Nibelunghi – Il punto debole di Sigfrido

Sigfrido-uccide-drago

Quando uccise il drago là, sulla montagna,
si bagnò nel suo sangue, il nobile guerriero,
perciò non lo ferisce nessun’arma in battaglia.

Tuttavia sono in ansia quando egli è nella mischia,
e volano le aste scagliate dai guerrieri,
perché temo di perdere l’uomo che mi è caro.
Ahimé, quante pene soffro per Sigfrido!

Con te mi confido, carissimo parente,
fiduciosa che tu non manchi alla tua fede.
Dove il mio caro sposo può essere ferito,
io ti svelerò; lo affido al tuo onore.

Quando dalle ferite del drago scorreva il sangue ardente,
e in esso si bagnava il prode cavaliere,
gli cadde tra le spalle una larga foglia di tiglio.
Là può essere ferito; per questo mi cruccio.

(Cantare dei Nibelunghi, 15: 899-902)