Shipaia – Perché gli uomini continuano a morire

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«Non è bene che gli uomini muoiono», pensò il demiurgo e, desiderando renderli immortali, disse loro: «Appostatevi in riva all’acqua e attendete che qualcuno venga a prendervi per traghettarvi sull’altra sponda. Approderanno qui di seguito tre piroghe. Mi raccomando: lasciate andar via le prime due, e salutate e abbracciate solo lo spirito che verrà a prendervi per ultimo!».

Gli uomini fecero come il demiurgo aveva detto. Si appostarono sulla riva del fiume e si misero in attesa.
La prima piroga che venne, conteneva una cesta piena di carne putrida e puzzolenta. Gli uomini le corsero incontro, ma il cattivo odore li respinse. Essi pensarono: «Questo è l’odore della morte», e perciò si ritrassero.

E invece la morte era a bordo della seconda piroga, e aveva sembianze umane. E così gli uomini l’accolsero bene e l’abbracciarono.
«Questo spirito – dissero – è uno di noi! è certamente lui l’Uomo che non muore».

Quando sopraggiunse la terza piroga, il demiurgo dovette constatare che gli uomini avevano scelto, ahimé, la morte, a differenza invece dei serpenti, degli alberi e dei sassi che avevano invece atteso lo Spirito dell’immortalità.
Se avessero fatto lo stesso, gli uomini cambierebbero pelle una volta divenuti vecchi e ringiovanirebbero come i serpenti.

(estratto da Lévi-Strauss, Il crudo e il cotto)