Schatzman – L’interesse dei Senoi per i sogni

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Nel 1935, Kilton Stewart, antropologo americano, incontrò i Senoi, una tribù che vive nella giungla malese e che, a dir suo, adotta metodi psicologici e di relazioni interpersonali così sorprendenti da far pensare che possano venire da un altro pianeta. I successi da loro ottenuti in questo campo, a suo avviso, stanno alla pari con quelli riportati da noi nella fisica nucleare.
Egli li studiò, o piuttosto imparò da loro durante i quindici anni successivi. Osservò che erano esenti da «crimini violenti, conflitti armati e da malattie mentali e fisiche». Poi dice:

Sono, forse, il gruppo più democratico di cui si riferisce nella letteratura antropologica. Nell’ambito familiare, in quello economico e in quello politico, la loro società opera armonicamente sul principio del contratto, dell’accordo e del consenso democratico, senza alcun bisogno della forza di polizia, del carcere, dell’ospedale psichiatrico per rinforzare gli accordi e isolare quelli che non vogliono o non possono raggiungere il consenso.
(Kilton Stewart, Dream Theory in Malaya)

Inoltre i Senoi hanno raggiunto ciò per cui noi abbiamo combattuto, la pace.
Ammontano a circa dodicimila, sono illetterati e, in base ai nostri parametri scientifici e tecnologici, primitivi. Il loro concetto di numero è semplice, con solo quattro unità: uno, due, tre e molti. Vivono in ampi nuclei familiari, dentro capannoni comuni fatti di canne di bambù e di malacca e di paglia, tenuti lontani dal terreno mediante pali. Trascorrono una minima parte del loro tempo nelle occupazioni materiali necessarie alla sussistenza, come coltivare e raccogliere il cibo. Dedicano il resto del tempo a sognare progetti.

I sogni sono l’interesse principale dei Senoi. Ogni mattina a colazione ciascun membro della famiglia racconta un sogno. I bambini iniziano a raccontare i sogni non appena imparano a parlare e vengono per questo elogiati. Gli adulti interrogano il bambino sul suo comportamento nel sogno. Si congratulano con lui se il suo comportamento è stato giusto secondo il loro sistema; gli dicono in che cosa ha sbagliato nel sogno e gli indicano come può cambiare atteggiamento e comportamento nei sogni futuri.

Dopo la colazione, molti adulti vanno al consiglio del villaggio dove la discussione dei sogni continua. Si discute ogni simbolo del sogno e ogni situazione.
La maggior parte delle decisioni politiche e delle attività quotidiane deriva da queste discussioni: la tribù prende le decisioni principali basandosi sui sogni dei capi; e gli individui creano costumi e pitture, eseguono danze e cantano canzoni che hanno visto o udito nei sogni.
L’attività politica è ritenuta dai Senoi l’equivalente degli psicologi.
Stewart dice dei Senoi:

… la loro psicologia dell’interpretazione dei sogni potrebbe essere riassunta nel modo seguente: l’uomo crea aspetti o immagini del mondo esterno nella sua mente come parte del processo di adattamento. Alcuni di questi tratti sono in conflitto con lui e con ciascun altro. Una volta interiorizzate, queste immagini ostili rivolgono l’uomo contro se stesso, contro i suoi compagni.
Nei sogni, l’uomo ha il potere di vedere questi fatti della sua psiche, che sono stati mascherati in forme esteriori, associati con le sue emozioni paurose e rivolti contro di lui e contro le immagini interne del resto della gente.
Se l’individuo non riceve aiuto sociale attraverso l’educazione e la terapia, queste immagini ostili, costruite dalla recettività normale dell’uomo verso il mondo esteriore, si legano assieme e si associano l’una all’altra in un modo che lo rende fisicamente, socialmente e psicologicamente anormale.
Senza aiuto, questi esseri del sogno, che l’uomo crea per riprodurre all’interno di sé l’ambiente socio-fisico circostante, tendono a restare contro di lui, nel modo in cui l’ambiente circostante era contro di lui, o a dissociarsi dalla sua personalità principale e collegarsi in funeste tensioni psichiche, organiche e muscolari.
Con l’aiuto dell’interpretazione dei sogni, queste repliche psicologiche dell’ambiente socio-fisico circostante possono essere nuovamente dirette e organizzate e divenire nuovamente utili alla personalità principale.
Il Senoi crede che qualunque essere umano, con l’aiuto dei compagni, possa far fronte, padroneggiare ed effettivamente utilizzare tutti gli esseri e le forze nell’universo dei sogni […] e che ogni persona dovrebbe essere il legislatore e il padrone supremo dei propri sogni o dell’universo spirituale, e che possa richiedere e ricevere l’aiuto di tutte le forze che vi risiedono.
(Kilton Stewart, Dream Theory in Malaya)

I Senoi ritengono che l’esperienza e il comportamento nel sogno rivelino il modo in cui il soggetto da sveglio si pone in rapporto con se stesso e con l’ambiente; cambiamenti nell’esperienza e nel comportamento nel sogno influenzano l’esperienza e il comportamento da svegli.
Due princìpi generali si possono astrarre dall’approccio del Senoi ai sogni:

1. Affrontate e vincete il pericolo nei sogni. Per esempio, se un bambino Senoi racconta di essere stato inseguito in sogno da una tigre, gli si potrebbe dire che una tigre in sogno, contrariamente alla tigre nella vita reale, lo inseguirà solamente se egli ne avrà paura.
La volta successiva in cui fa quel sogno – gli viene detto che presto lo rifarà – dovrà girarsi e affrontare e attaccare la tigre. Se non riuscirà ad abbattere la tigre da solo, dovrà nel sogno chiamare in aiuto gli amici del sogno e lottare da solo fino al loro arrivo.

