Aiguesmortes – Il Libro della sinistra

Uccello, amico mio, mia chimera, sei vissuto con questo mito dei peli. L’ombra di questa grande mano lunare, dove imprimi le chimere del tuo cervello, non arriverà mai sino alla vegetazione del tuo orecchio, che gira e formicola a sinistra con tutti i venti del tuo cuore.
A sinistra i peli, Uccello, a sinistra i sogni, a sinistra le unghie, a sinistra il cuore. È a sinistra che tutte le ombre si aprono, navate come orifizi umani…
(Artaud, Uccello il pelo)

C’è un mondo «alla sinistra» del Libro. Un mondo incompreso in tutte le Scritture della Mano Destra. Un mondo espulso dal Mondo in modo che nessuno lo vedesse. Così almeno era una volta.
Oggi, oggetto di nuove cure e trattamenti, quel mondo è «internato», murato vivo dentro ognuno di noi. Forse è sempre stato così, e solo ora ne abbiamo contezza.
Quel mondo ci è dentro, a sinistra. Qualcuno dice che ci è «caduto dal cervello», per andarsi ad allocare dal lato del cuore, dove nascono crescono e muoiono i nostri sogni. A ogni nascita e a ogni morte costringendoci a domandare: cosa ci manca per «realizzarli»? c’è forse qualcuno che, soffiandoci sopra, qualcuno che «dall’alto» ci possa insegnare a dare vita a una nostra chimera?

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Picasso – La Rêve

C’è un Libro «alla sinistra» del Mondo. Un libro muto. Non vi è scritta una sola parola di senso compiuto. Solo lettere. Solo consonanti, a essere precisi. Vi sono scritti solo «gli attrezzi da gioco». E per giunta, in disordine alfabetico. Qua e là, sparsi a casaccio. Di modo che sia sempre un analfabeta a «riordinarli».
Ti dice niente Psiche, come Vassilissa, chiamata a fare la cernita dei semi?
Dice: ma ci sono scritte pure le Istruzioni per l’uso?
La risposta è: No! – perché se ci fossero scritte, sarebbe come tutti i libri della Destra. O al più sarebbe un libro ambidestro!

Ambidestro come il Sefer Yetsirah, per esempio. Un libro che istruisce a fare e disfare, costruttivo e distruttivo di ciò che vi è scritto. Nessun idolo, nessun Golem deve restare in piedi, una volta che l’hai letto.
Il libro stesso si raccomanda: vuole essere letto e … dimenticato. Vuole che i suoi «insegnamenti» siano «riconsegnati» al Signore dell’Oblio che, stando alla tradizione, sarebbe stato l’Autore del Libro. Quello che l’ha scritto con tutt’e due le mani.
Perciò conviene «essere in due», quando lo si consulta. Essere Colui che alle sue «istruzioni» si affida, e insieme ne diffida.

Nient’altro. Solo lettere per comporre parole e frasi.
Questo è il Libro della Mano Sinistra, il tantra degli attrezzi linguistici, della materia prima dei nomi che diamo alle «cose». Il Sefer Yetsirah non è che uno dei suoi tardivi Commenti. E che a noi sembri primitivo, arcaico, astruso, è solo la prova di come ci siamo ridotti noi – noi che scriviamo e leggiamo solo con la Destra, e solo ciò che è scritto alla Destra del Padre.
E già, gli antichi anatemi, le espulsioni dalla Norma, sono ancora all’ordine del giorno. Funzionano sempre: intimidiscono, quando non spaventano. Osi nientemeno mettere in discussione la Torah?
Era così già a scuola: il professore mi cacciava dall’aula. S’illudeva, oggi suppongo, che bastasse a esorcizzare il Mostro che aveva dentro. Dentro, alla sua sinistra.

Nel Libro della Mano Sinistra, il Sole sorge a Occidente. Il Nome, l’Astro, appare solo al tramonto dell’infanzia illetterata.
Solo dopo che l’hai letto e, mi raccomando, dimenticato, solo quando avrai saputo che ogni tua sapienza ti è servita a dimenticarlo, solo allora saprai che tu, a questa rinnovata dimenticanza, sei debitore di ogni tua credenza, che insomma i peli e le unghie di tutte le tue chimere, i dettagli, le minuzie, gli scarti, gli omissis, sono essi gli «attrezzi» che ti passi da una vita all’altra, da una morte a una rinascita, da uno svenimento all’altro passando per un occasionale risveglio, e magari prendendo a volo l’occasione per sentirti un nuovo Buddha.

(Aiguesmortes, Udite! Udite!)