Tabarî – La vita di Siyâwush

Kay Kâ’ûs regnò su tutta la Persia fino alle frontiere orientali, al di là delle quali regnava Afrâsiyâb, re del Turkestan […]
Kay Kâ’ûs aveva un comandante dell’esercito chiamato Rustam: al mondo non c’era nessuno più valoroso di lui. Fu governatore del Sejestân, che gli era stato affidato dal re di Persia.
Siyawush-Garsiwaz-poloKay Kâ’ûs aveva un figlio, chiamato Siyâwush, che fu l’uomo migliore del suo tempo. L’aveva affidato a Rustam, che lo portò nel Sejestân e gli insegnò tutte le virtù, e l’educò fino all’età adulta. Completata l’educazione, lo ricondusse dal padre quando aveva venti anni. Kay Kâ’ûs, quando vide com’era dotato, ne fu molto soddisfatto.

Kay Kâ’ûs, a quel tempo, aveva come moglie la figlia di Afrâsiyâb. Il re dei Turchi s’era impegnato a dare, assieme alla figlia, una dote considerevole, che doveva essere inviata ogni anno; ma erano trascorsi molti anni e non aveva inviato nulla.
Siyâwush tornò dunque da suo padre, e la moglie del padre, la figlia di Afrâsiyâb, lo vide e se ne innamorò. Lo chiamò a sé e gli propose di giacere con lei. Ma Siyâwush non acconsentì al suo desiderio, e disse: «Non voglio ingannare mio padre».
La donna, disperando di veder attuati i suoi disegni, aizzò il padre contro il figlio, con menzogne e stratagemmi, così tanto che il padre decise di uccidere il figlio.

Kay Kâ’ûs aveva riunito un esercito e minacciava guerra ad Afrâsiyâb, se non pagava quanto stabilito.
Siyâwush, vedendo che suo padre era maldisposto nei suoi confronti, temette per la vita e disse a Rustam: «Chiedi a mio padre di mandarmi con questo esercito a far guerra ad Afrâsiyâb».
Rustam fece quanto gli era chiesto e Kay Kâ’ûs nominò Siyâwush comandante dell’esercito e gli diede queste istruzioni: «Se Afrâsiyâb mantiene i suoi impegni e dà quel che ha promesso, non infastidirlo; se rifiuta, muovigli guerra».

Siyâwush radunò l’esercito e partì. Arrivò da Afrâsiyâb, che gli mandò incontro uno dei suoi generali, chiamato Firuzan, per trattare la pace.
Siyâwush concluse la pace e ne informò suo padre con una lettera. Ma Kay Kâ’ûs non approvò quella pace e gli ordinò di romperla e muovere guerra.
Siyâwush rispose: «Io non voglio essere spergiuro e rompere il trattato».
E non osò tornare da suo padre. Convocò Firuzan e tramite lui chiese la protezione di Afrâsiyâb, che gliel’accordò. Passò quindi con l’esercito di Afrâsiyâb, abbandonando l’esercito che tornò da Kay Kâ’ûs.
Afrâsiyâb accolse Siyâwush e gli diede in moglie sua figlia, chiamata Kay Fersî.

Molti anni dopo, Afrâsiyâb, vedendo le virtù di Siyâwush, temette per il proprio potere. Aveva due figli, Sherî e Shîdah, e un fratello, Gender. Costoro parlarono ad Afrâsiyâb contro Siyâwush. Misero timori nel cuore del re, che ordinò loro di uccidere Siyâwush.
La moglie di Siyâwush era incinta. Dopo aver ucciso Siyâwush, a lei diedero delle misture per abortire, ma non riuscirono nel loro intento.
Allora Afrâsiyâb affidò sua figlia a Firuzan, orinandogli di custodirla a casa finché avesse partorito, e di uccidere il nascituro se fosse stato maschio.

Firuzan prese la donna con sé, ma non ebbe il cuore di uccidere il bambino che lei mise al mondo. Lo nascose ad Afrâsiyâb, lo chiamò Kay Khusraw e lo tenne con sé finché fu adulto.
Kay Kâ’ûs, che aveva saputo di questi fatti, inviò in segreto uno dei suoi generali, chiamato Kiv, nella città di Afrâsiyâb, nel Turkestan, per rapire con uno stratagemma il figlio di Siyâwush con la madre.
Quando vide Kay Khusraw, gioì. Poi inviò Rustam e un altro generale, chiamato Tus, alla guida d’un grande esercito, con l’ordine di muovere guerra ad Afrâsiyâb, devastare la Turchia e vendicare il sangue di Siyâwush.

Partirono. Afrâsiyâb, con un grande esercito, mosse loro incontro.
Ingaggiarono battaglia e Afrâsiyâb fu messo in fuga; gran parte del suo esercito fu uccisa, e l’altra fu fatta prigioniera. Rustam uccise con le sue mani i due figli di Afrâsiyâb. L’esercito tornò poi da Kay Kâ’ûs […]
Kay Kâ’ûs visse per centocinquanta anni ed ebbe per successore Kay Khusraw, figlio di Siyâwush.

(Tabarî, I Profeti e i Re)