né fossati, né palizzate, né muri di pietra, ma solo l’aperta pianura.
Gli Ulaid erano affascinati dal volo e dal canto degli uccelli: in tutto ve n’erano nove ventine; ogni gruppo di venti volava separato ed era guidato da una coppia legata da una catena d’argento.

Verso sera, tre uccelli si staccarono dagli altri e si diressero verso Brug, sul fiume Boann. Sopraggiunse la notte, e prese a cadere una fitta neve.
Allora Conchobor disse alla propria gente di staccare i cavalli e mandò un gruppo di uomini in cerca di riparo.
Conall e Bricriu perlustrarono la zona e trovarono un’abitazione isolata, costruita da poco. Entrarono e vi furono accolti da una coppia ma, quando tornarono, Bricriu disse che non valeva la pena di alloggiare in una casa che non offriva né cibo né vestiario, e che comunque sarebbe stato un ben magro affare.

Pure, gli Ulaid vi andarono e vi portarono i carri, ma non presero molto con sé. Presto scoprirono nella casa la porta della dispensa e, prima che fosse giunto il tempo del desinare, erano ebbri e allegri.
Più tardi il padrone di casa disse loro che la moglie era in travaglio in quella stessa dispensa; così Deichtine andò ad aiutare la donna, e poco dopo nacque un bambino.
Nello stesso momento, una giumenta che si trovava fuori della soglia della casa diede alla luce due puledri.
Gli Ulaid offrirono i cavallini in dono al neonato e Deichtine si prese cura di lui.

Quando giunse il mattino, gli Ulaid si ritrovarono a oriente di Brug; non v’era più la casa, non v’erano più gli uccelli: solo i cavalli e il bambino coi puledri.
Tornarono a Emain, e il bambino fu allevato finché divenne un ragazzo, ma poi si ammalò e morì. Furono versate molte lacrime, e Deichtine provò grande dolore per la morte del figlio adottivo.
Quando ebbe cessato i lamenti, si sentì assetata e chiese da bere. Le fu portata una coppa di rame. Ella accostò il recipiente alle labbra e una minuscola creatura le scivolò in bocca insieme al liquido; e quando allontanò il recipiente dalle labbra, la creatura era svanita, ché era stata ingoiata.

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Quella notte, Deichtine ebbe un sogno: un uomo le diceva che per merito suo ella si era diretta verso Brug e che sua era la casa in cui era entrata: Deichtine era pregna di lui e le sarebbe nato un bambino.
Il nome dell’uomo era Lug, figlio di Eithliu; il nome del fanciullo doveva essere Sétanta, e per lui dovevano essere allevati i puledri.
Dopodiché, Deichtine rimase davvero incinta, ma gli Ulaid, infastiditi di non conoscere il nome del padre, dissero che Conchobor aveva concepito il bambino mentre era ubriaco, poiché era solito coricarsi accanto alla sorella.

Allora, il re promise Deichtine a Súaltam mac Róich. Ma ella era molto umiliata di dover entrare nel suo letto con un figlio in grembo; così, quando giunse il momento, fu presa dalla nausea e vomitò la creatura.
In questo modo rimase vergine e intatta, e andò dal marito. E subito attese da lui un figlio che, alla nascita, fu chiamato Sétanta.

Quel giorno gli Ulaid erano riuniti in assemblea a Emain. Subito si disputarono su chi dovesse allevare il bambino. Andarono da Conchobor per sottoporgli la questione.
«Dovresti prenderlo tu», disse Conchobor alla sorella Findchóem.
La donna guardò il bambino, e disse: «Il mio cuore è già pieno d’amore per lui. Per me sarà un altro figlio, come fosse il mio Conall».
«Per te v’è poca differenza – disse Bricriu. – L’uno è il tuo proprio figlio, l’altro il figlio di tua sorella».
«Prendi dunque il bambino», le disse di nuovo Conchobor.

«Devo allevarlo io, non Findchóem – disse Sencha, figlio di Ailill. – Sono forte e abile, nobile e pronto al combattimento; sono saggio, sapiente e avveduto. Ho il diritto di parlare con il re prima degli altri e sono il suo consigliere. Sono giudice di tutti i combattimenti innanzi al vittorioso Conchobor. Dirimo tutte le dispute nell’Ulaid e non faccio torto ad alcuno. Nessuno ha diritto a disputarmi la tutela del bambino, se non Conchobor».

Cuchulainn-rilievo«No, devo essere io ad allevarlo – disse Blaí Briugu, uomo ricco di terre. – Con me, sarà al sicuro dal pericolo e dall’indigenza: posso ospitare nella mia casa tutti gli uomini di Ériu, e nutrirli per una settimana o dieci giorni. Mi occupo dei loro affari e delle loro querele. Posso soccorrerli se insultati o chiamati a giudizio d’onore».

«Che impudenza! – esclamò Fergus. – Il benessere del bambino è affar mio, e io lo alleverò. Sono forte e capace, e messaggero del re. Nessuno può essermi pari per rango e ricchezze. Sono rotto ai combattimenti e alla guerra; sono abile artigiano. A me s’addice allevare figli adottivi! Do riparo al misero, punisco il forte, proteggo il debole».

«Ascoltami bene – disse Amergin Iarngiunnac dai Capelli di Ferro, figlio di Cas. – Io sono degno di allevare un re. Ho fama di possedere ogni virtù: ardimento, saggezza e ricchezza, eloquenza e lungimiranza, e lo splendore e il coraggio di tutta la mia schiatta. Sono guerriero ma anche poeta, e degno del favore regale. Trionfo su tutti i campioni che combattono sul carro. Non mi curo della gratitudine di nessuno se non di quella di Conchobor. Non devo niente ad alcuno, se non al re. Findchóem avrà il bambino finché non saremo a Emain; allora deciderà Morann, il giudice».

Si avviarono verso Emain e il bambino era con Findchóem.
Quando furono giunti, Morann pronunciò il giudizio: «Il bambino sarà dato a Conchobor, poiché è parente di Findchóem. Sencha potrà insegnargli l’eloquenza e l’arte oratoria, Blaí Briugu provvederà al suo sostentamento; Fergus potrà tenerlo sulle ginocchia, Amergin potrà essere suo maestro, con Conall il Trionfatore quale fratello di latte. Findchóem potrà dargli il seno di una madre. In tal modo, il ragazzo sarà forgiato da tutti: guerriero sul carro, nobile e saggio, e amato da molti. Sarà giudice delle vostre dispute d’onore; vincerà le vostre lotte nei guadi e tutte le vostre battaglie».

E così fu fatto: Sétanta fu dato ad Amergin e a Findchóem, e fu allevato nella piana di Muirthemne.