Ibn ‘Arabî – Il segreto del far-essere

Da questo cielo [di Mercurio] l’adepto apprende il «segreto del far-essere» (sirr al-takwîn) che [è quello di] Gesù che risuscita i morti, prima modellando la forma d’un uccello, poi soffiandoci sopra di modo che quella, divenuta uccello, prende il volo (cfr. Corano, 3: 49 e 5: 110).

… e lo manderà come Suo Messaggero ai figli d’Israele, ai quali egli dirà: «Io vi porto un segno del vostro Signore. Ecco che io vi creerò con dell’argilla una figura d’uccello e poi vi soffierò sopra e diventerà un uccello vivo col permesso di Dio; e guarirò anche, col permesso di Dio, il cieco nato e il lebbroso e risusciterò i morti e vi dirò anche quel che mangiate e che conservate nelle vostre case»
(Corano, 3: 49)

E quando Iddio disse: «O Gesù figlio di Maria, ricorda il mio favore verso di te e verso la madre tua, quando ti confermai con lo Spirito Santo, e tu parlavi alla gente dalla culla come un adulto, e quando ti insegnai il Libro e la Sapienza e la Torâh e il Vangelo, e quando plasmavi dal fango come una figura d’uccello, col Mio permesso, e vi soffiavi sopra e diventava un uccello, col Mio permesso, e quando tu guaristi il cieco nato e il lebbroso, e quando risuscitavi i morti»
(Corano, 3: 49)

Cos’è dunque possibile «col permesso di Dio»: che l’uccello voli? o piuttosto «col permesso di Dio» Gesù [si limita a] modellare la forma dell’uccello e a soffiarvi dentro? [nel qual caso è Dio che la «fa-essere», mentre Gesù non avrebbe che il permesso di modellare la forma che Dio vivificherà?]
Insomma a quale azione delle due qui evocate va riferita l’espressione «col Mio permesso» o «col permesso di Dio»? va riferita al fatto che la forma diventa uccello vivo o a che Gesù vi soffia sopra?

alchemicaPer i teologi, è [solo] Dio che fa diventare l’uccello vivo, mentre per i cercatori e i maestri degli stati mentali, Dio permette che sia Gesù a soffiarvi [la vita].
Ebbene, colui che accede a questo cielo e si ricongiunge con Gesù e Giovanni Battista, l’apprende da fonte certa. Ma questo sfugge fatalmente al teorico: il sapore di una tale gnosi sfugge alla sua portata.

Gesù è lo «Spirito di Allâh» (Rûh Allâh), mentre Giovanni Battista detiene la «Vita». Ora, come Spirito e Vita sono indissociabili, così allo stesso modo Gesù e Giovanni Battista sono inseparabili, perché tutt’e due assieme custodiscono questo segreto [del far-essere].
Infatti, a dire il vero, Gesù detiene le due vie della Scienza alchemica. La prima è quella della «produzione» che consiste per Gesù nell’atto di creare l’uccello d’argilla e nell’atto di soffiarvi sopra. La forma dell’uccello fu prodotta da tutt’e due le sue mani, e se spiccò il volo fu grazie al suo soffio, al soffio della sua anima. Questa, in alchimia, è detta la «via dell’opera demiurgica».

La seconda via consiste nel «vincere i mali»: ecco allora che Gesù guarisce il cieco e il lebbroso dalla cecità e dalla lebbra, mali che li affliggevano sin dal grembo materno e che rientrano tra gli imponderabili del processo della generazione.
Per queste due vie, l’adepto può acquisire la scienza delle proporzioni e della bilancia naturale e spirituale, poiché Gesù le unifica entrambe nella sua persona.

(Ibn ‘Arabî, L’alchimia della felicità perfetta, 36-37)