Euripide – Dioniso nato due volte

Dioniso-coscia-Zeus

Una volta, quando la madre che lo teneva in grembo
ebbe le doglie del parto fatale,
ecco!, proprio mentre addosso a lei in volo
la folgore veniva di Zeus,
la madre dal ventre l’espulse,
e fulminata che fu, finì il suo tempo;
allora subito l’accolse il Cronide Zeus
in un grembo segreto:
se lo nascose nella coscia
cucita con fermagli d’oro,
lontano dagli sguardi di Era.

E poi lo generò, al compimento del tempo
fissato dalle Moire, come un dio dalle corna di toro:
l’incoronò di corone di serpi,
donde usano le Menadi gettarsi tra i capelli
la belva uccisa nella caccia […]

Quando l’ebbe strappato al fuoco del fulmine,
Zeus condusse l’infante divino sull’Olimpo.
Era voleva scaraventarlo giù dal cielo,
ma Zeus escogitò una divina macchinazione:
avendo squarciato una parte dell’etere
che avvolge la terra, vi nascose Dioniso in pegno
per sottrarlo all’ostilità di Era; col tempo poi
gli uomini dissero che era stato cucito nella coscia
di Zeus, equivocando sul nome e creando la leggenda
che una volta un dio fu dato in pegno alla dea Era.

(Euripide, Baccanti, 88-104; 288-297)