Nag Hammadî – Psiche prostituta pentita

NagHamadi-mapI saggi che furono prima di noi, diedero a Psiche un nome di donna.
Poiché lei è davvero di genere femminile, ha un grembo materno.
Ora però, finché rimase presso il Padre, fu vergine e fu androgino; ma non appena cadde giù nel corpo e in questo corpo venne la vita, cadde nelle mani di molti predatori.
E i malfattori se la passarono l’un l’altro e la contaminarono. Alcuni le usarono violenza, altri la sedussero con doni ingannevoli. In breve, la stuprarono.
E così perse la sua verginità e si prostituì col proprio corpo, concedendosi a chiunque … ma alla fine tutti se n’andarono e l’abbandonarono.

Lei divenne una povera vedova, senza nessun aiuto. Nel suo dolore non trovò ascolto, poiché altro non ottenne che lazzi in risposta …
Ma il Padre di lassù la vide e la udì singhiozzare. La udì che si lamentava: pentita della lussuria a cui si era abbandonata, invocava il Suo nome perché la soccorresse: «Padre mio – diceva singhiozzando – posso spiegarti, ti supplico, perché sono fuggita via dalla tua casa, lasciando vuoto il letto nella mia camera verginale. Ti supplico, non mi abbandonare quaggiù. Ecco, ora di nuovo a te, nei cieli, volgo il mio sguardo: Padre mio, lasciati vedere!».
E quando il Padre la vide in questo stato, la trovò degna della Sua compassione.

(Nag Hammadî, L’esegesi dell’anima)