Strindberg – Tribolazioni

StrindbergRinchiuso nella cittadina delle Muse, senza speranza di uscirne, do inizio alla formidabile battaglia contro il nemico, me stesso.
Ogni mattina, passeggiando sui bastioni all’ombra dei platani, l’immenso fabbricato rosso del manicomio m’indica il pericolo che ho evitato, e il futuro, nel caso d’una ricaduta.
Swedenborg, illuminandomi sulla natura degli orrori verificatisi durante l’ultimo anno, m’ha liberato da elettricisti, maghi neri, stregoni, da coloro che invidiavano il fabbricatore dell’oro – e dalla follia.
M’ha indicato la sola vita per la salvezza: cercare i demoni nel loro rifugio, dentro di me, e ucciderli … col pentimento.
Balzac, l’aiutante di campo del profeta, m’ha insegnato in Séraphita che «il rimorso è un’impotenza di colui che ricadrà nella colpa. Soltanto il pentimento è una forza e mette fine a tutto».

Dunque, il pentimento! ma non è sconfessare la provvidenza che m’aveva eletto a suo flagello? non è dire alle potenze: Avete guidato male il mio destino; m’avete fatto nascere con la vocazione di punire, rovesciare gli idoli, rivoltarmi, e poi mi ritirate la protezione e mi costringere a una sconfessione ridicola?
Recitar l’atto di contrizione, far ammenda onorevole!
Strano circolo vizioso […]

Da giovane ero sinceramente devoto, e voi avete fatto di me un libero pensatore. Del libero pensatore avete fatto un ateo, dell’ateo un credente.
Ispirato da idee umanitarie, avevo auspicato il socialismo: cinque anni dopo me ne avete mostrato l’assurdità. Tutto ciò che m’ha entusiasmato, me l’avete confutato.
E se mi volgessi alla religione, sono certo che tra dieci anni mi confutereste anche quella.

Non è forse vero che gli dèi giocano con noi mortali? ecco perché noialtri, beffardi, in piena coscienza, sappiamo ridere nei momenti più tormentati della vita!
Come volete che si prenda sul serio ciò che si manifesta come un’immensa buffonata! […]

Tutti gli antichi dèi, in un’epoca successiva, diventano demoni. Gli abitanti dell’Olimpo sono diventati demoni: Odino, Thor, il diavolo in persona. Prometeo-Lucifero, il porta-luce, degenerato in Satana.
Forse – Dio mi perdoni! – forse anche il Cristo è trasfigurato in demonio. Egli è difatti l’uccisore della ragione, della carne, della bellezza, della gioia, degli affetti più puri dell’umanità. Uccisore delle virtù: lealtà, coraggio, gloria, amore, misericordia!

sedie-vuote-finestre

Il sole splende, la vita d’ogni giorno segue il suo corso, il rumore del lavoro conforta gli spiriti. Sono questi i momenti in cui si erge il coraggio della rivolta! e si lancia al cielo la sfida del dubbio.
La notte, scendono il silenzio e la solitudine, e l’orgoglio svanisce: il cuore batte e il petto si stringe! Uscite allora dalle vostre porte e inginocchiatevi nelle siepe spinosa, andate a cercare il nemico, e trovate un amico che voglia dormire a casa vostra!

Rientrate soli la notte in camera, e troverete che c’è qualcuno; non lo vedete ma ne sentite chiaramente la presenza.
Andate nei manicomi, interrogate gli psichiatri, vi parleranno di nevrastenia, di paranoia, di angina pectoris, e di tutto il resto, ma non vi guariranno mai!
Dove potete dunque andare, voi tutti che soffrite d’insonnia, e che vi aggirate per le strade in attesa che sorga il sole?

Il mulino dell’universo, il mulino di Dio, ecco due parole che sono diventate familiari.
L’avete avuto nelle orecchie quel ronzio che somiglia allo scroscio d’un mulino ad acqua?
Avete osservato nella solitudine, di notte o anche in pieno giorno, i ricordi del passato come s’agitano, quasi risorti, uno a uno, due a due?
Tutti gli errori commessi, tutti i crimini, tutte le sciocchezze, vengono a spingervi il sangue su fino alle orecchie, e vi agitano con un tremito fin nella schiena. Rivivete così la vita vissuta dalla nascita ad oggi, soffrite ancora una volta tutte le sofferenze patite, bevete gli amari calici già tante volte bevuti, e vi crocifiggete lo scheletro, perché non c’è più carne da mortificare, e vi bruciate l’anima perché il cuore è già consumato.

don-chisciotte-mulinoVoi lo conoscete, tutto questo!
È il mulino del Signore, che è lento a macinare, ma trita fino e implacabile. Siete ridotto in polvere, e vi credete finito.
Ma no, tutto ricomincerà e di nuovo verrete macinato al mulino.
Siate felici! È l’inferno su questa terra; l’ha riconosciuto anche Lutero, che giudica una grazia particolare quella d’essere polverizzato da questa parte degli empirei.
Siate felici e riconoscenti!

Che bisogna fare? umiliarsi?
Ma se vi umilierete davanti agli uomini, ne ecciterete l’orgoglio, perché si crederanno migliori di voi, per quanto grande sia la loro scelleratezza.
Umiliarsi davanti a Dio, allora! Ma è un oltraggio abbassare il Supremo al rango di un piantatore che spadroneggia su degli schiavi!
Pregare! Come? arrogarsi il diritto di piegare la volontà e i decreti dell’Eterno, mediante blandizie e servilismo!
Cercare Dio e trovare il diavolo! ecco ciò che m’è accaduto.

Ho fatto penitenza, mi sono emendato, ma appena comincio a risuolare la mia anima, già devo metterci su una toppa: rifai i tacchi e la tomaia cede. Non si finisce più.
Smetto di bere, e torno a casa sobrio verso le nove di sera per prendere del latte. La stanza è piena di demoni che mi scacciano dal letto e mi soffocano sotto le coperte.
Se torno a mezzanotte, ubriaco, m’addormento come un angelo, e mi risveglio forte come un piccolo dio, pronto a lavorare come un forzato.

Evito le donne, e sogni malsani assalgono le mie notti.
Mi abituo a pensare soltanto bene degli amici, gli confido segreti e denaro; e subito mi tradiscono. Se mi ribello a una perfidia, sono sempre io a essere punito.
Cerco di amare gli uomini in generale: mi rendo cieco alle loro colpe, e con indulgenza senza limiti passo sopra a infamie e calunnie; e un bel giorno mi ritrovo complice. Se lascio una compagnia che reputo cattiva, subito vengo attaccato dai demoni della solitudine, e cercando amici migliori ne trovo di pessimi.

(Strindberg, Inferno, 1: 19)