Rilke – Tu, amico mio

Rilke

Tu, amico mio, sei solo perché …
noi con parole e cenni delle dita
poco alla volta ci appropriamo del mondo,
forse della parte sua più debole e rischiosa.

Chi indica un odore con le dita?
Eppure delle forze che ci minacciano
molte tu le senti … tu conosci i morti,
e hai paura dell’incantesimo.

Vedi, adesso dobbiamo raccogliere
frammenti e parti, come se fossero il tutto.
Aiutarti, sarà difficile. Anzitutto: non piantarmi

nel tuo cuore. Crescerei troppo presto.
Ma voglio guidare la mano del mio Signore
e dire: eccolo qui Esaù nel suo vello.

(Rilke, Sonetti a Orfeo, 16)