Campana – La vita elettrica

Durante la prima seduta si svolsero queste domande e risposte: «Signor Campana, mi permetta di presentarmi ammiratore dei suoi lavori letterari, augurando li riprenda presto».
«Ero una volta scrittore ma ho dovuto smettere per la mente indebolita. Non connetto le idee, non seguo … ora, ora bisogna mi occupi di affari più importanti».
«Ma lei soffre lontano da amici, studi, famiglia, inerte e in dolorosa compagnia».

«Niente affatto, sono contentissimo di essere qui. Faccio sposare tutte le principesse. La mia famiglia non c’è, io sono di tutto il paese. Avevo tre cugine: una è Bona di Savoia che sposò un Wittelsbach, un’altra sposò il conte Calvi e la Mafalda ha sposato un Assia. Amici non ne ho. La mia vita è di parlare continuamente, sono una stazione telegrafica assolutamente. Non aveva nessun senso la vita che facevo prima. Sono contentissimo così, perché faccio tutto l’ordine del mondo».

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Picasso – Les Demoiselles d’Avignon

«Pure la lodavano per l’ingegno poetico. Converrebbe riprendere …».
«Sono occupato in comunicazioni! Sto in comunicazione con Milano; una specie di grammofono, di telegrafo senza fili. Io sono in comunicazione con Parigi Londra Berlino. È una forma di suggestione che esercito tra Continenti. La scrivo tutta io la stampa. Rappresento dei fatti impossibili. Io sono il soggetto guerra. Sono io che faccio sposare le principesse, le principesse sono l’industria dei morti, i morti sono una specie di critica che fanno gli alleati alla Germania. Sono in una trafila suggestiva, devo riflettere tutti i soggetti della stampa. Tutta la stampa è tutta scritta sul mio tema, son tutte cose false che fanno fare dai tedeschi.

«La mia vita è di parlare continuamente. Ad esempio in America si deve eleggere un presidente favorevole agli alleati, sono pretese italiane per mandare avanti questo governo, sono dei pretesti ironici. Sono il direttore dell’Italia, sono gli Alleati che esercitano suggestioni al governo, lo fanno andare avanti in quel modo. Faccio il pagliaccio del governo per mandarlo avanti. Io devo provocare il terremoto in Giappone per risolvere le questioni italiane, l’Italia è tutta in falso dalla prima all’ultima parola. I terremoti sono i rapporti della guerra della Russia, servono a esaurire i morti, siccome la Russia è un pericolo sociale. E così hanno fatto un processo alla Germania e alla Russia e così esauriscono dei temi di guerra. Se prendono un popolare o un socialista e lo mettono a capo del governo, provocano il terremoto, questo stato assurdo provoca il terremoto. Fanno delle agevolazioni con la Russia per assurdo, quindi il terremoto. Si formano stati caotici che provocano terremoti ed il terremoto è una sepoltura dei morti, c’è qualche moto pittoresco qua e là per fare degli effetti».

«Sarà come dice lei, ma gli avvenimenti che narra, signor Dino, non sono credibili. Lei passa qui il tempo senza costrutto. Si troverà vecchio col dispiacere di averlo sciupato».
«Non invecchio mai perché la suggestione la può anche ringiovanire cento duecento tremila anni di vita, qualunque età. Sono stato tre anni senza vita in una forma di tortura e di sofferenza. Con la suggestione posso ringiovanire molti anni, posso vivere a volontà».

Del secondo colloquio si riportano le idee vane, le sole che esponesse in quella occasione. Dei successivi, nei quali parlò anche saviamente su vari temi, si trascriveranno le stoltezze principali e così dell’ultimo, tutto insensato, per manifestare intera la personalità patologica.

«Signor Campana, vorrei leggere con lei qualche pagina dei Canti orfici».
«Serve ad ammazzare la gente quel libro … hanno messo un ricevitorio auricolare a Milano, una specie di telegrafo Marconi ma però parla chiaramente a distanza. È un modo di prendere in giro il pubblico, perché non può ricevere una comunicazione a distanza; bisogna sia suggestionato per riceverla. Ce l’ho fatta mettere io la comunicazione auricolare a Milano, sono agente di Giorgio V inglese, mio cugino è frate nell’India, ci ho una commissione per due anni per tener la Russia lontana dagli Stati Uniti, ho fatto morire il Mikado per ordine di Giorgio V. Ho un immenso impero: la Mongolia, che han fatto espropriare gli assassini di Parigi sopra delle voci. Ho dei rapporti importanti. Ora ho mediatizzato due ordini di morti».

«Ma si annoierà stando senza far nulla! …».
«Come senza far nulla?! Scrivo tutta la stampa dalla mattina alla sera, lavoro enormemente, presto ai giornali dei temi umoristici per scrivere fatti strampalati. Stampo dei quintali di carta tutti i giorni. Sono impiegato in Lituania a impedire per due anni che la Russia vada in America; è stanca di questo enorme numero di morti e di suggestioni che succedono nel mondo e vuole restare per due anni assente; non vuole andare in America».

