Tabarî – La storia di Quello dalle due Corna

Alessandro è chiamato Quello delle due Corna (Dhu al-Qarnayn) perché andò da un capo all’altro del mondo. La parola qarn vuol dire «corno» e le estremità del mondo sono chiamate «corna». Alessandro è chiamato Quello delle due Corna perché andò alle due estremità del mondo, a oriente e a occidente.
È detto: «E ti chiederanno ancora di Quello delle Corna» (Corano, 18: 83) e, in un altro versetto: «Giunse fino al luogo dove il sole tramonta» (ibidem, 86) e, in un altro ancora: «Giunse fra le Due Barriere» (ibidem, 93).
Le Due Barriere stanno fra due alti monti. Le innalzò per fermare gli Yagug e i Magug […] Quello delle due Corna era andato prima a occidente, e quando tornò andò a oriente, attraverso il Tibet, e costruì le Due Barriere per fermare gli Yagug e i Magug […]

‘Abd Allâh figlio di ‘Abbâs disse: «Quello delle Due Corna con tutto l’esercito rimase per un anno in Occidente e chiamò gli uomini a Dio; ma non credettero in lui, salvo un solo uomo. Allora li uccise tutti, e quell’unico lasciò vivere».
Alessandro-AngeloSi dice anche che Quello delle due Corna dapprima fosse soltanto re e più tardi abbia ottenuto il dono della profezia. Per tale affermazione ci si appoggia su questo versetto: «Gli dicemmo: O Uomo dalle due Corna» e si pretende che Dio gli abbia parlato con una visione.
Altri sostengono che non era profeta e che le parole di Dio arrivarono nel cuore di Quello delle due Corna per una ispirazione, non per un dialogo con Dio […]

Gli uomini che vivono a Oriente e sui quali il sole sorge, non hanno nulla per proteggersi dal sole, né case, né muri, né vesti, perché vivono in un deserto, fra la sabbia, e non si può costruire nulla. Non hanno vesti perché non coltivano la terra e non producono cotone, e cercano il loro cibo in altri territori. Là, da loro, il caldo è fortissimo e tutti, uomini e donne, sono nudi come animali. Si accoppiano e fanno i loro bisogni in pubblico.
In Oriente il sole sorge ardentissimo, ed essi cercano di proteggersi dal suo ardore finché, a metà del giorno, declina e li abbandona per riapparire il giorno successivo […]

Nell’estremo Occidente erano due alti monti, fra i quali c’era una gran valle e un valico. Si dice che quel valico fosse largo mille cubiti. Su quei monti vivevano uomini credenti. È detto: «E trovò, al di qua di esse, un popolo che appena comprendeva parola» (ibidem, 93).
Quegli uomini gli si sottomisero, professarono la vera fede, e Quello delle due Corna li trattò con bontà. Si fermò fra i due monti. Solo Dio sa quanto sono alti. Nessun sentiero va fino in vetta.

Dall’altro lato, oltre i monti, c’era un popolo della stirpe di Adamo. Erano chiamati Yagug e Magug, ed erano tanto numerosi che solo Dio sa quanti fossero. Gli uni erano progenie di Gôg, gli altri progenie di Magôg.
Gôg e Magôg erano fratelli, figli di Yafet, figlio di Noè. Dopo il Diluvio andarono a Oriente e si stabilirono dietro quei monti. La progenie di ognuno dei due fu così numerosa da formare un gran popolo.

Somigliano agli altri uomini, ma sono alti due cubiti, e le loro orecchie sono così lunghe che le trascinano per terra. Non hanno vesti, vanno nudi. Si accoppiano in pubblico, come gli asini, i buoi e le bestie selvagge, senza provare vergogna. Quando vogliono dormire, con un’orecchia fanno un cuscino, e con l’altra si coprono.
Non seminano la terra; il loro cibo consiste in semi di carrube, duri e secchi. Non hanno religione e non conoscono Dio. Il loro numero non diminuisce mai, perché nessuno di loro muore prima d’aver generato mille figli maschi e mille figlie femmine.

