Apocrifi – Gesù vivifica gli uccelli di fango

gesù-uccelliGesù prese del fango e con esso plasmò dodici passeri. Quando Gesù fece questo era di sabato e con lui c’erano molti fanciulli.
Un giudeo, vedendolo fare questo, disse a Giuseppe: «Non vedi, Giuseppe, che il fanciullo Gesù compie di sabato ciò che non gli è lecito fare? Con del fango plasmò, infatti, dodici passeri».
Udito ciò, Giuseppe lo rimproverò dicendo: «Perché fai di sabato cose che non ci è lecito fare?».
Udendo le parole di Giuseppe e picchiando una mano contro l’altra, disse ai suoi passeri: «Volate». E alla voce del suo comando presero a volare. Mentre tutti erano lì e vedevano e udivano, disse agli uccelli: «Andate e volate per la terra e per tutto il mondo, e vivete».
I presenti, vedendo tali prodigi, furono pieni di grande stupore. Alcuni lo lodavano e ammiravano, ma altri lo biasimavano. Certuni andarono dai capi dei sacerdoti e dei farisei e annunziarono loro come Gesù, figlio di Giuseppe, aveva compiuto grandi prodigi e miracoli davanti a tutto il popolo di Israele. Ciò fu annunziato nelle dodici tribù di Israele.

(Vangelo dello Pseudo Matteo, 27)

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All’età di cinque anni questo ragazzo stava giocando sul greto di un torrente: raccoglieva in fosse le acque che scorrevano e subito le rendeva limpide, comandando loro con la sola sua parola.
Impastata dell’argilla molle, ne fece dodici passeri: quando fece questo era di sabato. C’erano pure tanti altri ragazzi che giocavano con lui.
Un ebreo, vedendo quanto faceva Gesù giocando di sabato, se ne andò subito a riferirlo a suo padre Giuseppe: «Ecco, tuo figlio è al ruscello, ha preso dell’argilla e ne ha formato dodici uccellini, profanando il sabato».
Giuseppe, recatosi sul posto, vide e gli gridò dicendo: «Perché, di sabato, hai fatto queste cose che non è lecito fare?». Ma Gesù, battendo le mani, gridò ai passeri e disse loro: «Andate!» e i passeri se ne volarono via cinguettando.
A questa vista, gli Ebrei furono presi da stupore e andarono a raccontare ai loro capi quanto avevano visto fare da Gesù.

(Racconti sull’infanzia del Signore, 2)

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Con l’argilla Gesù fece dodici passeri: ma era di sabato e un ragazzo corse a riferirlo a Giuseppe, dicendo: «Ecco che tuo figlio, giocando presso il ruscello, ha fatto dei passeri d’argilla; il che non è lecito».
Udito ciò, andò e disse al ragazzo: «Perché fai queste cose profanando il sabato?».
Gesù non gli rispose, ma guardando ai passeri disse: «Andate, prendete il volo e nella vostra vita ricordatevi di me». A queste parole, presero subito il volo e s’alzarono su nell’aria. A questa vista, Giuseppe rimase stupito.

(Sul modo di vivere del Signore nella sua infanzia, 3)

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Quando Gesù era fanciullo e si avvicinava ai cinque anni, andava a giocare presso un corso d’acqua e presso rigagnoli: scavava, metteva l’acqua dentro, faceva pozzetti; poi iniziava da capo e purificava quell’acqua con la sabbia, per radunarla poi, pulita, nelle pozze.
Da quell’acqua purificata estraeva poi dell’argilla molle con cui fece dodici passeri. Era un giorno di sabato e giocavano con lui anche altri fanciulli.
Allorché un ebreo vide ciò che egli, coi ragazzi, stava facendo, si diresse da suo padre Giuseppe per condurlo e mostrarglielo; intanto però gli disse: «È bene agire così nel giorno di sabato e plasmare uccelli con questa argilla?».
Allorché giunse Giuseppe, lo rimproverò dicendogli: «Perché fai tu questo nel giorno di sabato?». Udito questo, prese a battere le mani e, davanti a tutti, fece volare via quei passeri dicendo: «Volate e ricordatevi di me vivo».
I passeri se ne volarono; se ne andarono via con frastuono. Visto questo, un fariseo rimase atterrito e cadde; poi corse a raccontarlo ai suoi amici.

(Infanzia di nostro Signore, 1)

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Compiuti i sette anni, il signore Gesù si trovava un giorno con ragazzi della sua stessa età. Giocavano col fango facendo figurine di asini, buoi, uccelli e altri animali, vantando ognuno la propria arte dimostrata con l’opera compiuta. Il signore Gesù disse allora ai ragazzi: «Alle figurine che ho fatto ordinerò di camminare».
Mentre i ragazzi gli domandavano se era il figlio del re Creatore, il signore Gesù ordinò ad esse di camminare: immediatamente si misero a saltare e poi, per sua concessione, si arrestarono nuovamente.
Aveva fatto figurine di uccelli e di passerotti che volavano quando egli ordinava loro di volare e si fermavano quando ordinava loro di stare ferme; inoltre mangiavano e bevevano la bevanda e il cibo che egli porgeva loro.
Allontanatisi poi i ragazzi raccontarono queste cose ai genitori; i loro padri dissero loro: «Guardatevi, figli, dal prendere familiarità con lui; è infatti venefico. Fuggitelo dunque ed evitatelo; di qui in avanti non giocate più con lui».

(Vangelo arabo sull’infanzia del Salvatore, 36)