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La porta di casa Campana a Marradi

«Desidererei intrattenerla di cose riguardanti il suo passato. Queste notizie sono superflue. Parliamo di Marradi».
«Io non vivo. Vivo in uno stato di suggestione continua, sono ipnotico in alto grado, sono tutto pieno di correnti magnetiche, faccio il medium magnetico. Di salute sto benissimo. Sto a seppellire i morti e bisogna che sfrutti i terremoti: il terremoto di Tokio che costò centoventi miliardi e trecentomila morti e il terremoto della Cina che ebbe duecentomila morti nel settembre millenovecentoventuno. Mi chiamo Dino, come Dino mi chiamo Edison. Dino Edison, l’inventore della macchina di introspezione con la quale si possono scoprire giacimenti di carbone, giacimenti di metalli. L’Itali è piena di carbone; ma non bisogna scoprire quello dell’Italia, altrimenti si danneggia il commercio di quelle nazioni che già sono in attività».

«Ode voce negli orecchi?».
«Sento sempre delle voci, sono telefonista, sono impiegato al telefono».
«Suppongo stia malvolentieri rinchiuso».
«No, no! sto benissimo qui a far ballare l’Italia in questo modo. Posso vivere anche senza mangiare, sono elettrico, sono Edison. Con la macchina della introspezione posso rifare l’esistenza del soggetto stesso, inserire la vita di nuovo nel corpo suggestionato. Faccio sposare tutte le principesse d’Europa sotto falso nome; hanno dei figli fatti a macchina, figli che non hanno vita; si può suggestionarle, produrre la natalità artificiale perché sono quasi tutte sterili».

«Ha dei nemici? La Scrittrice [Sibilla Aleramo] che lei amava li aiuta ancora?».
«Non ho dei nemici […] Io ho fortissima la medianità. Ora lavoro nel radiofono suggestivo, hanno messo i radiofoni nella città d’Italia. Sto benissimo qui, mi diverto benissimo. Con la suggestione si può avere tutte le illusioni che si vuole, si può andare in America, si può avere le soddisfazioni della vita, si può prendere moglie. Io ho sposato delle centinaia di donne per mezzo della suggestione. Suggestiono le principesse a prender per marito Dino Campana. È come l’Opera, la suggestione. Io non ne ho amici; ne ho una trentina ma posso averne anche di meno […] Io non parlo con questi, parlo sempre per suggestione. Non ho molto da dire a questa gente perché non sono nei miei affari. I miei affari sono quelli di sviluppare il tipo della suggestione di forma italiana. Dovrò andare in Germania tra poco […]

«Abbiamo la vita elettrica per suggestione. La comunicazione suggestiva radiofonica esiste: sono segreti di guerra che non si possono ben spiegare. La guerra in Cina per es. è un ordine in omaggio ai ricordi dello zar, per suggestione. Il cadavere di Lenin, lo mantengono intatto con mezzi magnetici speciali, per mezzo della radiofonia. Non c’è bisogno che io veda nessuno […]

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Dubuffet – Monsieur Plume

«Marconi trasmette della luce a distanza, dell’energia elettrica e forse del pensiero. Lo induco, lo suppongo. Tanti si sono improvvisati ministri […]
Io qualche volta ho delle comunicazioni speciali con alcuni agenti di elettricità che mi danno alcune idee sulle novità del giorno: politica, comunicati di giornali, mi comunicano tante cose. Idee e pensieri mi vengono trasmessi. Spesso commentano i giornali in modo ironico. Sono pensieri insoliti, le idee vengono comunicate. Sono onde ricevute dal pensiero direttamente, senza parole, senza ricevitori speciali: forme di energia trasmesse a distanza.

«Sono stato investito dalle onde elettriche durante la guerra, sono stato mezzo distrutto. Nel 1916 Marconi venne a Genova. Io ero sui monti e facevo delle poesie. Attrassi l’attenzione della polizia marconiana e mi ruppe la testa. Mi investì con una forte scarica elettrica. Credevo che mi avessero rotta una vena del cervello! Stetti molti mesi più morto che vivo. Mi ruppero talmente la testa che perdetti la vena poetica.

«Oggi stavo seguendo le esperienze di Marconi. Quando intervenne l’America me lo dissero subito. Wilson mi mandò una scarica fortissima. Ero seduto, leggevo il Don Chisciotte. Mi ruppe la testa. Degli agenti speciali mi davano molta tortura. Io fui requisito, mi utilizzarono in quei servizi speciali. Siccome a Marradi c’era una francese, io era ritenuto francese per avere dei caratteri strani e quindi fui requisito anch’io per far della propaganda francese. Produco dei matrimoni a distanza, tante volte. Tanti matrimoni si fanno per idee o caratteri che vengono suggeriti.

«Sembra che abbiano eletto un papa falso con la telegrafia. Questo Pio XI l’hanno scelto loro, l’hanno fatto ammettere con mezzi speciali per comodo della situazione italiana. La sua elezione indica la protesta per l’eccesso di morte che produsse la guerra, ossia quindici milioni. Poi Pio XI ha fatto sposare Marconi apposta per sviluppare, per rilevare il suo carattere alleato; ossia si vede che nella sua elezione ci sono degli interessi speciali».

I colloqui con Dino Campana fanno sapere appieno il disastro della sua mente. La occupano deliri di influssi a distanza per mezzo della elettricità, del magnetismo, della telepatia, dell’ipnotismo, del medianismo evocatore di anime disincarnate; i quali influssi oltre produrre effetti straordinari individuali suscitano terremoti, guerre, epidemie, risurrezioni cataclismi.
Manca nei racconti la sicurezza e la cupa asprezza dei concetti persecutori. Fallacie sensoriali o solo rappresentative ossia percepite come idee immesse da altri, generano o rafforzano i deliri.
Questi variano poco e si ripetono come dimostrano le pagine precedenti.

(Pariani, Vita non romanzata di Dino Campana)