Spesso facevano sortite fra quelle montagne, e attaccavano i credenti che stavano dall’altra parte. Commettevano atti di violenza. Uccidevano chiunque incontrassero. Divoravano il cibo, l’erba, i frutti, e persino le foglie degli alberi. I credenti non erano in grado di resistere, e quando seppero che fra loro era giunto Quello delle due Corna, si riunirono e dissero: «Soltanto la potenza di questo re può liberarci da Yagug e Magug».

Andarono da Quello delle due Corna e gli dissero: «O Uomo dalle due Corna, Gôg e Magôg corrompono la nostra terra. Sei disposto ad accettare il nostro tributo a patto che tu costruisca fra noi e loro una barriera?».
Rispose: «Il potere che il Signore mi ha dato è meglio del vostro tributo; ma voi aiutatemi con forza, ed io porrò fra voi e loro una muraglia». Cioè: aiutatemi con molti uomini, affinché io innalzi fra i due monti una barriera tale che quelli non vi possano più raggiungere.

Molti uomini si riunirono, e disse loro: «Portatemi blocchi di ferro». Ordinò che ogni uomo portasse un blocco di ferro e lo mettesse fra i due monti, a mo’ di mattone, finché lo spazio non fosse riempito. Poi disse: «Soffiate! E quando di quel ferro ebbe fatto fuoco, ordinò: Portatemi bronzo fuso che ve lo versi sopra» (ibidem).
Ordinò di portare una quantità di bronzo pari a quella del ferro, poi lo fece mettere nelle fucine, perché fondesse. Fece mettere il fuoco anche sotto il ferro, e ordinò di soffiare, in modo che tra i due monti furono fusi ferro e bronzo.

Fatta la fusione, fece mettere il bronzo in bacili, lo fece portare in cima ai monti e lo fece versare sul ferro, così che il bronzo fuso si mescolasse col ferro fuso. Il tutto venne poi lasciato raffreddare e divenne solido.
C’era dunque fra i due monti un muro solido di ferro e bronzo. Yagug e Magug rimasero oltre la muraglia, e i credenti furono liberati dai loro attacchi […]

Gog-Magog

Quando giungerà il giorno della risurrezione, e la promessa di Dio agli uomini starà per compiersi, Gôg e Magôg spaccheranno la muraglia e verranno giù da ogni valico, da ogni vetta.
‘Abd Allâh figlio di ‘Abbâs e ‘Alî figlio di Abû Tâlib dicono: «Al sorgere del giorno del giudizio Yagug e Magug usciranno. Divoreranno ogni specie di cibo che c’è sulla terra, erbe, grani, frutti e perfino le foglie degli alberi. Berranno l’acqua di tutti i fiumi e dei mari, e tutte le sorgenti asciugheranno, e gli uomini morranno di sete. Allora ‘Israfîl farà sentire il primo dei terribili squilli di tromba, e tutti gli uomini morranno».

Vengono riferite queste parole di ‘Alî figlio di Abû Tâlib: «Oggi Yagug e Magug tentano di uscire, di spaccare la muraglia di Quello delle Corna; ma non possono riuscirci. Ogni giorno, quando s’alza il sole, un milione di loro si piazzano in un punto davanti alla muraglia, e la leccano; quando il sole tramonta, la muraglia è fine come guscio d’uovo. Allora dicono: “Domattina la spaccheremo e usciremo”. Ma non aggiungono: “Se piace a Dio”. La mattina dopo la muraglia è spessa come prima che la leccassero. E così fanno ogni giorno. Ma quando la sentenza della loro liberazione sarà emanata, fra loro nascerà un bambino che crederà in Dio, e diventerà adulto. Si avvicinerà alla muraglia leccata, ed essi la sera diranno: “L’abbiamo raspata, domani la spaccheremo”, e il credente aggiungerà: “se Dio vuole”. La mattina dopo la muraglia sarà sottile; la spaccheranno e usciranno».

(Tabarî, I Profeti e i Re)