Se il nemico del sogno è stato affrontato e vinto, i Senoi dicono che il suo spirito è obbligato a dare un dono al sognatore […]
Questo dono può essere una poesia, un racconto, una canzone, una danza, un disegno, una pittura o qualche altra bella cosa. Oppure può essere qualcosa di utile, come un’invenzione o la soluzione di un problema. Il valore del dono dovrebbe essere tale per cui il sognatore ottiene nella vita reale il riconoscimento sociale della sua validità.
(Garfield, Creative Dreaming)

Nell’adolescenza, il bambino Senoi non ha più incubi; i suoi sogni sono ormai adeguati al modello che la sua società richiede.

2. Avanti verso il piacere nei sogni. Il bambino è incoraggiato a godere delle piacevoli sensazioni del sogno. Se in sogno un bambino cade nel vuoto, gli si dice di rilassarsi, di lasciarsi cadere, di scendere a terra per vedere quali cose interessanti può trovare. O gli si dice di provare a volare.
incubo-cadere-vuotoA qualsiasi età al sognatore si insegna ad intensificare i contatti sessuali piacevoli e a protrarli fino al rapporto completo e all’orgasmo. Dopo aver raggiunto l’orgasmo, il sognatore deve chiedere all’amante del sogno un dono del tipo sopra descritto.

L’approccio del Senoi risulta, sembrerebbe, nell’apprendere a
a) considerare la propria esperienza accettabile dalle prime figure autoritarie, come i genitori;
b) mutare il proprio mondo emotivo e specialmente a essere padroni delle proprie angosce;
c) esercitarsi a essere padrone nel proprio universo «interno»;
d) accrescere il libero gioco dei propri poteri immaginativi e creativi.

I Senoi dimostrano ulteriore saggezza nel raccomandare che le azioni da svegli si basino sugli eventi del sogno. Se in sogno si offendono le immagini sognate dai compagni o ci si rifiuta di cooperare con loro, nella vita diurna bisognerà preoccuparsi di andare a dimostrare amicizia e cooperazione.
Se in sogno l’immagine di un amico ci ferisce, nella vita diurna bisognerà informarne l’amico, così che egli possa annullare la sua immagine negativa del sogno con un comportamento amichevole da sveglio.

Ho riscontrato che alcuni metodi dei Senoi sono applicabili alla mia stessa esperienza del sogno e a quella dei miei bambini e di persone che ho avuto in terapia.
Voglio qui citare solo un esempio.

Qualche giorno dopo il mio ritorno a casa da un viaggio di tre settimane, Daniel, il mio bambino di cinque anni, sognò che due volti lo attaccavano nel soggiorno. Nel sogno, egli si gettava impaurito nelle braccia della mamma, come pure il fratello minore, anche lui presente nel sogno di Daniel. Le volpi tuttavia continuavano ad attaccare. Si svegliò nel cuore della notte e mi raccontò che cosa era successo.
Risposi al sogno secondo i princìpi Senoi.

Una mattina, una settimana dopo, Daniel mi disse che nel sonno aveva visto di nuovo le volpi nel soggiorno, e che questa volta c’ero io sotto forma di leone e avevo spaventato le volpi fino a farle fuggire.
Lo elogiai per aver trasformato il sogno e gli suggerii di sognarlo di nuovo e di vincere le volpi, questa volta senza la mia assistenza nel sogno.
Qualche giorno dopo sognò di nuovo la stessa scena. Questa volta aprì la porta di casa e le volpi corsero fuori. Quindi un sopraggiunse un autobus. La porta dell’autobus si aprì, egli mise le volpi nell’autobus e ne richiuse lo sportello. L’autobus partì.
Gli suggerii di fare un altro sogno ancora, in cui chiedesse alle volpi un dono. Ma rifiutò, dicendo che non ce n’era motivo in quanto gli unici doni che avrebbe voluto, certi giocattoli, non sarebbero esistiti fuori del sogno.

Le priorità dei Senoi differiscono dalle nostre. L’educazione che noi riceviamo tende a renderci sicuri in alcune attività: impariamo a leggere e a scrivere, a fare i conti, a praticare gli sport, a suonare strumenti musicali; e quando commettiamo un errore, riceviamo un feedback correttivo.
Ma la nostra cultura manca di una tradizione simile, atta a sviluppare altre capacità, ad imparare ad affrontare e controllare i sogni, o le emozioni, gli stati d’animo, le fantasticherie e le sensazioni corporee. I genitori occidentali fanno di tutto per convincere i bambini a non tener conto della realtà dei sogni e degli incubi: «È solo un sogno», dicono.

La nostra società rifiuta alle immagini del sogno il diritto di entrare nell’educazione quotidiana e nella vita reale. Freud usava analogie politiche per rappresentare il governo della nostra esperienza; aveva ragione a dipingere censori e doganieri alle porte della nostra consapevolezza, anche nel sonno. Ciò che Freud considerava il nostro «inconscio» è ciò di cui lui e noi, data la nostra alienazione culturalmente condizionata, non siamo consci.
Dal momento che l’es è rimasto conscio di noi, c’è ancora speranza.

(Morton Schatzman, Sogni e politica)