Verlaine – Arte poetica

arpa-volto

Musica, sovra ogni cosa:
e perciò preferisci il ritmo impari,
più vago e più solubile nell’aria,
senza nulla che pesi o che posi.

È necessario poi che tu non scelga
le tue parole senza qualche svista:
nulla è più caro della canzone grigia
dove l’incerto si sposa al preciso.

Sono begli occhi ombreggiati di veli,
è la gran luce tremula del mezzodì,
è, in un tiepido cielo d’autunno,
l’azzurro brulichio delle chiare stelle!

Perché vogliamo ancora la sfumatura
non il colore, sol la sfumatura.
Oh, la sfumatura, sol essa sposa
il sogno al sogno e il flauto al corno.

Fuggi a gran fretta l’arguzia assassina,
lo spirito crudele e il riso impuro,
che fanno pianger gli occhi dell’azzurro,
e tutto quell’aglio di bassa cucina!

Prendi l’eloquenza e torcile il collo!
E farai bene, in vena d’energia,
a moderare un pochino la rima.
Fin dove andrà, se non la tieni d’occhio?

Oh, chi dirà i torti della rima?
Qual bimbo sordo o quale negro pazzo
ci foggiò mai quel gioiello da un soldo
che suona vuoto e falso sotto la lima?

Musica, ancora e sempre!
Il tuo verso sia la cosa involata
che si sente fuggire da un’anima avviata
verso altri cieli, ad altri amori.

Il tuo verso sia la buona avventura
sparsa al vento increspato del mattino
che va sfiorando la menta e il timo …
e tutto il resto è letteratura.

(Verlaine, Allora e ora)