Eliade – Il postulante inghiottito dal Serpente

aborigeni-Australia

Berndt ha osservato nel deserto occidentale dell’Australia un’iniziazione con uno scenario alquanto complesso.
Mentre i presenti piangono la sua morte in quanto sta per essere «tagliato a pezzi», il postulante si reca fino a un determinato punto d’acqua. Lì, due «uomini-medicina» gli bendano gli occhi e lo gettano nelle fauci del grande Serpente, Wonambi, che lo inghiotte.
Il postulante rimane nel ventre del Serpente per un tempo indefinito. Alla fine i due «uomini-medicina» danno al Serpente due topi-canguro e allora il Serpente risputa il postulante, scagliandolo molto in alto.

Egli ricade «di fianco a un certo buco nella roccia» e i dottori partono in cerca di lui, «andando a vedere tutta una serie di massi con un buco e accampandosi presso di essi, finché non lo trovano nell’ultimo».
Egli però è stato ridotto alla dimensione di un neonato, «poiché così lo ha reso Wonambi». (Si vede qui il tema iniziatico del ritorno alla condizione embrionale nel ventre del mostro, omologo del ventre materno).
Prendendo il neonato in braccio i dottori ritornano in volo al loro accampamento.

Dopo questa consacrazione, che è essenzialmente mistica, in quanto è praticata da un Essere soprannaturale, comincia l’iniziazione vera e propria, in cui il ruolo principale è svolto da un certo numero di maestri anziani.
Posto al centro di un cerchio di fuochi, il candidato neonato cresce rapidamente e ritrova la dimensione di adulto. Dichiara di conoscere bene il Serpente e di essere addirittura suo amico, in quanto è rimasto per un certo tempo nel suo ventre.

Segue poi un periodo di isolamento, nel corso del quale il candidato medita e discorre assieme agli spiriti.
Un giorno i dottori lo portano nella savana e lo spalmano di ocra rossa. «Viene fatto stendere supino davanti ai fuochi e si dice che è morto. Il dottore capo comincia a rompergli il collo e i polsi e a slogargli le articolazioni dei gomiti, delle anche, dei ginocchi e delle caviglie […] In realtà l’operatore non amputa sul serio ciascuna parte, ma piuttosto si limita a fare dei segni con la pietra».

In ogni taglio il «dottore» mette una conchiglia vivificante; infila anche delle conchiglie nelle orecchie del candidato, in modo che questi sia in grado di intendere gli spiriti, gli stranieri e gli animali e «nella sua fronte, affinché possa girarla in ogni direzione».
Anche il suo stomaco viene riempito di conchiglie, «perché possa godere di una vita che si rinnova, ed essere al riparo da qualsiasi arma con cui lo si volesse attaccare».
Gli «uomini-medicina», poi, lo «cantano» ed egli risuscita.
Tutti fanno ritorno all’accampamento principale e qui il nuovo dottore viene messo alla prova: gli uomini totalmente iniziati scagliano contro di lui le loro lance, ma, in virtù delle conchiglie di cui è pieno, egli non soffre alcun male.

È questo un esempio significativo di iniziazione molto complessa. In essa riconosciamo due principali temi iniziatici: 1) il fatto di essere inghiottito da un mostro e 2) quello di essere tagliato a pezzi; dei due solo il secondo è tipico dell’iniziazione degli «uomini-medicina».
Tuttavia, malgrado il suo ritorno nel ventre materno, il postulante non muore nelle viscere del Serpente, in quanto conserva il ricordo del suo soggiorno.
La vera morte iniziatica è provocata dai vecchi maestri e nel modo riservato agli «uomini-medicina»: smembramenti del corpo, sostituzione di organi, introduzione di sostanze magiche.

(Eliade, La creatività dello spirito)